Torte
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Pie di pesche che nasce come tart

Pie: nata per caso, mangiata in un lampo

Bye bye Miss American Pie, riecheggia nelle orecchie ancor più delle risate fatte al cinema, ai mirabili tempi dell’università, con quell’altra American Pie, quella più demenziale.
Non mi sarei mai aspettata però di ondeggiare, con bacino e mestolo, in cucina in un tardo pomeriggio d’agosto. Quasi come Madonna, sì, quasi quasi…

A long, long time ago
I can still remember
How that music used to make me smile

Mentre quello che io I still remeber era che c’era un tempo in cui con la ricetta sotto i miei occhi, riconoscere sapevo le dosi di zucchero e di burro.
Gli And good ol’ boys were drinkin’ whiskey and rye, ma io da sobria ho versato sopra la farina di farro non 65 grammi di burro, ma 65 grammi di zucchero di canna. Eppure la ricetta della tart di pesche diceva, chiaro e tondo, che lo zucchero era poco più di trenta grammi. Che fare? Lasciarsi prendere dalla disperazione? O…

The day that memory (and not music) died
I start singin’
Double doses and make of it a pie

Raddoppia le dosi e fai di questa tart una pie. Ho adattato, insomma, la canzone e la ricetta.
Sebbene che di pie non ne avessi esperienza, ho fatto come Madonna. Spavalda ho fatto quello che andava fatto.
Niente piani da A-team per separare la farina dallo zucchero in eccesso. La memoria era proprio in panne, già li avevo mescolati i due ingredienti. Non rimaneva che l’ovvio: o nascondere il tutto e morire di fame o creare un altro dolce, una pie appunto.

La ricetta della tart già aveva avuto successo, le pesche c’erano e via.

Pie di pesche

peach pie

260 gr farina di farro
65 gr zucchero di canna
130 gr burro freddo
1 uovo biologico di medie dimensioni

3 pesche (pari a 450 grammi una volta tagliate a dadini)
3 cucchiai di zucchero di canna

In una ciotola ho mescolato la farina con lo zucchero di canna, ho poi aggiunto il burro tagliato a dadini e l’uovo.
Ho lavorato l’impasto il più rapidamente possibile.
In pochi minuti si forma tra le mani un impasto omogeneo.
Non resta che avvolgerlo con la pellicola alimentare e farlo riposare almeno un’ora in frigorifero.

Dopo un’oretta ho pulito le pesche nell’acqua.
Poi le ho tagliate a fettine e le fettine e dadini.
In una ciotola ho mescolato assieme le pesche tagliate e lo zucchero di canna.

Ho preriscaldato il forno a 180°C.

Ho tolto l’impasto dal frigorifero. L’ho diviso in due.
Ho testo una prima metà e l’ho posto sul fonto di uno stampo di silicone da 22 cm di diametro. Ho punzecchiato coi rebbi di una forchetta l’impasto steso e posto nella tortiera.
Poi ho steso l’altra metà dell’impasto.
Nella tortiera sopra il primo strato di impasto ho distribuito le pesche.
Ho ricoperto il tutto con la metà di impasto rimasta.
Ho chiuso bene i bordi, punchecchiato con i rebbi di una forchetta la copertura di impasto e fatto una croce al centro. Ho aperto i bordi della croce.

Infine, ci siamo. Ho cotto la pie a 180°C per 35-40 minuti.

Raffreddata l’ho servita e …

A long, long time ago
I can still remember …
Bye bye Miss American Pie

Quando mi ha detto: “Vuoi una seconda fetta?… E una terza?” ho capito che la spavelderia può dare buone pie 🙂

Questa pie si mangia col cucchiaino, dopo ovviamente che qualcuno ti abbia tagliato una fetta e servita nel piatto da dolce. Il fondo rimane bagnato dal succo di pesche, da cui la necessità di un cucchiaino.

Pie per persone serie

Per chi vuole andare sul sicuro segnalo la pie di pesche di Juls Kitchen. E’ corredata anche di un bel video. Oltreoceano c’è Smitten Kitchen che propone la sua peach pie con consigli su come spellare al meglio le pesche. Mentre Joy the Baker mescola pesche e blueberry per quel tocco in più che abbina a cannella e noce moscata. Infine, Hummingbird High propone la versione più tradizionale di peach and blueberry pie.

3 Comments

  1. pasticciona says

    Spavalda la cuoca, servizievole la Cavia=due buongustai

  2. Oh, how I love peach pie! I would love a second or even a third slice!

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