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Quel Ein Prosit 2013 da foodblogger

Sappilo non c’è nulla di più divertente ed educativo di andare in giro come foodblogger. La parte migliore sono le altre foodblogger che ti accompagnano e ridono con te.
Come si suol dire in questi casi, non so dove cominciare per spiegarti come ho combinato sotto l’hastag #5xEinPrositXV.
Tante foto, tanti assaggi degustativi, tanti momenti di ascolto ammirato. Ma prima di tutto voglio farti capire cos’è Ein Prosit. Lo faccio fingendomi giornalista, pardon blogger. Ogni blogger che sia food ha alcune domande fisse in testa: Dove, Chi, Quando, Perché, Come e …Mi è piaciuto?

Con l’ordine repentino che da qualche parte si annidia nei miei geni, comincio con:

Dove

Tra Tarvisio, Malborghetto e Camporosso. A Tarvisio abbiamo aperto le danze noi #5xEinPrositXV partecipando alla cena al Ristorante Raibl con le pizze di Ciro Salvo e le birre del Birrificio Foglie d’Erba e della Wold Top Brewery.
Ed ho imparato come il Conciato di San Vittore stia bene pure su un ottimo impasto di pizza.
Mi sono lasciata affabulare dalla pizza fritta con cui si è aperta la cena.
E non da meno mi ha conquistato la semplice, ottima, soave, perfetta Pizza Margherita.
Ma pure le birre ho notato nei loro abbinamenti.

Poi è stata nanna a Camporosso all’Hotel Bellavista, dove le foodblogger sono sopravvisute all’orda di cervi di cui c’era timore nell’aria (ti ho detto che le foodblogger si divertono).

Ed infine è stata la poesia e la frenesia a Malborghetto tra Palazzo Veneziano, cuore dell’evento, e quel piccolo angolo di paradiso che è Casa Oberrichter. I love Casa Oberrichter!

Chi

A parte le note foodblogger 🙂 che continuavano a divertirsi per onor di blog, i Chi sono stati per me Theodora Hurustiati con il suo laboratorio di cucina e spezie orientali assieme a Gianluca Mingotti di Petit Lorien.
Ho scoperto cos’erano quelle noci candela che Theodora mi aveva richiesto da Roma. Ho appreso che è meglio tostarle o cuocerle prima di assaggiarle. Ho pure udito nomi strani come katsuobushi (le ironie lasciatele ai viaggi in automobile delle blogger 🙂 ). Però ho preso appunti sul pepe di Giava, noto da “noi” e destinata alla cucina, mentre da “loro” rappresenta più una medicina tradizionale.

ein prosit 2013 theodora e piatto

Poi caro Bepi Pucciarelli mi sono innamorata di te. Ramandolo, vino e luoghi speciali. La tua semplicità competente ed allegra. Quel saper abbinare e farmi conoscere il lardo di Nimis e la trota del Cornacco. E sapevi, ammettilo, che i Cjalsons di Francesco De Franceschi mi avrebbero emotivamente stesa. Non da ultimo l’originale gelato al Ramandolo di  Giancarlo Timballo della gelateria Fiordilatte di Udine.
Non volevo lasciarti andare.
Sarà per questo che Diamo un taglio alla sete sazierà molti miei amici a Natale.

ein prosit 2013 bepi pucciarelli e gelato

Ma non finisce qui.
Inaspettata è arrivata lei, Liliana Savioli. Diretta, convinta, allegra, energetica, appasionata e terribilmente sincera. Ero curiosa sui vini arancioni (di cui scriverò a breve), ma alla fine è emerso il suo stile. Non mi capita spesso di avere il piacere di chiacchierare seduta sulle scale in attesa della degustazione con chi quella degustazione originale la guiderà. Ancor meno spesso mi è stato insegnato ad abbinare un vino alla sua musica.
W le donne, le qbiste di QB Quanto Basta Friuli.
Ah, ovviamente anche incontrare dal vivo Fabiana Romanutti è stata una bella esperienza.

ein prosit 2013 vini arancioni

Infine, Giampaolo Gravina che  ahimè ha mescolato la mia stanchezza di fine giornata con i vini della Côte de Beaune. L’ahimè sta per la stanchezza che mi ha fatto finire al terzo calice.

Quando

Facile e veloce. Lo scorso fine settimana, dal 15-17 novembre. Ora non resta che ricordarsi anche il prossimo anno di andarci ad Ein Prosit.

Perché

Perché è di qualità, organizzato a portata di passeggiata una volta arrivati a Malborghetto.
Perché Casa Oberrichter stupisce sia uomini che donne per il suo garbo e ricercatezza.
Perché c’è molto dal scoprire del Friuli e del gusto.
Perché qui potrete sentire commenti di elogio anche ai giovani dell’Istituto Linusso di Tolmezzo che servivano in aula. Complimenti sinceri.
Perché è un evento sia per appassionati che per esperti. Non mi sono mai sentita fuori luogo.

Come

Con gusto, piacere, allegria e l’umiltà del degustatore occasionale.

Mi è piaciuto?

Dai, lo hai già capito sono ancora nel pieno dell’entusiasmo per aver toccato con mano la capacità di quella gente unica, a volte cocciuta ed ermetica, nel sapor essere, appunto unica. Insomma, ancora una volta ho fatto la turista a casa mia e mi è piaciuto.
E se oggi vince lo scettiscismo su tutto, qui vive la legge del “trovare quel buono che dà energia“. Io l’ho trovato ad Ein Prosit 2013.

Per le altre foodblogger-faccie di Ein Prosit puoi scoprire #5xEinPrositXV nelle pagine di Giulia su Juliet’s Belly,  nelle fotografie di Valentina, nella casa di Alessandra e nella cucina di Theodora.
Un grazie speciale al marsigliese che ha accompagnato le note foodblogger fino nel cuore di Ein Prosit.



4 Comments

  1. Ma che bello!!! immagino quanto vi siate divertite voi 3 insieme! Sperando di avere un’altra possibilità di rivederci ti abbraccio forte! Giulia

  2. Wow Rossella, che brava che sei!!!! Il post è bellissimo e me lo sono giduto dall’inizio alla fine rivivendo quei momenti speciali e ridendo ancora! Spero di ripetere presto un’altra avventura con te! Anche il marsigliese sorride sornione! 😀

  3. Bella manifestazione! Per ora ci sono andata una sola volta, ma conto di tornarci di nuovo perchè è stata davvero una bella esperienza, decisamente un bel modo di fare la turista a casa propria!

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