Pane e lievitati
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Pane al kamut

Ancora pane? Che vuoi, una passione è una passione, quando piglia travolge tutto. Ha proprio ragione la Cavia ad essere gelosa del lievito madre. Finalmente ho trovato qualcosa di cui è geloso: un lievito 🙂

Tutto è incominciato, per questo pane, un pomeriggio infrasettimanale quando con l’amica Concy sono andata a prendere un aperitivo fuori dalle righe a Monti al Mia Market. Eccola là, la farina kamut in vendita e sfusa. Come resisterle.

Ed ecco anche la ghiotta occassione. Un giorno di para-influenza trascorso a casa quando la sera era prevista una cena con tra gli ospiti una nipote della Cavia. La necessità di voler far bene e voler far qualcosa di speciale assieme hanno preso il soppravento.

Da dove incominciare? Il mio vate in fatto di lievito madre, SenzaPanna, mi lasciava libertà assoluta. Io allora ho ripreso la mia prima ricetta di pane col lievito madre e l’ho semplicemente adattata, sfruttando l’insegnamento sull’acqua del pane di Genzano. Ecco la ricetta:

PANE AL KAMUT

200gr di lievito madre rinfrescato (il giorno prima)

300gr di farina 1 del Mulino Marino

150gr di Ferrarelle (+20gr circa)

Questo è stato il punto di partenza. Ho lavorato il lievito con la farina e l’acqua. Ho lavorato ben bene come il solito e ho lasciato riposare coperto col solito panno umido per 4/5 ore.

300gr di farina kamut bio

150gr di Ferrarelle (+20gr)

2 cucchiaini di sale

Ed eccomi alla seconda lavorazione. Il procedimento non cambia. Ottenuto un impasto omogeneo, l’ho lavorato per 5-10 minuti. E l’ho lasciato poi nella classica ciotola ricoperta col panno a lievitare per una notte (erano circa le 21).

Il mattino dopo ho fatto qualche piega al pane e l’ho lasciato lievitare nuovamente per 4 ore. Prima però ho vaporizzato dell’acqua e distribuito sopra della farina 1. Tieni conto che nel mio appartamento la temperatura è tendenzialmente bassa.

Fatto questo son arrivata alla cottura. Ho scaldato il forno a 250°C. Ho fatto due tagli sulla pagnotta, vaporizzato con l’acqua e distribuita altra farina 1.

Ho cotto a 250°C per 20 minuti circa e poi a 200°C per 40-50 minuti. E poi, resistendo alla tentazione di tagliare il pane, l’ho lasciato lievitare fino a cena.

Risultato. Il commento di un commensale: “L’hai fatto tu? Stavo per chiederti dove a Roma vendessero del pane così buono”.

Il segreto: farlo. E’ la magia del pane casalingo, nulla di più.

3 Comments

  1. eh Rossella, il vate è solo uno!!!!
    :-)))

    io mi accontento di essere un guru!
    (scherzo!)

    sei bravissima e la passione che ci metti mi fa un piacere grande!

    Aggiungi che io ho assaggiato un tuo pane ed era ottimo in assoluto e per essere la prima volta era praticamente perfetto.

    Secondo me quando ci si mette il cuore viene tutto bene. Ho mangiato anni fa un apappa al pomodoro e uan frittata di cipolle fatti da Bonci che ancora ricordo per la bontà, eppure in teoria sono piatti molto semplici.
    La differenza sta nell’amore che ci si mette.

    🙂

  2. rossdibi says

    @Daniela
    La differenza sta anche nella fame che si ha :)))))

    @Laura Grazie! Spero che tu stia bene.

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