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Il pub preferito

Ognuno ha un suo locale preferito, ma quali sono le caratteristiche della categoria “locale preferito“?
Essendo immersa nella filosofica lettura di “Isole, incontri, pub” di Ian Marchant (in inglese Longest Crawl) mi sono trovata di fronte all’amletico dilemma.

Durante il suo tour per i pub inglesi, Ian enuncia alcuni elementi cardine come la vicinanza a casa, la possibilità di essere raggiunto a piedi, la familiarità del posto, l’accoglienza, la rilassatezza indotta, e persino una buona ma non eccelsa cucina.

Ma nel mio caso queste regole funzionano? Direi proprio di sì. In casa non abbiamo incertezze ad indicare come locale preferito un pub…

Si tratta di un pub con interni da pub. Non si tratta solo di panche e tavole in legno, ma anche di insegne che ammiccano al tema della birra. Ha un suo stile e personalità, almeno per noi. Da quasi tre anni ci sentiamo ben accetti dentro, anche se è un’accoglienza che non credo siamo stati capaci trasmettere agli amici che abbiamo invitato ad unirci a noi.

Big Hilda di Trastevere

Per noi è … casa. Qualche volta abbiamo persino dirottato la serata a due da Big Hilda invece che all’Open Baladin. Sì, le birre sono sempre quelle. Sì, prendiamo quasi sempre le stesse birra. Io Reale o Guinness e la Cavia o Reale o Slalom, tanto che la cameriera tende ad indovinare talvolta.

Lo ammettiamo e lo diciamo a gran voce: da Big Hilda cerchiamo la pace dei sensi senza volerci avventurare sui picchi del gusto. Unica nota: ehm lo Spritz non si avvicina alle vette dello Spritz del Contarena di Udine :), ma a parte ciò, Big Hilda è birra e tanta gioia semplice.

Non so come o perchè ma lì ci sentiamo a casa, protetti anche da eventuali cattivi pensieri post lavoro. E’ il locale dove con un po’ di birra partono le chiacchiere, dove ci si dice in maniera non aggressiva tutto o quasi. Tutto fluisce fuori in modo armonico.

Adoriamo le patatine e le olive che vengono servite con la birra. Adoriamo l’oraro happy hour (fino alle 22) evitando le più avanzate ore di punta. In casi straordinari ci concediamo un tagliere di salumi. Quindi una cucina semplice, non da gastro-pub sennò, come dice Ian, ci sarebbero BMW e Mercedes parcheggiate fuori. Anche se vorrei proprio vederle al Vicolo del Cinque 🙂

E passiamo, lo devo ammettere, le ore dal Big Hilda. E’ l’unico locale dove le cameriere ci riconoscono, pur nella parsimonia delle  nostre parole. Lì la Cavia si è rifugiata qualche sera durante i miei tre mesi canadesi. Lì la casa della Cavia si è divisa in due 🙂 Lì abbiamo parlato di sorelle, fratelli, nipoti, amici, viaggi, sogni …

Sì, il Big Hilda è il nostro locale preferito.
Ed il tuo?

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