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Cibo, penna e foodwriting

Ci sono periodi in cui si raccolgono gli acini, altri in cui li si gusta. Altri giorni ancora sono fatti per sudare.
E’ un rincorrere continuo di desideri, progetti, sapori ed abbracci.
Queste giornate non sono da meno. Mentro il lavoro, quello serio da ufficio, mi porta in giro a far presentazioni (un saluto da Berlino 🙂 ), il lavoro, quello non meno intenso da blogger, mi regala qualche piccola sorpresa.

Con questo grappolo in mano io mi ero commossa in cucina. La schiacciata d’uva lievitava, mentre il profumo dell’uva fragola mi faceva sentire vicino quel Nonno Bepi che mai mi ha lasciato sola. Non ricordo esattamente il numero del giorno in cui se ne è andato. Ho solo l’immagine dell’automobile del papĂ  che passava di fronte a dove io e mia madre stavamo facendo volontariato. Direzione ospedale. Era chiaro.
Ma non stare vicino ad una persona non vuol dire abbandonarla. Qualcosa di quello che sono mi ha dato. E così mentre scrivevo della schiacciata d’uva per il Mulino Bianco ed il suo Momenti di pane ho ricordato assieme agli ingredienti anche lui. E ne sono orgogliosa ora che è tutto online.

Non meno soddisfatta sono ora. Sfoglio l’ultimo numero della webzine de Sul Romanzo.
Ero timorosa. Eppure osai. Sul Romanzo è un’agenzia letteraria con un’attenta redazione. Ed io mi proposi per raccontare della storia (seria) del foodwriting (serio). MFK Fisher, Elizabeth David, Laurie Colwin, Edna Lewis…nomi forse che hai origliato in questo blog. Ora li ho messi in ordine per raccontarti la storia: a pag. 48 Alle origini del food writing.

Per leggere la webzine Sul Romanzo o clicchi qui o sotto:
Troverai anche a pag. 34 un racconto inedito di Eduard Limonov, La mia editor americana, tradotto per la prima volta in italiano. Sul Romanzo non scherza!

 

PS. Se abiti in Friuli, troverai su QBquantobasta del Friuli anche un paio di miei articoli. Uno sul Pommeau dove scopro vari anedotti su questo aperitivo a base di mele della Normandia ed uno sulle ricette dei prigionieri di guerra della Prima Guerra Mondiale.

E un saluto non è un saluto senza una poesia finale.
Zelda was a writer ha lanciato l’iniziativa Wor(l)d e io son salpata con lei. Per Wor(l)d #3, il cui pdf lo trovate nel post di Zelda, finalmente ho riassunto il mio stato esistenziale attuale.

Mi piace vivere
Gusto tutto.
Lanciata la clessidra
il tardi eliminato.
Ricordi profumati.
Nevicò, fu Roma
una carezza di silenzio.
Tra le spine
mastico e sputo,
del dolore non vittima.
Nessuna catena,
nessuna rabbia.
Una conchiglia mi cinge.
Senza tempo,
senza paura,
senza difese.
Vestita di rosso,
ardita.
Affronto la vita.
Gusto tutto.

 

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