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Il quaderno degli orti veneziani

Amare una città e non finire mai di scoprirla. Non sto parlando di Roma, ma di Venezia.  Una città (ma sarà una città?) visitata e rivisitata a varie età, con varie compagnie, con diversi animi. Ma sempre è un luogo incantato che ha qualcosa di nuovo da offrire e sempre con quel pizzico di intreccio di storia che travalica il razionale.

Come potevo allora resistere all’acquisto di Il quaderno degli orti veneziani di Elisabetta Tiveron?
Dopo aver divorate le pagine, aver pianificato nella mia mente futuri tour veneziano, non ho potuto che cercare Elisabetta online sul suo blo, Pane e Miele. E poi dopo tanti approcci indiretti l’ho inseguita per email, fino a giungere a questa intervista attorno al tema del libro.

Prima qualche domanda banale come …

Una guida originale a Venezia, qualcosa mi dice che si lega alla tua filsofia di cibi naturali e di stagione. Sbaglio? Insomma, perchè hai  voluto scrivere questo quaderno?

Il libro fonde la mia passione per la cucina e per la storia locale. Era… inevitabile!

Gli orti di Venezia: sogno o son desta, come li introdurresti a chi si stupisce della loro esistenza?

Venezia non è solo acqua e pietre; ancor meno lo era in passato. E’ costruita su terra… coltivabile, quindi. Gli orti sono ormai presenti in minima parte, nel centro storico; ma la toponomastica reca tracce evidenti; così come i documenti d’archivio, i testi, le immagini d’epoca. Fanno parte della storia della città.

Mi ha molto affascinato il tour che proponi tra le isole della Laguna. Come l’hai scoperto?

Più che di scoperta parlerei di ri-scoperta… Chi vive nell’area veneziana conosce la vocazione orticola di alcune delle isole, in particolare di Sant’Erasmo. Alcune però sono sottovalutate sotto questo profilo.

Suggerimenti a chi vuole scoprire la cucina veneziana legata agli orti?

La cucina veneziana non è pensabile senza ortaggi, basti pensare ad alcuni dei piatti più noti: il saòr… i risotti… e nelle osterie tradizionali, i fondi di carciofo da mangiare in piedi al banco non mancano mai.

Ultima richiesta, perchè leggere questo quaderno?

Per farsi un’idea un po’ diversa di questa città di cui si conoscono sempre e solo le stesse cose. Per capirla un po’ di più; per scoprire percorsi alternativi a quelli “canonici” (e sovraffollati…).
Venezia offre persino troppo, ho pensato potesse essere utile una guida che seguisse un tema particolare… ed inaspettato.
Spero di essere riuscita a destare curiosità per quello che c’è oltre le solite immagini da cartolina.

Sicuramente!  La prossima volta che piomberò a Venezia sarà per vedere un orto!

Un altra recensione è apparsa su Vivere in Cucina.

Mentre per sapere di più sulla vita di Elisabetta vai su Leggere con Gusto. Elisabetta è una persona che alcuni definerebbero eclettica. Io leggendo il libro e scoprendola online la definirei semplicemente e direttamente tosta. I suoi scritti spaziano dalla cucina alla storia, data la sua laurea nel settore. Curioso è anche il suo parlare di cucina veneta, date le origine, ma andare anche a scoprire la cucina svedere con Pippi Calzelunghe. Ma questa è un’altra storia ed un’altro libro 🙂

PS. Per trasparenza, faccio notare che il libro è stato acquistato durante una gita a Vicenza, senza contatti preventivi con l’editore e/o l’autore.

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