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Taste of Roma: Christian & Manuel Chef Table

Taste of Roma 2013 raccontato dallo Chef Table di Christian & Manuel

“Con il termine ispirazione si intende una particolare eccitazione della mente, della fantasia o del sentimento che spinge un individuo a dar vita ad  un’opera”

Correvano i giorni di Taste of Roma e allo Chef’s table di Eletrolux Christian & Manuel Costardi  dedicavano un menù agli artisti. Al tavolo il solito allegro gruppo di foodblogger capitoline. A rinfrescare i calici gli Champagne Perrier-Jouët.
Questa la scenografia.

In apertura un’inaspettato antipasto: uovo e asparago all’apparenza. Nella realtà dei fatti l’incontro con l’aceto di birra trappista. Si ottiene da una veloce acidificazione, sembra basti tenere la birra in una bacinella per una ventina di giorni.

Poi si affaccia Lucio Fontana con i suoi squarci nella tela, solo che in questo caso la tela diventa una crema di latte e la rottura dello spazio viene interpretata  da Christian & Manuel con le capesante, zest di limone, polvere di liquirizia pura calabrese, sale di Cervia e cipolla rossa. Ammetto però che tra gli appunti si è perso un ingrediente. Poco male, ci pensano le altre blogger presenti a ricordarmi della bottarga. Grazie Verde Cardamomo e Rossa di Sera. Non scordiamoci di Un cuoco per casa. A Taste of Roma non manca nessuno.

chef table antipasto

Paolo Picasso ha vissuto artisticamente vari periodi e allo Chef’s Table era il tempo del periodo rosa.  Baccalà e cipolla rossa di Tropea hanno osato sfidare il genio spagnolo. Il carattere dolce e salato si faceva sentire con garbo.

chef table baccala

E poi forse l’ispirazione che più mi ha colpito. Christian & Manuel han pensato ad un Van Gogh cresciuto tra le risaie come loro. Le pannocchie di riso che si sostituiscono ai girasoli: audace.
Ecco allora che si fa a cuocere il riso senza soffritto, a tostare. Poi si aggiunge il sale ed il pepe e si prosegue nella cottura.  La terra micotica, alias polvere di fungo, disegna lo sfondo. La clorofilla di prezzomolo ne accentua la tonalità verde. Un tocco di Grana Padano Riserva è la pennellata finale. Il tocco d’artista e di cuoco assimilare, durante la presentazione, il risotto al corteggiamento: un’arte fatta di tempi.

chef table van gogh

Non si può essere romantici troppo a lungo. Gli uomini lo sanno bene.
Ecco allora l’irruente Pollock con sul suo dripping a contornare una pernice. Qui si fa notare lo Champagne Perrier-Jouët Belle Epoque 2002. Un mio debole, sappilo.

chef table pollock

Quasi sul finire è la semplicità ad colpirmi. Una panna cotta con la saba, un pre-dessert.
Sì, dopo anni e anni d’insopportazione per la panna cotta, ci voleva l’ispirazione giusta.

Per concludere, lo stesso  piatto provato a Vercelli. Un Umberto Boccioni. Crema di liquirizia con gelatina di tabacco e fumo. Stavolta l’ho capito. Ripetere giova.

1 Comment

  1. complimenti le tue foto sono di giorno in giorno sempre più belle!!!
    E siccoem ero presente posso confermare ch e fanno onore al bel pranzo!

    🙂

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