Month: marzo 2010

Radicchio rosso e Asiago

Una ricetta da cinque minuti. Si fa per dire, la pasta cuoce in 12 minuti. Ma il lavoro richiesto è quasi nullo. Diciamo che è una ricetta per tutti i giorni, se tutti i giorni hai in frigo del radicchio rosso e dell’Asiago. E’ stata testata per caso, senza iniziale volontà di farlo. L’idea era di concludere la sera con della pasta all’Asiago. Quello sì, perchè era rimasto da una cena di qualche giorno fa. Ma si voleva solo fare una sorta di pasta col formaggio ed eventualmente del pepe. Invece, ecco che aprendo il frigo ho trovato un altro resto alimentare dalla cena appena menzionata.

Un caffè con lo Zio d’America

Dai, hai uno zio d’America? Che cool! Calma, se vai a sbirciare i blog di Rosso di Sera e Le Franc Buveur o CucinaSMS scoprirai che lo Zio d’America non è altro che un locale a Roma. Certo non un locale turistico, ma questo anche per la sua ubicazione. E’ vicino al raccordo, lontano lontano dal centro. Ma appena ci si arriva davanti si intuisce a vista, più che a naso :), che quel locale c’è da tempo e che ha un suo ruolo ben definito nella zona. I foodblogger romani selezionati per l’occasione si sono riuniti dallo Zio d’America lunedì scorso per una cena con un produttore. Un produttore un po’ speciale come Illy. Una cena a base di caffè? Sì, esatto. Dai leggi il post, ti aiuterà a rispondere alle domande: – Come si prepara un buon caffè a casa? – Dove è nato il caffè? – La quantità di caffeina da cosa dipende? – In quanto matura il caffè sulla pianta? – Quanti chicchi contiene un osso di caffè?

Pane al kamut

Ancora pane? Che vuoi, una passione è una passione, quando piglia travolge tutto. Ha proprio ragione la Cavia ad essere gelosa del lievito madre. Finalmente ho trovato qualcosa di cui è geloso: un lievito 🙂 Tutto è incominciato, per questo pane, un pomeriggio infrasettimanale quando con l’amica Concy sono andata a prendere un aperitivo fuori dalle righe a Monti al Mia Market. Eccola là, la farina kamut in vendita e sfusa. Come resisterle. Ed ecco anche la ghiotta occassione. Un giorno di para-influenza trascorso a casa quando la sera era prevista una cena con tra gli ospiti una nipote della Cavia. La necessità di voler far bene e voler far qualcosa di speciale assieme hanno preso il soppravento.

Pane di Genzano con lievito madre

Lievito madre, una volta che entra in casa non ti lascia più. Chiede affetto, attenzione. Anche se, come ha detto Bonci, pochi giorni fa in tv: “Il lievito madre (o naturale) è una tecnica. Il romanticismo viene dopo”. A me il romanticismo da lievito madre ha preso assai. Eccomi a rinfrescarlo, a salutarlo quasi quotidianamente. Dopotutto lui è in continua crescita da prima che mi fosse consegnato dalle mani di SenzaPanna. E da SenzaPanna e in competizione amichevole con Stefano Caffarri, ecco che lo scorso sabato, di ritorno dal Dissapore Day, mi son lanciata nell’impresa del Pane di Genzano. Ho seguito la proporzione generosa di 1/2 di lievito madre sul totale della farina.

Uno Spritz per iniziare?

Uno Spritz per iniziare? Che cosa? Un nuovo indirizzo Sì, il blog ha i suoi due annetti, un po’ di ricette sono state pubblicate. Lo ammetto non è un inizio vero e proprio, ma un nuovo indirizzo web (http://machetiseimangiato.com …segnalo se vuoi) va pur festeggiato. E da buona friulana che ha imparato a bere con gusto a Roma, non potevo che proporre un festeggiamento un po’ alcolico. Ecco all’ora l’idea di uno Spritz. Spritz Mentre io vado a familiarizzare col nuovo blog, aggiornerò la fatidica pagina “Chi sono” e penserò ai Link da proporti, tu puoi preparare quella meravigliosa cosa che è lo Spritz. Bevanda ora da aperitivo ma in origine bevuta persino alle 11 di mattina nel nord-est. Lo Spritz può essere rosso oppure bianco, può avere il Aperol o il Martini, può avere la fetta di arancia o delle olive. Io qui te lo presento nella forma che adoro: Rosso con Martini e Arancia.