Letture, Libri
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15 libri da leggere…non solo perché li ho letti io

libri da leggere

15 libri da leggere (o giù di lì), perché li ho letti e qualcosa su di loro posso dire. Mi concedo all’arte del consiglio libero in ricordo dei bei vecchi tempi.

Ti ricordi i bei vecchi tempi in cui il servizio di punta di ogni telegiornare era il gossip sotto l’ombrellone e l’inesauribile sfilza di consigli per sopravvivere al caldo? Anche tu cerchi di riviverli andando alla ricerca dei consigli per le letture sotto l’ombrellone?
Credevo di non essere più in grado di scorgere un barlume di speranza tra telegiornali seri, messaggi sui social ancora più seri ed il paranoico inseguirsi di brutte notizie dal mondo. Poi mi capitarono tra le mani I consigli del nostro esperto, alias Antonio D’Orrico, su Sette del Corriere della Sera. Un articolo sorprendente. 37 libri consigliati con un piglio leggero, sagace, concreto, mai banale che ti (mi) proietta subito in libreria (Hai letto per caso niente di Sloane Closley? Com’é?).

Non sono all’altezza di Antonio D’Orrico, ma sono anni ormai che non mi concedo un post così. Dammi un chance ed io ti svelerò quei 15 piaceri di lettura che ultimamente mi son concessa. Dai, almeno uno di loro potrebbe mancare alla lista dei tuoi libri da leggere questa estate o comunque presto. Scommettiamo?

Come scrive Antonio D’Orrico:…Cerchiamo di cominciare bene…Talmente bene che:

Chi è morto alzi la mano

libri da leggere_chi-è-morto-alzi-la-manoTitolo attraente se si è armate di robusta ironia. Io l’ebbi e non me ne sono pentita.
Lo regalai a mio marito senza messaggi subliminali né da parte mia né di Fred Vargas (almeno spero). Ancora non sapevo che ci saremmo districati tra alberi che compaiono dal nulla ed evangelisti.
Chi è morto alzi la mano è un’opera tutto sommato rapida (254 pagine), persino leggera, che si distingue dalle esasperanti esagerazioni narrative statunitensi per quella sottile ironia a cui ti ho già accennato. Non mancano i colpi di scena fatti più per stuzzicare il cervello che il battito cardiaco.
Dopo il Chi è morto alzi la mano è cominciata la lettura di Sotti i venti di Nettuno. Fred Vargas ama le trilogie. Io più i Tre Evangelisti che Adamsberg.

Quando siete felici, fateci caso

Per la miseria. Sì. Fateci caso.
Anche in questo caso il titolo ha deciso l’acquisto, il regalo e la lettura. Ammetto che prima di essere felice non conoscevo molto “questo” Kurt Vonnegut. Non mi sarei mai aspettata, al di là della felicità, di apprezzare così tanto un libro di discorsi. Dal 1978 al 2004 Kurt è andato in giro per le università a raccontare la storia del suo mondo fatto di addii al codice di Hammurabi a suon di Vangelo e di ironiche considerazioni sui colpi di fortuna delle donne. Tutto mirando al più assoluto egualitarismo degli esseri umani.
Quando siete felici, fateci caso è colmo di frasi tentatrici. Si vorrebbe impararle a memoria finché non si comincia a ridere di se stessi.
Regola numero uno: non usate il punto e virgola. E’ un ermafrodito travestito che non rappresenta assolutamente nulla. Dimostra soltanto che avete fatto l’università…

L’anno del sì

Niente matrimoni in vista. Oops ho svelato il finale del libro 🙂 Scherzo.
Shonda Rhimes in L’anno del sì. Non avere paura, vivi con gioia e diventa la tua persona (da me letto in inglese, perché lo volevo leggere subito subito) sferra un colpo decisivo alle sue paure.
L’anno del sì non è un libro di auto-aiuto, ma il racconto, quasi in tempo reale, di come una donna di successo abbia delle paure e decida di affrontarle quando sua sorella le fa notare che dice di no a tutto.
Certo, continuo a far fatica a credere che l’autrice di Grey’s Anatomy (l’ho compreso con gli occhi di Shonda) e di Scandal (sì, lo adoro) avesse paura di parlare in pubblico. Ma le credo, le credo, le credo, perché mi piace l’energia del suo libro e la capacità di Shonda di essere lassù, tra i grandi, anzi le grandi.

Il pianeta Sara Porro

libri da leggere_sara porro

Prendo un respiro e ti dico subito che fino a Giuseppino. Da New York all’Italia: storia del mio ritorno a casa Joe Bastianich lo consideravo un figlio di mamma. Brutta l’ignoranza.
Sara Porro ha fatto la magia. Svela una storia col suo piglio fatto di incipit che recita più o meno così: Da bambino odiavo l’Italia. La odiavo ancor prima di esserci stato.
Ma il vero punto di svolta venne quando mi accorsi che Sara mi stava portando a nord-est. Lo so che Coseano (provincia di Udine) non è Pola. Eppure qualcosa di quel modo di vivere (e pensare) me lo sentivo dentro al pari dell’invidia di quello che succedeva nella famiglie altrui. Insomma, Sara Porro sa raccontare le storie vere portandoti dentro, mentre lei osserva tutto da fuori.

Fu così, quasi inevitabile, che all’uscita di Manuale di sopravvivenza amazzonica per signorine di città io fui tra le prime a scaricarlo sul Kindle. Non ho tra i progetti alcun viaggio a Lima e non ho ancora mai ceduto al richiamo di un santone. Ho voluto, però, concedermi ancora qualche pagine tra la visionarietà di Sara e la sua abilità nello scegliere e posare le parole all’interno di belle frasi di senso compiuto (e lacerante).
Per quanto mi riguarda, possono proseguire anche a nuoto è la frase che non mi dimenticherò mai. Fu quello che provavo quando la lessi. Colpa di chi si sedette accanto a me in treno.

Mani buone per impastare

Qual è il tuo rapporto con i racconti?
Il mio è altalenante. Hemingway, Buzzanti, Munro, Checov: queste nell’ordine le penne a cui ho concesso del tempo per dedicarmi al racconto. Poi è uscito Mani buone per impastare di Slawka, per te che non la conosci Slawka Scarso.
Questo ebook garbato racconta una realtà sfaccettata come la vita in condominio. Sai i rapporti tra vicini, i segreti celati e quelli accettati, i rumori, gli orari: ecco racconti di quelle vite lì. Si trova tutto fino alla fine. Ed è proprio la fine che mi ha fatto pensare che Mani buone per impastare sia un libro da consigliare. Dopotutto ha vinto anche un premio…mentre stavo per brindare (piccolo spoiler).

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Per chi ne ha abbastanza del suo di condominio, un alternativa è scappare con Wild. Certo, Cheryl Strayed non mi pare la più affidabile delle compagnie. Sì, parte giustificata per una pazza avventura. Ognuna reagisce a modo suo al dolore. Eppure nonostante tutto questo mio scetticismo, Wild lascia un bel segno. L’ho letto pian piano. Ogni sera. Ogni parola ha trasformato qualcosa. Più potente di un libro con consigli zen. Leggilo pensando ai tuoi problemi e non a quelli di Cheryl e completarai uno dei tuoi migliori cammini.

La mia vita fatta in casa

O A Homemade Life. Molly Wizenberg e La mia vita fatta in casa racconta quello che in Orangette non può. Sì, è il libro di una foodblogger. Uno dei primi.
Orangette non mi aveva sedotto. A Homemade Life mi ha avvolto quasi al pari dell’amata Laurie Colwin. Lo considero un caposaldo da leggere, rileggere, sottolineare ed analizzare. La capacità di Molly Wizenberg di rendere parola il sapore e la quotidianità non è cosa comune.
I laughed, I cried, and I ate a lot of cake (Ho riso, ho pianto e ho mangiato molta torta) è una frase che userei per la più dolce delle ninne nanne.

Birra in Franconia

Non concediamo troppo alla poesia. E’ tempo di birra.
Birra in Franconia di Manuele Colonna è il libro giusto per chi ama, ovviamente, la birra, ma non si ferma alla prima. E’ un Diario di viaggio alla riscoperta della tradizione brassicola francone. Non lo dico io, ma il sottotitolo. Se il lettore è già stato in Baviera, intendo la Franconia fuori dalle grande città. Quella fatta di ordinati villaggi con sempre una birra ad accogliere (a modo loro) il visitatore. Manuele Colonna ha girato questo mondo con uno Steinkrug (boccale in ceramica) in mano. Non vorrei banalizzare troppo, ma Birra in Franconia svela, insegna e stuzzica il bevitore viaggiatore che è in te.
Sì, sono sensibile al romanticismo birrario.

Un etnologo al bistrot

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L’ho sospettato a lungo che la parola bistrot sia usata spesso a sproposito da noi. Ci voleva Marc Augé a darmi ragione 🙂
L’etnologo ha uno stile che rasenta quello del più vero bistrot. Poco pedante. Scrive ma sa stare in disparte. Fa cadere qua e là qualche citazione, ma il calice se lo tiene stretto.
Lo scopo ultimo di Un etnologo al bistrot non ho ancora capito se è farti venire un’assoluta nostalgia del bistot o spiegarti come funziona ed il ruolo sociale che assolve. Di sicuro avrei voluto trasformarmi in una cliente abituale e sprofondare nell’anonimato che garantisce. Più Chitry e Bistrot per tutti!

Petit èloge de la gourmandise

Un piccolo elogio della golosità è quello che fa Grégoire Polet in poco più di cento pagine.
Per il mio piccolo francese la lettura è stata piacevolmente impegnativa. Petit èloge de la gourmandise è un libro per chi si ostina a chiamarsi gourmet solo perché si siede spesso a tavola. Sì, sfido loro con questo consiglio di lettura.
Qui si scopre cosa è fame, cosa appetito e cosa golosità. Ci si muove tra storia, realtà ed illusioni. Un libro per gli intellettuali più affamati, i golosi meno permalosi ed i curiosi che vogliono scoprire, tra le righe, il paese di nascita della mela.

Nobody wants to read your shit

Così come Antonio D’Orrico conclude la sua lista di libri da leggere con Dietro il romanzo, io la chiudo con qualche dritta per chi vuole scrivere e leggere al meglio.
Comincio con l’ebook di Steven Pressfield. Non sarà certo il libro più innovativo dedicato a chi sogna di scrivere un libro o una sceneggiatura. Però Nobody wants to read your shit (Nessuno vuole leggere la tua merda) coglie nel segno: mette il pepe al di dietro di chi sogna, ma non muove la penna. I capitoli sono rapidi come morsi che ti colgono nei punti più deboli. Steven si ossessiona a raccontare la sua storia e distilla errori e consigli. Non illude anche se afferma Truth is not the truth. Fiction is the truth (Una verità non è la verità. La finzione è verità).
Non è il libro che cambierà o creerà il tuo stile. Di sicuro qualche (spero) buona riga in più te la farà scrivere.
Sennò, inventati un’altra scusa per leggere ancora con Reading like a writer (Leggere come uno scrittore) di Francine Prose. Sono anni che lo consiglio a chi anche (solo) ama leggere. Dopotutto nessuno è obbligato ad essere blogger o scrittore.
Affianco a questi due consigli conclusivi di lettura un ebook più concreto come This book will teach you how to write better di Neville Medhora. Sarà pensato per i copywriter, ma non demordo. Sogno un mondo dove ogni essere umano ami e cerchi di scrivere al meglio, ossia sappia mettere per iscritto un messaggio chiaro e di senso compiuto.

Ed ora è tempo di andare dritti al punto: buone letture!

Ancora post con consigli di lettura

Non sono nuova ai post con suggerimenti di lettura. Mea culpa. Per te ci sono però i post:

PS. Accettasi volentieri consigli di lettura. Non lo scrivo tanto per dire.

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