Senza categoria
comments 9

Il pub preferito

Ognuno ha un suo locale preferito, ma quali sono le caratteristiche della categoria “locale preferito“?
Essendo immersa nella filosofica lettura di “Isole, incontri, pub” di Ian Marchant (in inglese Longest Crawl) mi sono trovata di fronte all’amletico dilemma.

Durante il suo tour per i pub inglesi, Ian enuncia alcuni elementi cardine come la vicinanza a casa, la possibilità di essere raggiunto a piedi, la familiarità del posto, l’accoglienza, la rilassatezza indotta, e persino una buona ma non eccelsa cucina.

Ma nel mio caso queste regole funzionano? Direi proprio di sì. In casa non abbiamo incertezze ad indicare come locale preferito un pub…

Si tratta di un pub con interni da pub. Non si tratta solo di panche e tavole in legno, ma anche di insegne che ammiccano al tema della birra. Ha un suo stile e personalità, almeno per noi. Da quasi tre anni ci sentiamo ben accetti dentro, anche se è un’accoglienza che non credo siamo stati capaci trasmettere agli amici che abbiamo invitato ad unirci a noi.

Big Hilda di Trastevere

Per noi è … casa. Qualche volta abbiamo persino dirottato la serata a due da Big Hilda invece che all’Open Baladin. Sì, le birre sono sempre quelle. Sì, prendiamo quasi sempre le stesse birra. Io Reale o Guinness e la Cavia o Reale o Slalom, tanto che la cameriera tende ad indovinare talvolta.

Lo ammettiamo e lo diciamo a gran voce: da Big Hilda cerchiamo la pace dei sensi senza volerci avventurare sui picchi del gusto. Unica nota: ehm lo Spritz non si avvicina alle vette dello Spritz del Contarena di Udine :), ma a parte ciò, Big Hilda è birra e tanta gioia semplice.

Non so come o perchè ma lì ci sentiamo a casa, protetti anche da eventuali cattivi pensieri post lavoro. E’ il locale dove con un po’ di birra partono le chiacchiere, dove ci si dice in maniera non aggressiva tutto o quasi. Tutto fluisce fuori in modo armonico.

Adoriamo le patatine e le olive che vengono servite con la birra. Adoriamo l’oraro happy hour (fino alle 22) evitando le più avanzate ore di punta. In casi straordinari ci concediamo un tagliere di salumi. Quindi una cucina semplice, non da gastro-pub sennò, come dice Ian, ci sarebbero BMW e Mercedes parcheggiate fuori. Anche se vorrei proprio vederle al Vicolo del Cinque 🙂

E passiamo, lo devo ammettere, le ore dal Big Hilda. E’ l’unico locale dove le cameriere ci riconoscono, pur nella parsimonia delle  nostre parole. Lì la Cavia si è rifugiata qualche sera durante i miei tre mesi canadesi. Lì la casa della Cavia si è divisa in due 🙂 Lì abbiamo parlato di sorelle, fratelli, nipoti, amici, viaggi, sogni …

Sì, il Big Hilda è il nostro locale preferito.
Ed il tuo?

9 Comments

  1. Proprio l’altro giorno vedevo in libreria quel libro e la tentazione di comprarlo è stata forte. Merita?

  2. rossdibi says

    @Enrico
    Per me merita. Non è un capolavoro, ha dei punti deboli. Personalmente non sopporto gli accenni alla droga (fa uno spaccato un po’ deprimente, sotto questo aspetto, del Regno Unito e delle dipendenze), ma è veramente un libro interessante e ricco di curiosità e insegnamenti su birra, gin, sidro, pub da visitare (e tieni conto che sono solo a pag. 170). Diciamo è un’ottima lettura estiva: curiosa, le pagine volano, istruttiva senza essere pedante. Tanto che presto lo regalerò pure ad un amico. La Cavia dice che venire voglia di bere, ho risolto leggendolo io e a lui gli ho lasciato Harry Potter 🙂
    L’ho visto alla Libreria del Viaggiatore, fino a ieri c’era una copia anche alla Feltrinelli di Largo Argentina. Se lo cerci alla Feltrinelli lo trovi nella sezione letteratura di viaggio e non nella sezione birra.

  3. Infatti l’avevo visto alla Feltrinelli a Largo Argentina 🙂
    Grazie della dettagliata recensione. Lo comprerò di sicuro prima di partire.
    A presto.

    Enrico

  4. emanu says

    Per me un locale che come il pub, rappresenta meglio l’idea di seconda casa, non esiste.
    Sicuramente influisce la mia passione per la buona birra.
    Peccato solo che l’unico che raggiungo a piedi ha si delle ottime birre ma l’ambiente non è quello che mi fa stare a mio agio.

    Per sentire la giusta atmosfera devo per forza di cose prendere la macchina (cosa che purtroppo si scontra con la voglia di bere qualcosa durante le chiacchiere con gli amici), fare qualche km e andare verso Ostia al Birrifugio, dove fa sempre piacere fare due chiacchiere con Stefano (il proprietario) per sapere che c’è di buono da bere.

    Se invece mi dirigo verso il centro il pensiero va sempre li a Via Benedetta. Ma che siete venuti a fà. PER ME E’ IL PUB.

  5. Pingback: Il pub preferito

  6. rossdibi says

    @Emanu
    Non dirlo a nessuno 🙂 ma ancora non sono mai andata a Ma che siete venuti a fà. O meglio ci siamo andati ed era chiuso. Ma è sulla lista dei desideri, il problema è che il Big Hilda per noi è Casa e a volte dirottiamo i buoni intenti verso Casa. Nonostante la passione per le birre, il calore pubbificico ha la meglio.

    @Max
    Se trovi un bar di biondoni, fammelo sapere eheheh

  7. Oh che il palo descrittivo e bello! Per favore di dare gli errori nel mio commento perché ho dovuto usare Google traduce per leggere il palo e poi commentare. : -) Vivo in una piccola città in California del nord. Ed il nostro pub preferito locale è stato chiamato il Caffè di Regno Unito ed è corso da une donne dalle Balene. Tutto era ho immaginato un pub autentico per essere. La migliore cosa di era gli amici. Ci non era un giorno non potremmo trovare che un amico per sedere con e ciarlare ed una buona bevanda di dividere. Lo manco molto ed il pensiero di esso subito quando ho letto questo palo. Un giorno forse lo farò
    al vostro.

  8. rossdibi says

    @Meghan Thanks for the comment. Feel free to comment in English next time. Maybe we a day take a beer in your pub 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *