Zuppa
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Zuppa di lenticchie speziata per un vino georgiano

Sarà il fascino dello straniero, ma stavolta non ho saputo resistere. Ho dovuto condividere la tavola ed il vino con una cara amica, che mi introdusse anni fa al mondo variegato ed infinito delle degustazioni dei vini.
Non ho, insomma, saputo resistere alla voglia di dire a qualcuno che avevo tra le mani un vino georgiano, di quella terra là, lontana, oltre confine, oltre ogni comune conoscenza. Così col Kathetian Noble White 2008 Badagoni inviatomi da @Fernandowine di Winexplorer è iniziato un interessante chiacchiriccio tra donne amiche, con ovviamente la sempre gradita presenza della Cavia doc.

Non puoi immaginare gli urletti sommessi di donne educate 🙂 di fronte alla provenienza…
“Georgiano?”
” Sì, Georgia…Russia”
“Ma dai?!…Giusto oggi al lavoro mi è toccato imparare qualcosa sulla Georgia. Tipo ho imparato oggi qual è la capitale”
” Tbilisi ” dice senza battere ciglio la Cavia.
” Esatto. Bravissimo”
“…Lo stappiamo il vino?”
“Certo, cosa aspetti.”
Stappato il vino, eccomi rientrare in sala col piatto principe della cena e sentire un’amica sorpresa in procinto di dire:
“Che profumo!”
“Dai, dai sento anch’io”
Così avvicino il calice al nasino e colgo un’equilibrio di aromi oltre ogni più rosea curiosa aspettativa.
“Non lo avrei mai detto”
Glou glou ecco i primi sorsi, quasi sospettosi.
“Sorprendente…”
“Veramente…”
“L’etichetta che dice?”
“Badagoni” la solita Cavia “Eh eh eh ..dice che gli aromi primari sono di fiori e frutti rossi”
” Io sento anche qualcosa di agrumato” precisò la Cavia che il giorno dopo andò a verificare la correttezza delle sue affermazioni. E la trovò sulla scheda ufficiale di Badagoni.

“Ora però ditemi se ho scelto bene il piatto”

Un bicchiere del Kathetian Noble, prodotto da Badagoni che si diletta anche con l'invecchiamento del ino in anfore di terracotta

“Intanto ti dico che la zuppa è fantastica”
“Grazie, ma l’abbinamento?”
“Direi perfetto” ecco come si riconoscono le amiche 🙂
“Sì, mi piace” ancora la Cavia col suo approccio diretto e pragmatico alle cose.

Ma tu vuoi sapere del piatto a sto punto. Si tratta di una zuppa rustica condita di spezia, per unire insieme la mia idea di Georgia e di Oriente. Così tra un capriccio della cuoca di casa e l’abilità delle spezie, la personalità del vino si è fusa con la mia fantasia.

 

Zuppa di lenticchie di Onano speziata

2 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
100 gr di finocchio tagliato a dadini
1 cipolla rossa tagliata a fettine sottili
50 gr di peperone verde tagliato a pezzi
1 carota tagliata a rondelle
4 pomodori di medie dimensioni tagliati ad ottavi
1 spicchio d’aglio
250 gr di lenticchie di Onano
sale
pepe
da 1 a 3 cucchiaini di zenzero macinato
2 cucchiaini di curcuma macinata
2 cucchiani di cannella macinata
2 cucchiaini di harissa in polvere
1 cucchiaino di coriandolo

prezzemolo per decorare
variante con: 150 gr di ceci dal solco dritto (già lessati)

brodo vegetale o acqua

Primo passo pulire e preparare le varie verdure, nonchè scaldare abbondante acqua non salata (o brodo vegetale leggero).

Poi, in un pentola dai bordi alti versare l’olio extra vergine d’oliva ed unire, a fiamma accesa, il finocchio. Saltare in pentola alcuni minuti, poi unire la cipolla. Abbassare leggermente la fiamma e cuocere per altri 12 minuti. Dacchè unire il peperone e dopo un po’ la carota. Dopo alcuni minuti unire anche i pomodori e mescolare ben bene. Aumentare la fiamma e far cuocere 5 minuti circa.

Unire le lenticchie e coprire tutto col brodo caldo. Portare a bollore e aggiustare di sale e pepe. Far cuocere per 25 minuti  o finchè le lenticchie sono pronte.

A metà cottura ho unito le varie spezie e ho mescolata.

Penultimo passo è frullare il tutto e successivamente unire i ceci già lessati e far cuocere per altri 5-10 minuti.

Ultimissimo passo, aggiungere spezie a seconda dei gusti e decorare col prezzemolo tritato.

Servire caldo, è un zuppa !

 

5 Comments

  1. Mi piace leggere dei vini della Georgia, tempo fa ad un Salone del Gusto a Torino ho avuto l’onore di partecipare ad una degustazione di vini da quel paese a cui erano presenti i produttori e il presidente dell’Associazione Vignaioli della Georgia, emozionato di essere lì, quasi con le lacrime agli occhi nonostante l’apparenza di un gigante coi baffi, beh non dimenticherò mai le sue parole e il suo amore per il vino della sua terra.
    Sono affezionato ai vini georgiani e mi fa piacere che oggi siano più realtà a proporli in Italia, da Velier (che ha comprato anche delle vigne laggiù) e da Winexplorer.
    Proverò a fare la zuppa, e lasciami dire W le zuppe!

  2. rossdibi says

    @Vittorio Sono i produttori così che mi conquistano. Sono l’anima del vino e del saper fare il vino. Buona zuppa

  3. Pingback: Archeologia enoica: la Georgia e la cultura del vino « Soul & Food

  4. Pingback: Archeologia del vino, alle origini della viticoltura: la Georgia | Evoluzione Culturale

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