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Christmas Pudding

Un menù di Natale friulano inside

Quasi pronta per buttarmi a capofitto in cucina a fare i biscotti di Natale per la tribù, già comincio a pensare a un menù per Natale. Mi pare giusto condividere tale fantasia con chi si trova ad avere il mio stesso dilemma. Il menù che propongo vuole essere conviviale ed insieme casalingo. Non si conclude col classico Panettone o Pandoro, vuole andare oltre fino alla Tombola e al ritorno a casa degli ospiti. L’invitato, parente o amico, viene accolto con un calice di vino Rosé e un cracker insaporito al prosciutto di San Daniele. Solo dopo le prime chiacchiere potrà prendere avvio il pranzo vero e proprio. Sono tutti seduti a tavola, ma non troppo a lungo.  I piatti non vogliono essere complicati seppure saporiti. Il menù permette anche ai padroni di casa di godersi il pasto e la presenza di amici e parenti. Inoltre, è un menù che può essere preparato dalle massaie moderne, spesso lavoratrici come la sottoscritta e quindi non solo con poco tempo e anche poca pazienza, in un periodo intenso …

Et voilà. Le rosse barberry per i più curiosi.

#Jerusalemdinner: Una cena in stile Jerusalem

#Jerusalemdinner in breve. Per futura memoria, in un caldo giorno di agosto 2013 in quel di Roma si è svolta una cena tra pochi amici tutta dedicata al cibo di Gerusalemme. Un po’ per fame, un po’ per gioco e per superare gli ultimi giorni di lavoro Rossella, Eleonora, la Cavia e Mister C. si sono riuniti per brindire a suon di: “Il prossimo anno a Gerusalemme” Nessuna motivazione religiosa se non la fondata speranza di potersi ritrovare a breve nella città santa tutti assieme per scorprirla dal vivo. Perché a volte le cose desiderate a lungo si avverano quasi per caso grazie agli incontri che si realizzano sempre per caso. Maggiori dettagli a breve, incrociando le dita. Dato però che in gioventù l’entusiasmo è tanto ed aspettare anche solo un anno è troppo, la sottoscritta ha pensato bene di passare un caldo pomeriggio mettendo in pratica le ricette di due libri meravigliosi. Jerusalem di Yotam Ottolenghi e Sami Tamimi ed The Jewelled Kitchen di Bethany Kehdy sono stati sfogliati, vissuti e sfruttati senza quasi …

gnocchi di melone

Agli Amici con #ariadifesta

Agli Amici era solo un locale in cui non avevo mai messo piede. Della serie uno dei tanti. Di Godia di Udine conoscevo il mulino. Il caro vecchio mulino ad acqua dove l’aria ricordava il profumo del nonno Bepi. Poi il destino, quel misto di caso, magia e capriccio, ci ha messo lo zampino. Così grazie ad #ariadifesta, ho varcato la soglia del regno di Emanuele Scarello. Mia madre era letteralmente in  brodo di giuggiole per questo. “E’ uno bravo…uno che si aggiorna continuamente…insegna in Francia…ha le stelle Michelin…” e dire che lei è, essendo una ex professoressa,  severa nei giudizi. Eppure si lasciò andare, mentre la sua prima figlia entrava  Agli amici ancora sul timoroso andante. #ariadifesta era solo agli albori. Bastò veramente poco per sentirsi di casa. Ed oltre le chiacchiere i piatti presto presero il soppravento. Il menù era tutto a base di Prosciutto di San Daniele, come i più arguti avrebbero potuto sospettare. Mentre i più informati sapranno che San Daniele sta in Friuli e non a Parma, come certi ex …

Dinner

Nel bel mezzo di un menù autunnale

Periodo intenso, certo non noioso. Un rapido viaggio di lavoro dietro la porta, un po’ di scadenze sempre di lavoro, la voglia di scrivere sempre al massimo, nel mezzo le mie energie. Così capita che anche questa settimana, dedico un attimo a segnalare ciò che scrivo altrove. Io ed Erodoto siamo andati a scoprire il pane dei faraoni, o almeno dell’Egitto antico, sulle pagine del Blog del Pane. Poi mi sono concessa una lettura particolare del  The Oxford Companion to Beer di Garrett Oliver ed Honest Cooking su E birra sia mi ha lasciato fare. Infine, tra il sentimentale e l’ironico mi sono messa l’agevole maschera da Gastroscettica su Cibando per parlare di Questi benedetti prodotti tipici. Ma non mi dimentico del lettore che vuole qualcosa in più. Quel qualcosa in più è l’idea di un menù per una cena tra amici. Amici attori, raffreddati e aspiranti video maker 🙂 …mi sono ritrovata con loro a tavola. Internet si è pure intromesso per qualche voto pro Cristina su I rilassati e la ricerca di filmografie …

venticinque

Dino De Bellis lo trovi al Venticinque

Inaugurare un ristorante, trasferirsi armi e bagagli in una nuova cucina e partire per una nuova avventura. Sulla carta è facile da raccontarsi e da farsi, nella realtà ci sono tutti i timori ed entusiasmi di un uomo. Un nuovo progetto come il Ristorante 25 sta partendo carico della creativa professionalità dello chef Dino de Bellis. La zona è quella di Roma Nord, a due passi da corso Francia e non lontano dall’Auditorium della Musica. Se il recapito è Via Flaminia 573 ( tel. 0633270007), l’atmosfera è ricercata e gioca su un curioso equilibrio tra modernità e amarcord. Appena entrata ho notato estasiata la carta da parati quasi in stile ’70s: very cool mi son detta. Ma le luci erano anzi sono, dato che è un ristorante bello che aperto, di un’originale modernità. Facile dire che si respirava uno stile newyorkese, più oggettivo dire che quello stile è stato personalizzato. Ma passiamo alla cucina, ai piatti, ossia alla ragione per cui giovedì sera ci siamo diretti verso Roma Nord.