Pane, Pane e lievitati
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Pane norvegese delle montagne alla farina di kamut

Pane norvegese, farina di kamut, Nigella: ossia impastando si impara

Del Norwegian Mountain Loaf, tal pane norvegese delle montagne, non ne avevo mai sentito parlare. C’è chi lo chiama pure il pane dell’uomo pigro.
Era sulla bocca di tutti ed io niente. Non lo conoscevo.
Finchè Rosa’s Yummy Yum’s ne ha scritto in uno dei suoi post capaci di incantare. Ho scoperto che la ricetta viene da How to be a domestic goddess di Nigella Lawson. E’ lei che ha rilanciato questa ricetta presunta norvegese.

Ti avverto, non sbaglierai a leggere la ricetta. L’impasto appena va direttamente nel forno, non preriscaldato. C’è il lievito di birra, ma non c’è lievitazione fuori dal forno.
Ero scettica, che dico, molto scettica verso questa stranezza, anomalia e quasi eresia.
Ancora di più lo divenni quando mi accorsi, tra le pagine di Nigella, che non si cuoceva un impasto, ma un simil porridge. Sì, lo dico, si mette in forno una sorta di poltiglia.
Perché allora ne scrivo qui del Pane norvegese delle montagne?

L’ho fatto. Come Tommaso ho voluto testare la ricetta. Le fotografie di Rosa’s Yummy Yum’s erano troppo convincenti.

Commenti a mente lucida sul Pane norvegese delle montagne

La ricetta ha l’innegabile pregio che permette di fare un pane in poco tempo…beh poco, cottura esclusa. Comunque in un paio d’ore si avrà un pane fumante in cucina.

La cottura prende più tempo del solito. Il raddoppio dell’impasto comincia a diventare realtà dopo circa 20 minuti di cottura, ma la cottura va oltre fino a superare l’ora e mezza totale.
Però è la ricetta ideale per quando si hanno ospiti a casa, il pane manca, e c’è solo tempo per cucinare e non correre al panificio (o più realisticamente al supermercato).

La ricetta di Nigella e di Rosa’s Yummy Yum’s  richiede farina integrale e farina di segale.
Ma avendo la farina di kamut ho voluto cambiar veste al pane norvegese. Lo permette la stessa Nigella.

Tra una stranezza e l’altra, gli ingredienti lo candidano ad essere persino un pane salutare. Lei e Rosa, poi, utilizzano sia fiocchi che germe di grano. Io, pur rispettando l’animo salutistico di questo pane, ho preferito usare della crusca di grano. Ho anche aggiunto i semi di papavero e sostituito il latte con l’amato kefir.

Il pane ha un’invitante crosta, mentre all’interno è morbido.
Contro ogni aspettativa, il pane si mantiene nel tempo. Non perde nè gusto nè consistenza il giorno dopo e quello dopo ancora.

Ecco cosa fare per ottenere il Pane norvegese delle montagne:

Pane norvegese delle montagne alla farina di kamut

pane norvegese molino grassi

250 grammi di kefir (o yogurt o latte)
250 grammi di acqua a temperatura ambiente
400 grammi di farina di kamut del Molino Grassi
1 sacchetto (di 7 grammi) di lievito di birra secco
70 grammi di crusca di grano
3 -4 cucchiai di semi vari tra zucca, girasole, papavero e lino
1 cucchiaio di sale

Per decorare: qualche seme di zucca e girasole

Non preriscaldare il forno.
In una ciotola versare il kefir e l’acqua e mescolare.
In un’altra ciotola mettere la farina di kamut, il lievito di birra, la crusca di grano ed i semi vari. Mescolare.
Ora versare sopra gli ingredienti secchi il mix di kefir ed acqua.
Consiglio di usare un cucchiaio per amalgamare. Non si avrà il classico impasto del pane. La consistenza del composto sarà più vicina aquello di un porridge. Fare solo attenzione che non rimanga, per sbaglio, della farina non bagnata.

pane norvegese interno

Ora versare il composto in uno stampo da plumcake (anche di silicone) lungo almeno 22 cm.
Mettere nel forno spento.
Con l’impasto dentro accendere il forno a 110°C.
Una volta raggiunta la temperatura continuare la cottura a 110°C per 30 minuti per poi aumentarla a 180°C per almeno  altri 60 minuti. La cottura può essere proseguita (sempre a 180°C)  per altri 20 minuti finché lo stecchino inserito nel pane esce pulito.

Il consiglio è di togliere il pane dallo stampo dopo i 60 minuti a 180°C, fare lo prova dello stecchino e se serve continuire a cottura ponendo il pane in forno senza lo stampo.

Lasciar raffreddare.
Con questa ricetta partecipo al contest di Molino Grassi, sostenuto anche da Non di solo pane.

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3 Comments

  1. Manuela says

    Due ore?!
    Avrei storto il naso anch’io e più o meno sarebbe stato questo il modo con cui avrei risposto…ma di te mi fido e se la fiducia non basta ci sono le foto per tutti i Tommaso come te e me.
    Segnato in lista!

  2. E se ti dicessi che nemmeno io ne ero a conoscenza??? Tu non sai che pulce mi hai messo nell’orecchio 😀

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