Belgio, Birra, Viaggi
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Belgio & Birre: gli assaggi

Tornare in Belgio dopo averne scoperto le birre non può voler dire se non scoprire nuove birre.
Anche se siamo rimasti in Belgio solo quattro giorni, nuovi bicchieri sono stati scolati. Nuovi amori in fatto di birre sono nati. Per me si è trattato essenzialmente della scoperta della OerBier e degli assaggi del Faro e della Kriek alla spina. Ma anche un paio di nuovi locali sono stati provati con grandi soddisfazioni, sia a Bruges che a Brussels.. Peccato solo per la bella passeggiata verso Cantillon, che si è conclusa con la porta chiusa (colpa mia, dovevo verificare meglio). 

Andando per ordine, ecco le birre provate con una breve descrizione amatoriale. 

 

Brugse zot: birra locale di Brugges, l'altra volta si provò la bionda stavolta la bruna. Rivalutata, non banale e non semplicemente beverina.

 

Il vero amore di questo viaggio in Belgio, provata in una chicca di locale di Brugges. Al naso mi sembrava proprio di essere un'ape che sorvolasse una tinozza di aromi. Il sapore non ha deluso il naso e ha scoperto un'equilibrata molteplicità di caratteri.

 

Leffe alla spina: la scelta della Cavia per la nostra birra di mezzogiorno. Una scelta condivisa da moltissimi belgi a Damme.

 

Figurava tra le birre locali a Damme. Così mi son detta assaggiamo la Maerlant. Piacevole, ha colpito più la Cavia, vittima delle Tripel, che me, vittima delle Bruin.

 

Faro, Faro, Faro: era il mio mantra in tutto questo viaggio. Lambic e zucchero. Dopo una bella passeggiata è ottima, al limite del beverino e della birra da femminuccie per il suo carattere zuccherino. La Cavia ha notato anche l'acidità, io amante estrema dell'acidità non l'ho quasi sentita.

 

De La Trappe la Cavia ha scelto una birra che continua a qualificare come Real Trappe, ehm ma non online non la trovo. Comunque si tratta di birra molto apprezzata. #NEWS: Mi giunge ora notizia dal fronte Cavia, che si tratta di puur trappe, birra olandese, biologica e non filtrata.

 

Kriek 3 Fontainen alla spina: come resistergli?! Ottima, anche se io ero alla ricerca di altri livelli di acidità

 

Una birra talmente apprezzata, la Val Dieu, da collocarsi dietro solo alla OerBier stavolta.

 

Non la prima Orval della vita, ma sempre una gradita conferma

 

E anche la Cavia ha i suoi classici come la Hoegaarden, che a me ricordano, tra le risate, una vistosa cameriera che mi tirò letteralmente in faccia il menù 🙂 Evidentemente lui ricorda altro 😀

 

E alla domanda: Two beer or not too beer ecco la risposta: 

4 Comments

  1. Mamma mia Rossella sei andata nella terra delle birre? Ma è fantastico.
    Sai quanti souvenir tra bottiglie e bicchieri mi portavo a casa? Complimenti per le foto e soprattutto per le birre.Ciao a presto.

  2. Alessandra Ruggeri says

    a pero’!!!!! ecco nn avevo capito
    Io sto in partenza domani… 92 birre e non credo riusciro a fotografarle… che dire ?? CIN CIN
    Alessandra

  3. rossdibi says

    Ragazze qui si fa sul serio 🙂 Oramai Belgio vuol dire due birrette al giorno, salvo periodo alcohol free al ritorno.
    @Annamaria Noi solo due bottiglie al ritorno,l’altra volta sei e un bel bicchiere.
    @Alessandra Attendo il tuo resoconto..sobrio

  4. Che bel rittratto hai fatto alla Cavia, da vera professionista. Belli anche gli scatti ai calici, sanno di festa.

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