Eventi, Vino
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Voiello ed il vino

Giovedì scorso un altro evento per i foodblogger ed i lettori di blog romani è stato organizzato da Voiello. Dopo l’incontro natalizio, questa volta si è trattato il tema del vino e degli abbinamenti col cibo grazie alla presenza della sommelier Eleonora Giglio.

Dato che SenzaPanna ha già parlato del menù, così come pure A Bagnomaria e CucinaSMS, do sfogo qui agli appunti presi durante la prima parte della serata relativi alla degustazione del vino e ai consigli per abbinare vini e cibo. Siccome poi nella vita  non si finisce mai di imparare e siccome mi piace imparare sempre di più, commenti e correzioni sono benvenuti in ugual misura.

Pronto? Via! L’esame del vino è visivo, olfattivo e gustativo.

Degustazione del vino

Alla vista si può cogliere:

  • il colore. Dal colore si traggono indicazioni sull’età del vino. Semplificando, se è lucente, il vino sarà giovane
  • la consistenza, legata al contenuto alcolico. Qui si apre tutto un discoso sugli archetti del vino, le goccioline e simili.
  • la limpidezza.

All’esame olfattivo si tratta di cogliere i profumi:

  • primari. I profumi primari sono direttamente legati al vitigno dal quale viene il vino e sono di fatto già presenti nell’acino d’uva.
  • secondari, ossia quei profumi che si vengono a creare durante la prima parte della produzione/fermentazione. Di fatto (e sempre semplificando) sono i profumi del mosto.
  • terziari che sono il frutto dell’affinamento, il quale può avvenire in acciaio o in botte.

Nel caso di affinamento in acciaio, i profumi terziari non ci sono, dato che vengono stabilizzati gli altri sentori. Mentre nel caso di affinamento in botte di legno a causa della traspirazione si possono venire a creare profumi di cuoio, spezie etc. La grandezza della botte, inoltre, ha un suo peso a livello olfattivo.

Per quanto riguardo il gusto per il vino bisogna distinguere tra sensazioni:

  • saporite, al pari del cibo;
  • tattili legati ai cambiamenti fisici che avvengono in bocca bevendo il vino. Ad esempio e banalmente, il contenuto alcolico del vino genera calore in bocca. Poi ci può essere un effetto astringente, per i vini rossi, legato alla presenza dei tannini. I tannini vengono rilasciati dal raspo d’uva. L’astringenza non è da intendersi,però, in senso negativo. Se è persistente e non aggressiva, non è un male. Poi, vi è anche la morbidezza di un vino. In tal caso si ha una sensazione di pienezza in bocca, come nel caso in cui si mangiasse del burro.

Abbinamento cibo e  vino

Ed eccoci alla parte più interessante, l’abbinamento cibi e vino. Questo può essere realizzato per:

  • contrapposizione. Così ad esempio per cibi amari come un radicchio alla piastra si può scegliere un vino morbido a bassa alcolicità, che aiuta a pulire la bocca. Oppure, nel caso di un cibo untuoso come una bistecca o una tagliata di manzo, si può puntare su un Chianti.
  • concordanza. Questo si fa essenzialmente per i dolci ove si ricorre spesso e volentieri ai vini dolci.

L’abbinamento gelato e vino è quasi impossibile, meglio forse puntare su un super alcolico freddo. Oppure nel caso di un dolce con cioccolato fondente si può abbandonare il vino per uno Sherry o un Porto.

Ma per l’asparago che vino consigli? I foodblogger provocano Eleonora. Lei ha consigliato un vino bianco giovane, negando abbinamenti con vino aromatici o che hanno fatto un passaggio in botte. Ha accennato ad un vino dell’Alto Adige di cui non ho avuto la bravura di segnarmi il nome 🙁 Però ha suggerito anche un Pinot Bianco con affinamento in acciaio.

E per il carciofo? Altra provocazione. Bisogna qui stare attenti se si tratta di un carciofo crudo e quindi molto ferroso o di un carciofo cotto o stufato per il quale è bene puntare su un vino rosso.

Nel caso di sapori agrodolci del cibo? Nel caso si tratti di carne, forse un vino rosso-

Per la pasta? Bisogna sempre considerare che la pasta è dolce. Così per la prima portata di pasta della serata con la gallinella si è puntato su un bianco fresco.

E stando a Roma: per le fave ed il Pecorino? Si può scegliere tra uno Chardonney e un Cesanese. C’è l’ho 🙂

Infine, alcuni abbinamenti per tre vini bianchi scelti da Eleonora:

  • Vermentino di Gallura, si può abbinare con pesce al cartoccio o crostacei poco lavorati
  • Gewurztraminer può andare con pesce crudo come il tonno, i crostacei e le cucine asiatiche
  • Pinot Grigio…oops altro buco negli appunti. Però posso dire che viene dallo stesso vitigno del Pinot Nero.

Permettimi, un ringraziamento finale a chi ci ha ospitati: il Grappolo d’Oro.

7 Comments

  1. ciao Ros,
    mi sto prendendo cura del “bimbo”. L’ho già rinfrescato ed ho lasciato la nana a parlottare con lui!!
    funzionerà???

  2. Rossella, quel vino da abbinare agli asparagi sarebbe il Sylvaner! :-))
    Ma quanto sei brava, hai segnato proprio tutto!

  3. Eleonora ha anche detto che il Gewurztraminer piace molto alle donne. Lo proverò con qualche mia fidanzata e farò sapere. :)))

  4. Brava Rossella, hai davanti una carriera da sommelier: gli appunti che hai preso sono quasi perfetti e su internet potrai trovare facilmente tanti approfondimenti. Sei stato attentissima 😀
    Confermo il Sylvaner che ti ha detto Giulia.
    Ciaoooo

  5. Pingback: Romanità a tavola: La Vignarola · Kitty's Kitchen

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