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Da La Cjasalìne alla tavola #6: di polenta, miele e vino

Col freddo si fa presto a dire polenta.
Si fa talmente presto che si scorda che la farina di polenta può nascondere anche altro. Non intendo le rivistazione della polenta come polenta riscaldata con sopra il Pestat o simili. Non parlo neppure del pane di polenta che arriva fino ad essere presidio Slow Food col nome Pan di Sorc. Non parlo neanche dei diversi tipi di farina di polenta. Non mi riferisco ai biscotti con farina di polenta, stavolta vado sul dolce, un dolce grande e tondo. Ossia vado sulle torte.
Sì, la farina di polenta può essere alla base di succolente torte.

Io alla polenta dedicherei un inno. Già l’Amor di Polenta, in epoca precedente alla mia esistenza blogghifera, mi ha travolta. La Pete di friulana origine ha poi in me confermato l’ecletticità della bistrattata farina di polenta. Stavolta però ho raggiunto un altro livello con lei.

Con in mano Baking: From my home to yours e negli occhi La Cjasalìne finalmete visitata, da una ricetta statunitense sono arrivata ad una torta più friulana. Il miele, lo ammetto, viene dall’Abruzzo. Lucia e le sue api mi avevano regalato un signor miele. Io l’ho unito a farina di mais rigorosamente friulana e ad un vino bianco, per la cronaca un Sauvignon Blanc del Collio, che ha retto il gioco.

Fatti tentare da questa torta. E’ morbida, saporita e persino profumata.
I grani di polenta si fanno sentire garbatamente in bocca. Il miele lo colse prima la Cavia della cuoca, la quale già si faceva trasportare dal vino. Non esplode in altezza, niente lievitazioni miracolose. Ha il fascino di chi è prima di apparire.

Torta di polenta, miele e vino

150 gr farina di polenta gialla
60 gr farina di farro
1 cucchiaino di lievito per dolci
un pizzico di sale integrale
170 gr ricotta fresca
60 gr vino bianco (nel mio caso Sauvignon Blanc)
100 gr zucchero di canna
95 gr miele millefiori biologico
120 gr burro
2 uova medie

Ho mescolato in una ciotola la farina di polenta, di farro, il lievito ed il sale.
Subito dopo ho fatto sciogliere nel forno a microonde il burro tagliato a dadini. In alternativa, lo puoi far sciogliere a bagnomaria.
Poi in un’altra ciotola ho lavorato con le fruste elettriche la ricotta col vino.
Ho aggiunto lo zucchero e ho sbattuto il tutto alcuni minuti.
Ho aggiunto il miele e ho mescolato. E’ a questo punto che il composto cambia colore. Il miele lo arrichisce.
Poi è stata la volta del burro fuso (e non caldo).
Subito dopo ho aggiunto e sbattuto un uovo alla volta.
Così è giunta l’ora degli ingredienti secchi mescolati assieme all’inizio.
Subito dopo ho preriscaldato il forno a 170°C.

Nel frattempo ho imburrato ed infarinato uno stampo apribile tondo da 26 cm diametro.
Ho versato il composto. La consistenza è particolare. Sembra quasi troppo liquida, ma ho avuto fiducia.
L’ho fatto cuocere nel forno preriscaldato per 40 min circa.

Alla fine ho tenuto la torta dentro il forno spento alcuni minuti e poi l’ho fatta raffreddare fuori.
Mangiato il giorno stesso sentirai soprattutto il vino. Il giorno dopo compare il miele.
Un avvertimento: una fetta tira letteralmente l’altra. Almeno con noi è successo questo. Ci ha stregato tanto che mi è già stato richiesto un bis.

Continua a seguire Da La Cjasalìne alla tavola e se puoi vai a scoprire quali ingredienti per l’incantesimo puoi trovare da Laura e Francesco:

La Cjasaline segue le stagione in via Garibaldi 12, San Daniele del Friuli UD



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