Pane e lievitati
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World Bread Day: ancora pane alle patate viola?

Sì, ancora il pane con le patate viola. Ne avevo già parlato, la sua bontà, morbidezza ci avevano già conquistato qua al calduccio di casa. Ma c’era quella cosa lì, sì quella lì, che non mi andava giù. Non era viola.
Io da brava testarda e a tratti precisina, ho voluto provare a rifarlo usando l’acqua di cottura delle patate viola. Io pensavo che patate viole uguale acqua di cottura viola. Embè che cosa ho scoperto?
L’acqua di cottura delle patate viola spellate è … verde.
Impavida e testarda  ho provato anche a lasciare una patata viola lessa tagliata in due nella sua acqua di cottura. Ma niente, la chimica naturale ha voluto che le patate viola lesse avessero un’acqua di cottura verde.
Qui mi sa che ho perso qualche lezione importante di chimica a scuola.

Io cosa ho fatto? Ho fatto comunque il pane con l’acqua di cottura.
No, no ferma/o non scandalizzarti, il pane non è diventato verde (altra lezione di chimica persa).
Il risultato, perché è quello che conta (questo l’ho imparato, più dalla vita che dalla scuola), è stato nuovamente ottimo. Pane morbido, che sa tener testa al tempo se non lo si assale tutto in un colpo solo.

E con questo pane dalle leggi chimiche lo voglio presentare in occasione del World Bread Day 2011. Una bella iniziativa di 1x umrühren bitte che ha raggiunto oramai la sua sesta edizione. Grazie al World Bread Day ho già imparato a fare il pane con le olive ed il pane della mezzora. Ma anche la treccia semidolce svizzera. Per l’Italia l’evento è seguito quest’anno da Cindystar.

Ma veniamo al pane di quest’anno:

Pane con le patate viola – seconda versione

100 gr farina 0
150 gr farina integrale di farro
150 gr di patate viola lessate (senza buccia)
120 gr dell’acqua di cottura delle patate viola
1 cucchiaino di miele (di marruca, nel mio caso)
2 cucchiaini di sale
poco pepe nero macinato
una manciata di semi di lino
una manciata di semi di girasole
per decorare: semi di papavero

Ho mescolato le farine con le patate schiacciate, l’olio, il pepe ed il miele. Per tentare di tramandare meglio il colore viola delle patate al pane, le ho schiacciate con le mani direttamente nella farina.

Ho unito il lievito madre, rinfrescato alcune ore prima. Infine, ho aggiunto l’acqua di cottura delle patate e cominciato a lavorare il tutto.
Ottenuto un composto omogeneo ho unito il sale, i semi di lino e di girasole. Ho continuato a lavorare il tutto per altri 10 minuti, circa. Durante la lavorazione ho infarinato costantemente il tavolo di lavoro.

Ho messo a riposare l’impasto in una ciotola sulle cui pareti ero passata con della carta da cucina leggermente oliata.
Dopo un paio d’ore ho fatto le pieghe a libro al pane. Ma ho lasciato poi proseguire la lievitazione per altre 18 ore (date le basse temperature).

Poi ho dato la forma di una pagnotta e messo l’impasto sulla teglia ricoperta con carta forno. Ho fatto lievitare per altre 2 ore.

Infine, ho preriscaldato il forno a 250°C e pennelato la superficie del pane con dell’acqua. Ho distribuito sopra i semi di papavero, in abbondanza. Ed ho fatto cuocere a 250°C per 10 minuti, a 220°C per altri 10 minuti ed infine a 200°C per gli ultimi 10-15 minuti.

Ho servito una volta raffreddato.

Buon World Bread Day 2011.

2 Comments

  1. roberto says

    Nella mia provincia, nelle montagne della Garfagnana, il pane con le patate è tipico, non per niente è un presidio Slow Food! Il tuo pane è bello e sa di buono( e poi dai, è anche un pò viola!)

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