Eventi, Friuli
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Cena tipica friulana in quel di Roma

Se ne parlava da tempo, ed il tempo è giunto.
Ieri si è svolta la cena friulana al Ristorante “il 25” a Roma. Gli ingredienti di base sono stati i presidi Slow Food del Friuli Venezia Giulia ed una scelta dei piatti di festa che più tipici non si può.
L’incipit non è dei migliori, ma mi è difficile essere oggettiva nel presentare una cena ho tanto voluto. Il plausa va tutto allo chef romano, Dino De Bellis, all’infaticabile Andrea Petrini in veste di Slow Food e ai produttori friulani ieri rappresentati da Carolina Missana del Casale Cjanor e dai vini e dalla persona di Marco Cecchini.

Il compendio di storia naturale, come è stato definito il Friuli da Ippolito Nievo, si è presentato a tavola con quasi tutti i presidi Slow Food. Solo il successo della serata ha fatto escludere il Radic di Mont, non presente per tutti, mentre il Pan di Sorc è talmente un nuovo presidio, che all’epoca dell’organizzazione dell’evento non era in lista. Abbiamo sopperito a queste lacune con promesse di bis e tanta preparazione 🙂

Inoltre, la Pitìna (di Bier) con crema di aglio di Resia ha saputo aprire a dovere i giochi, accompagnata sulla ribalta dal Frico e dalla Polenta con Pestat Salsarossa.

Sorsi di Riesling 2008 han ulteriormente ravvivato la fase antipasti.

I primi si son fatti notare con l’Orzotto con Formadi Frant e Fil di Fumo, ossia trota di San Daniele affumicata. Un mix inedito di sapori, suggerito dal Casale Cjanor, che ha saputo stupire tutti. Il Formadi Frant è stato quello di Gortani Renato.

E poi i Cjalsons Val di But…ricotta, cacao, uvetta ed erbe aromatiche. L’avevo detto che l’equilibrio di sapori era particolare. Tra il dolce ed il salato…ma che vuoi, io son cresciuta a suon di gnocchi alla cannella e non come dolce!

Meno male che c’è del Tovè 2009 a risolvere ogni interpretazione.

Essendo un venerdì sera non poteva mancare il piatto del lavoratore infaticabile (come lo ricorda David Maria Turoldo): brovada. Quel crauto non crauto fatto macerare circa 40 giorni nelle vignacce di uva rossa: ecco cos’è la brovada.
Piatto indiscutibilmente da accompagnare al Muset.
L’unico commento che posso fare è che ho sempre detto che Dino con i piatti di carne mi stupisce sempre e qui, per di più, c’erano di mezzo ingredienti di prima qualità, emigrati per l’occasione fino a Roma.
Perfetto l’accostamento al Refosco 2008.

Prima del botto finale, un assaggio di Montasio stagionato accompagnato dal miele d’acacia offerto da Andrea d’Orlando dei Mieli Mil di Villa Santina.

Plen come une gubane…pieno come una gubana. E se la gubana la fa Bonci, beh va provata.
Da buona friulana, testarda e sincera, causa quel pizzico di nostalgia in gola, oso dire che devo far conoscere l’amica Anna Maria di Cividale a Bonci. Perché? Perché lei fa una gubana ancor più gubana! Ma qui giocano i ricordi…

Beviamoci del Verlit 2007, verduzzo friulano che ha saputo eliminare ogni dubbio sull’esito della serata.

Mandi!

PS Se tu c’eri, raccontami la tua cena friulana. Intanto Dino, lo chef, dice:


Se non c’eri, come mai? 🙂

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