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Aperitivo friulano: che sorpresa

Soi Contént era il titolo dell‘Aperitivo Friulano appena fatto. Ma alla fine questo tentativo di portare il Friuli a Roma ha sorpreso pure me. Vuoi per la partecipazione attiva, non c’è che dire, degli invitati, vuoi per aver visto delle amiche alquanto critiche sui cibi avvicinarsi inaspettatamente ad ingredienti particolari…Insomma, Soi Contént oltre ogni aspettativa.

Premetto che non so da che parte incominciare. Prendo allora in mano il programma e cerco di farti capire che cosa è stato questo aperitivo. Parto dai prodotti arrivati direttamente dal Friuli Venezia Giulia.

I formaggi, tutti tradizionali, dal comunissimo Latteria al formaggio d’altri tempi quale il Formadi Frant. Io son cresciuta a suon di Latteria e fino a vent’anni per me il formaggio era solo Il Giovane ed il Vecchio, con varie graduazione in mezzo di età.

Il Formadi Frant col suo carattere deciso, quasi peperino, è mix di diversi Latteria ed è nato per recuperare i formaggi non adatti alla stagionatura.

Il Formadi sot la Trape potrebbe essere assimilato ai Formaggi Ubriaci di altre regioni. Qui però il vino non entra nel formaggio. Il formaggio viene “solo” messo a maturare tra le vinacce. Nacque nel 1917 quando i contadini nascosero le loro forme di formaggio tra le vinacce per non farsele rubare dagli austriaci in ritirata.

Pitina, un mito ed un presidio Slow Food. Vien dalla Valle Tramontina ed è un sorta di salame affumicato a forma di polpetta passata nella farina di polenta. Ma merita una descrizione a sè, cosa verrà fatta a breve.

Salame affumicato di Sauris. Dici Sauris e pensi subito o allo speck o al prosciutto cotto. Io ho voluto presentare il salame, affumicato pur lui.

Del petto d’oca e speck d’anatra non sono pervenute foto. Eravamo tutti già ben sazi, mi parve di capire, anche se le fette rimaste mica son tante 🙂

Pestat, presidio Slow Food. Si tratta di lardo con erbe o di erbe conservate nel lardo? Quesito difficile. Il profumo gradevolissimo, il sapore delicato, l’uso semplice son tutti elementi che depongono a favore del recupero ed uso di questo prodotto. Io me ne sono innamorata.
E’ stato servito con le patate saltate in padella.

Cren e mela. Ricetta tipica friulana che si abbina ai formaggi o ai lessi. E’ stato apprezzato per la delicatezza.

Battuto di peperoncino e aglio di Resia, altro presidio Slow Food. Ho detto Aglio, avevo paura che non venisse capito, invece…la grande sorpresa. “Che delicato”, “Mi piace”…scusa, ma lo dice C., lei così attenta a tutto ciò che si mangia, che non mangia cipolla. Come? Ha detto che le piace!!!! E persino salutandomi ripete “E ho persino mangiato e gradito l’aglio”. W l’aglio di Resia.

Radic di Mont, ossia radicchio di montagna. Certo, conservato ad arte, altro presidio prezioso Slow Food. E’ volato via in un attimo tra vari complimenti.

Gelatina di Verduzzo, offerta in abbinamento ai formaggi forti, dato che di erborati non c’erano. Prodotto veramente di qualità. Altri apprezzamenti a go go.


Miele di mirtilli. “Ma è tipico friulano?” chiede Giulia. Sì e no. Si narra che un estimatore del miele ai frutti di bosco friulani fosse Gabriele d’Annunzio. Il giorno dopo l’amica Concy è andata in delirio per questo miele arrivando a commentare: “Questi friulani cosa sanno fare”.

E per i prodotti dalla cucina? Ma come hai ancora fame? 🙂

C’era e dico c’era il pane di farro. C’era…è volato via un chilo di pane in mezz’ora credo.

Poi ci son state le Esse di Raveo. Sì, nella parola Raveo non ci sta la esse. Raveo? E’ un paese della Carnia. La ricetta? Dammi un po’ di ore e ce l’avrai.

Torta di noci e pere, che Daniela voleva provare  col formaggio. Qui, la ricetta c’è già come vedi dal link.

Pete. Ah, ah esperimento per l’occasione. E’ una torta con farina di polenta, ma dal procedimento particolare di cui si scriverà presto. Come si scriverà molto più appronditamente dei vari presidi Slow Food e dei relativi produttori.

Un grazie ai presenti: Andrea e Stefania, Giulia, Max, Slawka e le colleghe A. e C.

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9 Comments

  1. ci siamo divertiti, lo ammetto!
    grazie Rossella!!

    PS: ovviamnete quella scettica non ero io, lo sanno anche i sassi che io “mangio tutto”! 😀
    ihihih!

  2. Slawka says

    Buonissimo tutto, deliziosi i padroni di casa, fantastica l’atmosfera. Cosa chiedere di più? 🙂
    Grazie ancora!

  3. Donatella says

    Complimenti per l’iniziativa ed auguroni per l’anniversario!
    Attendo con ansia la ricetta della Pete, di cui mi ha parlato Giulia, entusiasta! 🙂

  4. rossdibi says

    @Donatella Giulia parla troppo 🙂 Dammi qualche giorni e posto la ricetta
    @Max @Slawka @Daniela @Andrea Grazie a voi. Avrei voluto aver più tempo per tutti quanti prima di crollare sul divano ridendo alle battute di Max
    @Elisa La prossima volta cercherò di scegliere una data comoda anche per te.

  5. Pingback: Ospiti in cucina: la ricetta di Rossella foodblogger romana : Pinta in cucina di Tania Valentini – I Love Beer Network – powered by Blogosfere

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