Biscotti
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Lebkuchen a casa

Pfefferkuchen, Gewürzkuchen o Honigkuchen: nomi astrusi per molti. Eppure tutti loro indicano una cosa sola o almeno molto simile tra di loro.
Dolci e speziati biscotti di Natale che sanno inondare la casa di aromi natalizi.
Nonostante che le spezie attirino l’attenzione su di loro, l’ingrediente speciale è un altro. E’ ancora lui: il miele.

Ultimamente ne parlo e straparlo di miele. Una torta con la polenta, una con la marmellata, l’ho persino unito alle nocciole per uno stuzzichino. Prima di me 🙂 gli egizi, i romani, i greci impazzirono per quel cibo da divinità. Gli Honigkuchen si uniscono baldanzosi a questo gruppo di cibi irresistibili. Honig…ossia miele e di essi se ne cibavano i Teutoni.
Nell’11esimo secolo documenti scritti parlano per la prima volta dei Pfefferkuche, una sorta di pan pepato. La loro diffusione è strettamente legata alla produzione del miele e all’attività degli Zeidlers, i raccoglitori del miele selvatico.

I più famosi e apprezzati sono i Nürnberg Lebkuchen Schmidt, ma sì facciamo pubblicità. L’amica dalla Germania me ne ha appena regalato una bella scorta.
In attesa però del suo arrivo io ho ceduto. Tutta colpa della solita rivista di cucina, di matrice persino inglese. Colpa di quella parola, Lebkuchen, e di una ricetta che non pretendeva una notte di riposo. Ma era una domenica pomeriggio ed io avevo voglia di muovermi…in casa, dato che fuori il tempo si era fatto invernale.
Così tentaii, così mi divertii.

Come il mio solito furono piccoli Lebkuchen. Subito duri, ma l’aroma c’era. Il giorno dopo e quello dopo ancora e persino l’unico biscotto arrivato solitario al terzo giorno erano Lebkuchen. Versione casalinga, ma soddisfazione piena.

Da gustarsi con una tazza fumante di Gluhwein il giorno in cui si diffonde la notizia del proprio futuro matrimonio nella piazza di Norimberga.  A noi successe un anno fa, non fu decisamente male. Mentre questi Lebkuchen casalinghi son per tutti quelli che come noi quest’anno non potessero recarsi lì 🙂

 

Lebkuchen di casa

90 gr nocciole tritate
65 gr mandorle grattugiate
200 gr farina di farro (farina tipo 00 va benissimo)
100 gr farina di segale
3 cucchiai di cacao in polvere
2 ½ cucchiaini di cannella in polvere
1 cucchiaino di zenzero in polvere
1 cucchiaino di chiodi di garofano in polvere
½ cucchiaino di sale
1 cucchiaino raso di lievito per dolce
170 gr di zucchero di canna
150 gr miele millefiori
50 gr burro a temperatura ambiente
la buccia grattugiata di un limone
2 uova medie

Grattugiare nocciole e mandorle.
Mescolare assieme la farina, il cacao, le nocciole, le mandorle, le spezie, il sale ed il lievito.
In una ciotola con l’aiuto delle fruste elettriche amalgamare assieme lo zucchero col miele ed il burro. Unire, continuando a mescolare, la buccia grattugiata del limone.
Aggiungere man mano le uova, una alla volta.
Poi aggiungere in due o più volte tutti gli ingredienti secchi.
Ottenuto un composto omogeneo, porlo in frigorifero per almeno 10 minuti.
Poi mentre si preriscalda il forno a 170°C, fare dei rotoli di impasto di almeno 5 cm di diametro.
Tagliarli a fette. Con ogni pezzettino ottenere un palla che verrà schiacciata tra le mani e messa sulla teglia del forno ricoperta con carta forno.
Distanziare i biscotti di 3-4 cm.
Cuocere a 170°C per 15 min circa.

Sono ottimi il giorno dopo.

Note non proprio a margine.
Da questo post è nata un’interessante chiacchierata su Twitter con un’amica tedesca. Oggigiorno Lebkuchen e Honigkuchen indicano cose diverse. Honigkuchen è una sorta di torta dove predominano le  noci sulla farina. Poi nei Lebkuchen DOC il lievito non deve comparire e la farina fa capolino solo per un 10%. Poi sopra hanno un “oblaten” e sono glassati.
Che questa non fosse la ricetta originale dei Lebkuchen lo sapevo. L’ho proposta e “copiata” per avere velocemente il sapore del Natale in casa.

3 Comments

  1. pasticciona says

    nomi un po’ difficili da pronunciare, ma gustosi da mangiare

  2. Bellissima ricetta, subito da provare…profumi di Natale…mi viene in mente anche lo Stollen e il soggiorno della tua casetta nel paesello d’origine.

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