Contorni, Friuli
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Cheese Angels #1: siamo noi

A volte può bastare una chiacchiera in enoteca sui formaggi ovini tra Rossella e Lucia.
Altre è sufficente che Elena scriva di una caciotta aromatizzata alle rose che Rossella subito si entusiasma.
Ecco allora l’idea, creare le Cheese Angels.

Tre donne alla scoperta dei formaggi tra Friuli e Lazio passando per le loro tre passioni: degustare, capire, raccontare. Lucia Galasso si occupa di antropologia, Elena Roppa di enoturismo e tutto ciò che è buono e sano in tavola e Rossella Di Bidino di legare insieme ricette e storie.

Così si presentano le tre Chesse Angels. Appassionate di formaggio tra gola e mente.

Lucia – l’antropologa

Durante una lezione di paleoantropologia all’università, quando ero ancora studentessa, scoprii qualcosa che illuminò di molto la mia vita: l’origine della mia intolleranza al lattosio e l’origine della capacità, tutta umana, di digerire il latte oltre il periodo dell’infanzia.
Dobbiamo alla scoperta dell’agricoltura, infatti, tra i 10000 e gli 8000 anni fa, il dono della domesticazione degli animali e, di conseguenza, quello dei latticini e quindi anche del formaggio (il lato negativo, di questa addomesticazione, dobbiamo ricercarlo nella trasmissione delle malattie infettive).
Consapevole della mia difficoltà nel metabolizzare il lattosio, lo zucchero del latte, ho per molto tempo avuto un rapporto conflittuale con il formaggio, fino a quando ho scoperto che noi intolleranti digeriamo un po’ meglio i formaggi di capra, grazie alla maggior digeribilità di questo latte. Così ho ricominciato a far pace con il formaggio e ad associarlo a sapori per me nuovi e seducenti: marmellate, mieli, aceto, vino… cercando l’abbinamento che mi fa socchiudere gli occhi e percepire il piacere dell’armonia… Un viaggio di scoperta e riscoperta, quindi, da fare con le mie compagne di avventura.

Lucia scrive su Evoluzione Culturale.

Elena – l’esperta sul campo

Anni or sono ho vissuto in Francia per qualche tempo, dapprima in Provenza e poi a Parigi, assorbendo molto rapidamente quel tipico amore per i formaggi dei francesi. Sembra non vivano senza, come per la baguette e il vino…e ti trasmettono l’impressione che i loro siano unici e fantasmagorici! Tornata in Italia, mi dedicai alla valorizzazione del vino e dell’enoturismo della mia regione – il Friuli Venezia Giulia, e per lunghissimo tempo vissi in astinenza dalle produzioni casearie.
Finché un giorno….mi sono innamorata! Lui è un friulano formaggio-dipendente nel cui frigo non possono mancare il Montasio di diverse stagionature per il frico, quello fresco per tutto pasto, la caciottina per merenda e così via fino al dessert! Timidamente mi affacciavo ad un per me inesplorato giacimento, la passione quasi sopita risorgeva.
Oggi sono io che vado alla ricerca dei caseifici, delle piccole e grandi produzioni e delle diverse sfumature di gusto da abbinare ai piatti e ai vini…mi sa che mi ha convinto!
Ebbene, eccomi qui mentre tento di scovare quell’indirizzo o quella micro produzione che quasi sta scomparendo e che rinasce grazie alla tenacia e alla passione di produttori che credono nel loro lavoro. Si tratta alle volte di giovani coppie che hanno scelto la ruralità e che hanno fatto di un antico mestiere la loro scelta, altre volte è una tradizione di famiglia oppure semplicemente un piccolo business sorretto dalla passione. Il Friuli Venezia Giulia forse non è noto per i suoi formaggi solo perché le produzioni sono limitate, ma in bontà e qualità si gareggia alla pari con i grandi!
La tradizione casearia è qui ben radicata: nel lontano XII secolo nasceva il formaggio Montasio nell’Abbazia di Moggio Udinese e di strada poi ne ha fatta, declinandosi nelle sue diverse stagionature e lavorazioni. Questa tipologia non è l’unica, anche se la più nota, e ci sono altre interessanti scoperte da fare! Cercherò di non perdermi tra le viuzzole dei borghi e tra le strade di campagna e di andare dritta alla meta per condividere il fascino del formaggio, i consigli del casaro e l’indicazione dei luoghi. La missione è assegnata…Cheese Angels sia!

Elena scrive su It's a wine world.

Rossella – la cantastorie

Formaggio…Rieccomi allora bambina durante la prima (o la seconda) gita d’istruzione. Destinazione: latteria. Il gusto fresco, ricco e nuovo delle strisules in bocca. Un formaggio che più fresco non si può. Un sapore indimenticabile, vuoi anche per l’eroismo fanciullensco di uscire dai confini dell’abito. La latteria era quella nuova, grande, là nella zona industriale. Per me, bimba di non più di 7 anni, la Latteria, quella di paese, quella vera, viva, di cui sentivo parlare ogni giorno era giù. Nel paese, appunto. Ogni sera i vecchi, compreso il nonno, salivano sulla bicicletta con due cit pieni di latte munto dalle mucche e si recavano a consegnarlo alla Latteria. Era la tradizione ed il valore delle latterie turnarie alimentate dal lavoro di tanti piccoli contadini, che con i loro mezzi, piccoli anche quelli, facevano dei grandi formaggi. E della Latteria, posta in un incrocio reso pericoloso oramai dalla macchine, ho solo intravisto l’interno, mentre un grande pino di fronte faceva ombra. C’era anche una latteria delle cuginette, moderna sia dentro che fuori, dove girava un San Bernardo che mi faceva una gran paura.
Ora ricordo, tra nostalgia e sapori indimenticati. Nomi come il Latteria, formaggio friulano, qui a Roma suonano strani. Già il Formadi Frant stupisce assai, mentre per me ha quel sapore deciso dei formaggi da aggredire prima di cena. Che ricordi quello che mia madre chiamava il formaggio vecchio, lo mangiavo tutto fino ad arrivare alla crosta (e mi mangiavo pure quella).
Io, Rossella la cantastorie, tenterò di renderti più vicini i formaggi, con qualche racconto e chicca per assaporarli appieno. Tra competenza, curiosità e sana golosità, mi unisco a Lucia ed Elena per farti sentire più vicino ai formaggi. Ogni buon prodotto ha un valore, fatto di una miriade di sapori e di storie.

Rossella scrive su Ma che ti sei mangiato.

Per vedere le Cheese Angels in azione non resta che aspettare giovedì 29 marzo 2012.

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