Pane e lievitati
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Pane con germe di grano

Che di pane son vittima si poteva intuire da qualche post.
Che di curiosità sono ricca qua e là si capisce ugualmente.
Ma che il germe di grano, così impalpabile, potesse colpirmi talmente, beh mi stupisco da sola.
Leggevo germe di grano, wheat germs, in più di qualche ricetta. Non capivo esattamente cos’era o cos’erano. Lo relegavo nella sfera “salutisti in extremis” e “manie di gastrovittime”. Eppure quando lo scorsi là, sullo scaffale della mia erboristeria di fiducia, dove faccio compere per capriccio e necessità assieme, ecco che le ho dovute comprare.

Pacchetto leggero. Qualcuno potrebbe acidemente definirlo di segatura. Eppure risulta ricco di vitamine (B, E), minerali (fosforo, magnesio), grassi, aminoacidi, acidi grassi insaturi, sostanze fitoattive e ha quel buon profilo proteico che suona niente male. Non da poco è l’appunto che aiuta a a migliorare la resistenza alla fatica fisica e l’efficienza mentale. Sia mai che l’intelligenza torni di moda? 🙂

Ma poi il gusto? Saprà di qualcosa questo germe non sbriluccicante?
Posso testimoniare che son deliziose nel pane “adattato” del mio amico 🙂 Bernard Clayton. Nella cuoca e nella Cavia è nata l’ennesima dipendenza. Dal ritorno al lavoro o durante i pasti un morso, anzi due, anzi tre, a questo pane son stati d’obbligo per pochi giorni…perché poi la pagnotta è finita.

Pane alle germe di grano

250 gr farina di farro (la ricetta prevedeva farina integrale)
225 gr lievito madre
2 cucchiaini di sale
350 gr acqua calda non bollente
65 gr burro a temperatura ambiente
2 cucchiai di miele (di marruca nel mio caso)
125 gr fiocchi d’orzo
100 gr germe di grano
la buccia di un’arancia
250 gr farina tipo 0

Ho versato nella ciotola la farina di farro, il sale, il burro tagliato a pezzettini, il miele, i fiocchi d’orzo, il germe di grano, la buccia di arancia gratuggiata.
Ho mescolato ed unito il lievito madre, poi ho versato l’acqua leggermente calda.

Ho lavorato il tutto col mescolo di legno.
Poi sono passata a lavorare il composto con le mani aggiungendo man mano la farina di tipo 0.

Ottenuto un composto omogeneo e lavorabile l’ho posto sul piano di lavoro. Mi sono infarinata ben bene le mani e ho infarinato leggermente anche il piano di lavoro.

Ho  lavorato l’impasto con le mani per 8-10 min.

Poi l’ho posto a lievitare nella ciotola sulle cui pareti ero passata con pezzo di carta da cucina leggermente imbevuto d’olio extra vergine d’oliva (pochissimo olio, mi raccomando).

Dopo un’oretta di lievitazione coperto con un panno da cucina umido, ho fatto le pieghe a libro all’impasto.

Per la seconda e ben più lunga lievitazione, ho messo l’impasto nel cestino da lievitazione ben infarinato.

Dopo 8 ore a temperatura non riscaldata ho tolto l’impasto dal cestino e l’ho sulla teglia del forno ricoperta con carta forno.

Ho preriscaldato il forno vuoto a 200°C.

Ho cotto il pane a 200°C per 20 minuti e a 18o°C per i successivi 20-25 minuti.

Infine, ho fatto raffredare fuori dal frigo prima di assaggiare curiosa.

Un pane, ribadisco, che ci è piaciuto assai.

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