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5 modi per riconoscere un buon corso

Riconoscere un buon corso partecipando a Raccontare il cibo ed il vino con Slawka Scarso

Tornare sui banchi di scuola si dica che serva. Ma serve anche per imparare a raccontare?
Se decidi di rispondere Sì a questa domanda, forse potresti essere interessato da un corso sul racconto del cibo e del vino. Se, poi, di questo racconto vuoi tentare di fare una professione, è bene affidarsi a professionisti. Mi sono fatta intrappolare da questo ragionamento e mi sono iscritta a Raccontare il cibo ed il vino di Slawka Scarso.
Quando mi sono iscritta, tramite La Scuola Holden, al corso di Slawka Scarso l’ho fatto un po’ per fiducia verso Slawka , un po’ per fare qualcosa di diverso e un po’ per imparare.
In corso di corso ho scoperto che si trattava di un buon corso per 5 motivi.

Un buon corso non ti fa partire da zero

Ossia sfrutta le tue basi e ti dona quella confidenza iniziale che serve.
Leggere libri su come scrivere, spulciare post su come scrivere per il web, sognare di saper fare qualcosa: erano tutti prerequisiti che mi hanno fatto giungere al corso di Slawka Scarso.
Di mio avevo alle spalle anche un corso con la Cooperativa Cramars di Tolmezzo, un corso dove io avevo spiegato oltre che ascoltato Non partivo da zero, mi ero già messa in gioco, ma c’è bisogno di migliorare anche dalle mie parti.

Il partire dalla tue basi ti aiuta a fare leva su di te, sfruttando il principio di Archimede. Ti da uno slancio, che tocca a te mantenere nel tempo. Inoltre, è un modo per vedere le stesse cose da un altro punto di vista. Non sono stata delusa.

Un buon corso ti da una visione d’insieme

Pur trattando dei dettagli.

Non ha senso fermarsi a qualche articolo, blog, libro. Ci vuole una visione d’insieme che solo chi ha a che fare tutti i giorni con la materia può dare. E che solo un corso dal vivo può dare. Il costo del corso (per la cronaca € 150) viene giustificato da questo contatto diretto e dalla relatrice.

Il background professionale (ed umano) di Slawka Scarso lo conoscevo. Mi ha stupito, però, con la linearità del suo discorso, l’essenziale ricchezza delle sue slide. Nessuna sbavatura. Parlava a braccio, ma seguiva un percorso. Non si è fatta tentare dalle divagazioni, così facili quando si ha esperienza e motivazione alle spalle.
Mi ha dato una visione d’insieme, pur avendomi appassionata maggiormente con alcuni temi, da me finora poco approfonditi. Da come approcciare una rivista fino all’editore, da come raccontare al coinvolgere il lettore: tutte le sfaccettature di una vita tra penna e schermo sono state affrontate.

Un buon corso stimola

…a leggere, scrivere e mettersi in gioco.
Come amante delle parole, per me è essenziale uscire da un corso con qualche riferimento bibliografico. Ammetto di essere arrivata a casa la domenica ed aver subito scaricato il libro Mangiato bene? di Roberta Schira.
La parte del corso dedicata alla recenzione dei locali mi ha colpito particolarmente, perché è un tema che mi fa paura. Paura perché recensire non è raccontare i fatti ed i gusti propri e perchè avevo disperatamente bisogno di un metodo. Quando si comincia, serve metodo. Le basi contano.

un buon corso

Un buon corso mostra dove sbagli

Un buon corso ti mostra dove puoi migliorare, perché sbagli.
Ed io sbaglio. Anche sui temi di “Raccontare il cibo ed il vino” che vivo quotidianamente, Slawka Scarso mi ha mostrato i limiti di ciò che faccio. Non ha detto “sbagli”, ha mostrato gli esempi vincenti dopo aver fornito l’immancabile teoria.

Come quando studiavo statistica amandola, sapevo che la teoria sarebbe stata incomprensibile per i primi mesi, ma che poi, dopo qualche esercizio, tutto sarebbe diventato chiaro e banale. Slawka Scarso, date le 6 ore a disposizione ed il dover gestire una classe variegata in quanto a provenienza, interessi e background, ha puntato alla teoria e ad esempi multimediali con video e testi. La selezione di questi esempi non deve essere stata banale. Si coglieva la ricerca e l’attenzione di una docente che non ha voluto limitarsi all’ovvio e ai casi sulla cresta dell’onda.

Un buon corso ti lascia del lavoro da fare

Non sono i compiti per casa.
Dopo averti stimolato un buon corso ti fa capire che hai ancora molto da pedalare. E appena giungi a casa (e ancor prima quando prendi gli appunti) già pedali.
Ben presto ho imparato a lasciare uno spazio in fondo alle pagine per segnarmi le idee di post e di aspetti da approndire che, con buona volontà, posso concretizzare questi giorni.

Soprattutto è Mangiato bene? di Roberta Schira la coperta di Linus che mi ha lasciato Slawka. Direi che è un testo che da molto su cui pensare sarebbe scontato. E’ uno di quei libri che vorresti leggere con l’autrice accanto, sebbene sai che i metodi vadano appresi, sedimentati e solo poi discussi.

Ma il lavoro da fare è ancora più complesso e generale, come il corso su Raccontare il cibo ed il vino che si tenuto da Eataly Roma il 24-25 gennaio 2015 e che ha dato lo spunto a questo post.

1 Comment

  1. pasticciona says

    Tu sai già pedalare, ma ora vuoi iscriverti al Giro d’Italia: Certo che sei un bel tipino di blogger. Una meta appena raggiunta si trasforma in un punto di partenza verso traguardi più ardui e avvincenti. Tifiamo per te, le tue sfide ci piacciono

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