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E’ un po’ di tempo che scrivo

E’ un po’ di tempo che scrivo.
Questa non è la novità.
E’ un po’ di tempo che scrivo anche altrove vuoi su Honest Cooking, vuoi su Cibando oppure da più mesi per il Mulino Bianco. Sono esperienze che mi danno piccole e grandi soddisfazioni. L’amore messo nello scrivere per me, ossia per Ma che ti sei mangiato, non è di certo maggiore di quello dedicato per queste altre vetrine online. Così ogni tanto mi sento in dovere di rimandarti sulle loro pagine. Anche perché ci sono ricette in ballo.

Presto col Mulino Bianco partiranno le ricette natalizie, per cui mi sto sbizzarendo. Intanto è già apparsa una ricetta come dire, introduttiva. Torta speziata col pane. Ha fatto un miracolo. Non so come sia tua madre, la mia tende a sostenermi ed insieme a fare le ricette di una certa Benedetta. Non so se ci capiamo 🙂 Stavolta però ha letto la ricetta, mi ha telefonato e mi ha assicurata che la farà. Ancora stento a crederci.

Mentre su Cibando ho raccontato di un incontro, anche se a distanza, con Alice Waters. Non ti dico di più, ti dico solo: guarda questi americani … Nei panni di una gastroscettica mi trovo così bene. Grazie Cibando di lasciarmi scrivere con una voce diversa, senza ricette forse, ma non sapete quanto ci sia di mio in tutto questo. Dopotutto tanta madre, cotanta figlia ahahahaha.

Infine, un sorso di birra o di sidro. E Birra Sia continua. Le ultime scoperte…comincio col lato campanilista. La Birra di Meni al Sambuco: nonostante il rispetto e l’affetto per le sue birre, stavolta il Meni mi ha lasciata a bocca aperta. Una birra che vale al pari di tutta la storia che nasconde il sambuco. Suggerisco la lettura anche agli amanti delle tradizioni.
Mentre l’avventura col sidro continua. Il sidro Bouché e le varietà di sidro: non si finisce mai di imparare.

Prima del saluto odierno, sul laboratorio del pane che ho tenuto a Pastena avevo accennato qualcosa. Poi mi sono lasciata andare col Mulino Bianco e la cottura nel forno a legno ed anche su Cibando svelando qualcosa di più di quei giorni in Ciociaria.

Non ti resta che togliermi la penna e la tastiera dalle mani 🙂
E se ti chiedi da dove spunta la fotografia di questo post, non ti resta che andare sulla pagina Facebook di Melinda. E’ la ricetta per l’iniziativa Melinda per l’Emilia. Infatti, oltre il plumcake alle mele ho pensato anche ad un’idea per utilizzarne le ultime fette. Ricetta riciclo insomma: Fette rivisitate di torta di mele.

Per chi non accede a Facebook, ecco la ricetta:

Ingredienti
4 fette di torta di mele (o altra) in forma di plumcake
1 mela Melinda
poco vino bianco
1.2 cucchiani di zucchero di canna
burro non salato
1 clementina

Procedimento
Data la rapidità della ricetta si comincia col preriscaldare il forno a 200°C.
La torta di mele va tagliata in fette alte un centimetro circa.
La mela va spellata e tagliata in quarti. Poi ogni quarto va tagliato a fettine.
Su ogni fetta di torta va spennellato poco vino bianco.
Su ogni fetta vanno distribuite le fette di un quarto di mela. Le fettine si sovrappongono leggermente.
Sopra ogni fetta va distribuito il burro in pezzettini, senza esagerare, e un pizzico di zucchero di canna.
Infine, va grattuggiata sopra ogni fetta la buccia di un quarto di clementina.
Il tutto si cuoce in forno a 200°C per 15-20 minuti.

4 Comments

  1. Ma quante ne fai?!Complimenti!
    Lo sai che abbiamo qualcosa in comune?Anche mia madre è così!
    buon inizio settimana.
    Chiara

  2. rossdibi says

    @Chiara Allora puoi capirmi. Son contenta di non essere la sola a fronteggiare tali ostilità famigliari 🙂
    @Monica Finché se la faccio, scrivo e cucino. Poi quando sarò stanca lascio il compito a te. Ti va?
    @Cristina Buona settimana a te e grazie per tutti i caffè virtuali che condividiamo.

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