Month: luglio 2011

Tofu di sera

…toglie ogni reticenza di torno 🙂 Come battere una tofu resistenza? Affrontarla. Giusto pochi giorni prima la Cavia aveva osato dire “puoi cucinare quello che vuoi, basta che non sia tofu”. “E tu che ne sai del tofu?” “Me lo hai fatto una volta…” “Ehm non ero io!” Da questo curioso diverbio, che ha lasciato trapelare in maniera chiara ed inconfondibile che tofu, soba, alghe sono un po’ confuse a casa mia 🙂 , mi sono intestardita. Talmente convinta che il tofu vada provato, ho cercato di unire una debolezza della Cavia per le verdure al forno con la mia voglia di spezie. In soccorso è venuta anche una ricetta di Pura Cucina in materia di tofu. Da tutto ciò è nata:

Baird Beer Festival: gli assaggi

Si era anticipato che lo scorso weekend alla Brasserie 4:20 c’erano assaggi particolari nell’aria. L’aria da sake mi aveva già inebriato venerdì (come raccontato qua), ma la voglia di rivedere un’amica mi ha fatto dire “Dai, andiamo ad assaggiare delle birre giapponese” “Non male come io, ma premetto che farò solo figura. Ho un po’ di mal di testa” Ma una ciacola e l’altra posso far cambiare idea, così come l’onda di energia made in Nano Mondano. Appena la Red Rose della Baird Beer è arrivata a noi, è stata tutt’altra musica.

Piccole idee d’estate #1: Semi di girasole

Uno snack veloce, con un’anima irresistibile, che ti attira a te manciata dopo manciata. L’idea nasce dall’ultimo libro di 101 cookbooks. Heidi Swanson li suggeriva con zucchero e buccia di limone. Invece, li ho provati misciando a 150 gr di semi di girasole saltati in padella un cucchiaio di zucchero. Dopo una serie di rapide mescolate per distribuire lo zucchero (di canna è meglio), ho tolto dal fuoco il tutto ed unico 1 cucchiaio di curcuma e alcune spruzzate di noce moscata. Tocco finale del sale nero delle Hawaii. Pochi, se non nessuno, ha saputo resistere. Mano dopo mano la ciotola di semi di girasole si è svuotata: Da cui il bis, obbligato, dei giorni seguenti. Non posso che dirti: prova e personalizza a modo tuo. Avrai la prova che gli snack possono essere irresistibili anche in versione sana.

E sake è stato

Avvicinarsi a qualcosa di nuovo ha sempre un suo fascino. Lasciarsi trasportare dal carattere esotico del sake è facile. Rimanere un po’ confusa e felice del suo essere norvegese insieme, un po’ destabilizzante. Col mio kuramoto (birraio) di fiducia sono andata alla Brasserie 4:20 . Nano Mondano già presidiava la cassa. Le mie insicurezze si facevano forza leggende le descrizione dei vari sake. Anche perchè i nomi erano, come dire, un po’ complicati. Il primo della lista recitava “Yamahai Genshu Muroka Shiboritate Nama Junmai-shu”, da cui un minimo di preparazione “culturale” era necessaria. Insomma, non tutti i secchioni vengono per nuocere. La prima scelta è stata Yamahai Nigori Nama Junmai-shu per me e Yamahai Genshu Muroka Shiboritate Nama Junmai-shu per me. Arabo? No, giapponese.

Prepararsi al Sake

Se oggi e domani (22 e 23 luglio 2011) alla Brasserie 4:20 c’è il Baird Beer Festival, se Senza Panna ha già descritto il suo assaggio birra Baird, la mia attenzione è tutta al momento sulla parola sake. Sì, perchè oltre alle birre Baird (da scoprire senz’altro) ci sarà anche l’unico sake europeo. Infatti, il Birrificio Nøgne Ø sta tentando l’avventura del sake e io da brava curiosa, sperimentatrice in piccolo, ricercatrice precaria ma molto attiva, non posso che sognarlo e studiarlo in anticipo. Dopotutto secchioni si diventa, non si nasce 🙂