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Aspettando Copenhagen

Non esisteva un legame tra me e Copenhagen fino a qualche mese fa. Ora c’è grazie a molte cose tra cui momondo.

L’avevo sì notata, questa cittadina, sulle mappe europee. Avevo un’idea vaga e confusa di come fosse. Poi però, quasi contemporanemente, non ricordo in che ordine, mi è giunta tra le mani una guida di Copenhagen, poi una cara amica di mia sorella e mia assieme si è avventurata a Copenhagen per il suo dottorato ed infine a Copehagen ci sarà The Hive Conference, dove conto di andarci.

La guida però ha giocato un ruolo fondamentale. Mi ha aiutata ad amare Copenhagen prima di scoprirla dal vivo. Wonderful Copenhagen citava un poster anni fa per perpretare l’immagine della romantica città.
La guida di Copenhagen tra le mani, ed oggetto di letture ripetute, rende onore anch’essa alla città. Si tratta di un libretto elegante, moderno, giovanile, affabile quasi come una persona.
Nasce da una collaborazione tra il sito turistico momondo e i dipendenti del rinomato ristorante  Noma. E’ una collaborazione che ha creato una piccola chicca. E’ veramente qualcosa che va oltre la classica guida turistica. I dipendenti del Noma presentano i loro angoli favoriti della città, i locali che frequentano e tutto sembra raccontato da amici. Ognuno di loro ci mette la faccia e una breve ed efficace descrizione.

Ma quel pezzo di me geneticamente legato a San Tommaso mi ha fatto scrivere ad Annamaria Tuan a Copenhagen. Le ho fatto qualche domanda, tanto per scoprire ancora di più la capitale danese.

Leggo di piazze di Copenhagen che sembrano Berlino o di angoli francesi, ma Copenhagen ha una sua anima che la distingue?

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Non è affatto una domanda facile. Ogni quartiere e ogni via, direi, è diversa dall’altra. In pochi minuti passi dall’affollata via dello shopping, Strøget, al mercato coperto di Nørreport dove vieni inebriato da mille profumi e sapori, alla elegante Frederiksberg che ti avvolge in un’atmosfera magica e di altri tempi con i suoi edifici antichi e raffinati.
Forse l’anima che la contraddistingue è proprio il fatto di avere più anime che si intrecciano tra di loro continuamente.

La guida, infatti, suggerisce di fare un salto a La Galette o di scoprire Elmegade street in Nørrebro, per cogliere un po’ di Parigi e molto di Berlino dell’Est. Anche se, per Jonas Glarsing-Nielsen Berlino è annidiato nella Bopa Plads.

Leggo di canali, battelli e persino di spiagge e del Lago Christianshavn. Una domanda alla Marzullo: cos’è l’acqua per Copenhagen?

Appena ho letto la domanda la prima cosa che mi è saltata in mente è quella pioggerellina fine fine che ti sorprende di punto in bianco mentre passeggi. I danesi sono abituati e quando vedi spuntare un ombrello riconosci subito il turista. L’acqua però è ciò che che caratterizza Copenhagen dalla spiaggia di Amager dove poter fare lunghe passeggiate, ai canali e ruscelli che attraversano la città e le danno quell’atmosfera particolare.
Un piccolo consiglio: andate sul profilo Instangram del fotografo danese Morten Nordstrøm che scandaglia la città alla ricerca di uno specchio d’acqua in grado di mostrare la personalità e l’atmosfera del paesaggio urbano.

Il Lago Christianshavn è suggerito nella guida da Matt Orlando, che lo dipinge come un mondo a parte. Matt Orlando è ex chef del Noma, per gli amanti della precisione.

copenhagen guida momondo interno cibo

E ora poche domande dalla risposta rapida:

The essence of Copenhagen è … l’atmosfera magica

A city made of …. bicycles

A charming cup of coffee, dove...Paludan Bogcafè per gustarsi una tazza di caffè circondata dai libri.

Grazie Annamaria, ci si vede a maggio.

1 Comment

  1. Grazie Rossella per questo post.
    Anni fa avrei dovuto fare un viaggio a Copenhagen ma saltò tutto…proprio nei giorni in cui mi son convinta che devo dare una svolta al mio modo di fare la blogger leggo il tuo post…ci farò un pensierino a The Hive.
    Se decido di andarci ti faccio sapere, chissà che non ci riesca di incontrarci 😉
    Buon weekend
    Lou

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