Polonia, Viaggi
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Effetto Polonia

Polonia: ho cominciato a scoprirla

Effetto Polonia od effetto ferie?
Di sicuro sono oramai tutte e due lontane. Rieccomi tornata ufficialmente a pieno ritmo, di fatto ancora in quella dolce fase sonnolenta che conclude le vacanze.
Ho trascorso dieci giorni tra Malopolska e Carpazi. Forse Cracovia ti dice qualcosa, un po’ di meno con tutta probabilità i monti Pieniny e Zakopane. Eppure Wadovice qualcosa ti ricorda.

La Polonia mi ha e ci ha stupito. Sogno ancora i prezzi in zloty, mi illudo di svegliarmi all’ostello Good Bye Lenin o di aprire la finestra e trovarmi di fronte al lago di Czorsztyn.
E’ difficile mettere ordine tra tante piccole cose della Polonia che mi hanno inebriato.

Cos’ha di speciale la Polonia

Lo so, non la conosco tutta la Polonia (non ancora),  ma mi piacerebbe di già che fosse conosciuta di più e non solo da me. Cos’ha di speciale la Polonia?

1. Sa unire modernità e tradizione. E’ questo che mi ha conquistato di più. Puoi passare da quartieri vivaci come Kazimierz a Cracovia ai carri trainati dai cavalli nelle vallate dei Monti Pieniny. Non di meno a Zakopane, meta montana molto frequentata, passi rapidamente dall’eccessivo affollamento del centro ai canti popolari in Karczma.

2. Non è solo devozione. Tutti sanno che Papa Giovanni Paolo II era polacco. Tutti sanno che i polacchi tendono ad essere ferventi credenti. Ma non sono un popolo di pecorai che seguono una campana soltanto. E la Polonia non è fatta solo di luoghi di preghiera. Non mancano le opere d’arte o i panorami mozzafiato.

polonia murales

3. Non è un paese per vecchi. Ahimè venendo dall’Italia lo devo dire. La Polonia è giovane. Lo è nello slancio che sta mettendo nell’acchiappare a modo suo il benessere. Lo è nelle facce che ti accolgono nei locali per turisti e per non turisti. Lo è nella gentilezza, timida ma determinata, delle “vecchiette” al mercato. Per loro l’età non è un limite. Hanno capito dove va la vita: verso il futuro.

4. E’ cool. Oh diamine se sa essere cool. Kazimierz, un tempo separato da Cracovia, ora un quartiere della città, sta risorgendo. Lo abbiamo visto, forse incuranti, nelle scene di Schindler’s List. Era il ghetto. E’ rimasto rannicchiato in sè a lungo, ma ora sta diventando qualcosa di molto di più di quartieri come San Lorenzo o il Pigneto a Roma. Non è solo un quartiere che si ammodernando passando per l’anima giovane della città. E’ un quartiere che sta mescolato vecchio e nuovo e che ha una sua voce. E’ un quartiere da vivere e per vivere. Forse anche da capire. E la modernità non si ferma lì, raggiunge anche Wadovice e suppongo tanti altri luoghi. Qui il wifi c’è, il GPS prende ovunque.

polonia wadovice

5. Sta crescendo. Ha tante cose da fare di fronte a sè. Molte. Quando ho detto alle amiche polacche che andavo nel loro Paese si sono stupite. “Non ha autostrade…il cibo non è come in Italia“. Avevano ragione. Non ci sono autostrade. I polacchi possono migliorare pure nella guida. Il cibo non è come in Italia, ma non è da gettare e soprattutto è ovunque (almeno così è capitato a me) di buona qualità.
Insomma, non è un Paese perfetto, ma è in movimento… e per me, italiana, questo è molto.

6. Sa cos’è l’organizzazione. Lo dico da turista che è passata per un tour organizzato in italiano alle miniere di sale di Wieliczka. Lo dico da turista straniera seduta su una chiatta di legno trasportata dalla corrente del Dunajec. Lo affermo pure da camminatrice della domenica sui Monti Tatra.
Ci sono luoghi per il turismo internazionali ed altri (ancora) quasi solo per i polacchi. Però in ogni occasione ho visto un’organizzazione al lavoro. Vari sono i tour tra cui scegliere alle miniere di sale e non sono tour mordi e fuggi, richiedono ben tre ore sottoterra.
Se raggiungi i polacchi nel loro turismo, non ti sentirai mai un pesce fuor d’acqua. Le indicazioni in varie lingue ci sono, anche se puoi il guidatore di chiatte parlerà solo in polacco. E se vai a far trekking su per i Monti Tatra, i sentieri sono ben segnati e l’entrata prevede un biglietto, il che presuppone che c’è qualcuno (e si vede) che cura quei sentieri. I polacchi, se si può generalizzare, hanno capito che il turista non va spolpato, ma guidato.

polonia panorami

7. Chiedete e vi sarà dato. Questo per dire che sono disponibili. Se all’arrivo a Cracovia ti sentirai perso nella galleria commerciale della stazione del treno, non preoccuparti. Ci sarà un polacco, che parla solo polacco, ma che saprà guidarti a gesti verso il tram giusto.
Se a Wadovice cercherai un Internet point, credendo che esistano in tutte le parti del mondo, ci sarà una ragazza con le mani infarinate, appena uscita dalla cucina del suo locale, che con penna e carta di indirizzerà verso il negozio giusto (che non sarà un Internet point).
Se l’addetto all’autonoleggio ti chiama per avvertirti che l’ufficio in stazione è chiuso, stai calmo. Gentilmente arriverà al tuo albergo, ti parlerà in un ottimo inglese e la tua giornata si semplificherà.
L’importante è farsi catturare dal loro ritmo, quello di un Paese non fermo.

8. C’è cultura nell’aria. Mi sento di affermarlo dopo aver scoperto Massolit e aver preso un ottimo cappuccino in una libreria nel quasi centro di Cravovia. La cultura c’è, non è tenuta nascosta o separata dalla vita di tutti i giorni.

9. (Quasi) Ultimo ma non meno importante: ha prezzi umani. Sarà il cambio, sarà l’assenza di Euro, sarà per tante ragioni, ma per noi sbruffoni italiani ha prezzi vantaggiosi (a dir poco). Scopriamola prima di devastarla con luoghi comuni. Scopriamola prima che ci scappi di mano e di tasca.

10. Vai oltre la vodka. In dieci giorni in Polonia sono riuscita a bere una sola vodka. C’è altro. C’è altro anche per noi mammoni, legati sentimentalmente ed ottusamente al cibo della nonna. C’è altro per noi vanitosi latini, che ci vantiamo di un passato che non sanno gestire.

Di questo e molto altro scriverò nei giorni a seguire. Per me la Polonia è stata un’ottima sveglia.
Ovviamente, sono curiosa di sentire anche la tua idea di Polonia.

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