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Insalata di fagioli azuki e bieta selvatica

Siamo in procinto in partire, beh quasi, mancono alcuni giorni. Meta l’Irlanda del Nord che più Nord non si può 🙂 Niente pedalate o giri enogastronomici stavolta. L’occasione è un matrimonio. Da brava giovane donna di casa, un piede al lavoro e uno quasi quasi in aeroporto, ho voluto preparare qualcosa capace di rafforzarci prima di un tour de force in terra straniera.

I giorni tra blog, cucina, mercato e libri hanno insegnato che fa sempre comodo dedicare qualche ora domenicale a bollire i legumi. Così in occasione della scorsa insalata di fagioli azuki riposi una bella porzione di fagioli azuki già cotti nel freezer. Sfruttando quell’attimo di lungimiranza e i doni del mercato del sabato è nato questo piatto.

La Cavia lo ha molto, anzi moltissimo, apprezzato. Con mia ennesima sorpresa la bieta selvatica e pochi altri ingredienti hanno fatto la magia. Decisamente allettante l’avere della bieta selvatica in cucina in pieno centro di Roma. Per il resto la ricetta è semplice, veloce nell’assemblaggio, colorata nella presentazione.

Insalata di fagioli azuki e bieta selvatica

Dosi ad occhio, ma ricordo di aver usato
400 gr fagioli azuki rossi già lessati
200 gr bieta selvatica
1/2 peperone rosso
1/4 cipolla bianca
gomasio (o sale)
pepe
coriandolo (in versione spezia)
olio extra vergine d’oliva

Passo #1. Accertarsi che i fagioli siano lessi e a temperatura ambiente (se congelati precedentemente).
Passo #2. Lessare la bieta  alcuni minuti (tra 5-10) in acqua leggermente salata.
Scolare la bieta e tagliarla a pezzi.
Tagliare a dadini il peperone rosso e a fettine la cipolla.
Lavorare i vari ingredienti assieme e condire a piacere con olio, gomasio, pepe e coriandolo.

Perché pubblico una ricetta così semplice? Perchè il mercato insegna ad apprezzare ogni ingrediente e a scoprirlo nella sua ricca semplicità. In questo caso l’ingrediente speciale era la bieta selvatica o Beta vulgaris. E’ diffusa soprattutto sui litorali. Sono commestibili e buone le cime dei nuovi getti e le foglie tenere. Si utilizza in versione lessata, come in questa insalata, e nelle minestre o focacce. Girando per il web scopro che è ottima lessata e ripassata con un sughetto di pomodoro e cipolla o condita con olio e limone. Nonchè da provare è la pizza ripena di bieta e pecorino.
Seppure una verdura povera e dai risvolti golosi fa bene come regolatore intestinale.

3 Comments

  1. Chissà che freddo lassù! E fate bene a fortificarvi con questa bella insalata.
    Approvatissimo l’utilizzo del gomasio il risultato colorato invoglia ancora di più l’assaggio di questo piatto buono e sano.

  2. La bieta selvatica non la conosco proprio come pure il gomasio.Ma che gusto ha?E’ simile a quella che troviamo in negozio?
    Un abbraccio

  3. rossdibi says

    @Francesca Il gomasio è sale arricchio con semi di sesamo e nel mio caso anche di alghe. E’ più ricco di magnesio rispetto al sale classico.
    La bieta selvatica ricorda gli spinaci in quanto a sapore.

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