Eventi, Pane e lievitati
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Una ricetta per il Santa Lucia di Roma

Scrivere questo post mi impone di essere razionale.
Gran parte del mio lavoro lo sfolgo in ospedale. Parte della mia gioventù l’ho passata tra medici. Come Albertino-mimì di Cooking Planner neanch’io ero ansiosa di incontrarli. Ma da grande so che posti come il Santa Lucia di Roma meritano di esistono e di essere sostenuti. Ma qui mi fermo, perchè non voglio diventare melensa e perchè alcune emozioni da bambini ammalata voglio ancora tenermele solo per me. Non voglio neppure entrare nel cuore della discussione politica-burocratica-finanziaria ad esso collegata. Voglio entrare nel merito della questione umana partecipando alla pura e semplice raccolta di ricette che Cooking Planner sta promuovendo a favore del Santa Lucia.

Ho scelto una ricetta buona come il pane e dolce come una torta. Una ricetta che potesse gustata da bambini come Albertino-mimì durante un giorno qualunque quasi come un premio dopo essere stati a fisiterapia, un piccolo premio se lo meritano. Se mai piace la cioccolata, questo pane si può mangiare benissimo con tutta la cioccolata che la  mamma è disposta a dare 🙂

Pain viennois casalingo

110 gr di lievito madre rinfrescato alcune ore prima
125 gr di latte non caldo, consiglio di riscaldarlo al massimo 30 secondi nel forno a micronde alla massima temperatura
250 gr di farina 1
60 gr di burro, che ho unito al latte appena uscita dal micronde. Non va comunque sciolto
20 gr di zucchero
5 gr di sale

Ho lavorato insieme tutti gli ingredienti tranne il sale. Questo l’ho aggiunto dopo aver ottenuto un impasto omogeneo.

Ho continuato a lavorare il tutto per circa 5 minuti. Poi ho lasciato l’impasto a lievitare in una ciotola sulle cui pareti avevo prima passato un tovagliolo di carta leggermente imbevuto di olio extra vergine d’oliva.

Dopo un paio di ore, ho fatto una piega a libro all’impasto.

Ho fatto lievitare per altre 8 ore a circa 15°C.

Poi ho diviso in due l’impasto. Con ogni metà, ho steso con le mani un po’ l’impasto fino ad ottenere un rettangolo di piccole dimensione.  Ho piegato le due estremità laterali verso il centro di modo che si congiungessero a metà. Poi ho piegato sulla metà l’impasto e ho chiuso bene, con i  pollici, alle estremità. Ho fatto poi un rotolo con ogni metà.

Ho messo i due rotoli sulla teglia ricoperta di carta forno e ho fatto una serie di tagli orizzontali, anche se questo passaggio lo devo migliorare.

Dopo 1-2 ore, ho acceso il forno a 220°C. Mentre il forno si preriscaldava ho spennellato ogni rotolo con un uovo sbattuto.

Ho cotto per 20 minuti a 220°C e per altri 15 minuti a 200°C (forno ventilato, io ho solo questa opzione).

Per le mamme senza lievito madre, si possono usare 7 gr di lievito di birra secco, in tal modo i tempi si accorciano di molto (circa 2 ore per la prima lievitazione e 1 ora dopo aver formato i rotoli).

Una dedica speciale: Albertino, dai fai fisioterapia. Vedrai che un giorno di scoprirai più forte di quello che credi di essere e stupirai gli altri. Ti auguro di cuore di stupire te stesso e gli altri. Io ce l’ho, nel mio piccolo, fatta. Certo non è facile, ma giungere a dirsi “Io sono felice” non ha veramente prezzo, se non la fatica, la costanza ed i sogni. Sogna Albertino, i sogni son belli perchè sanno diventare realtà e sanno essere ancora più belli ed intensi di quello che abbiamo mai sperato. Dobbiamo solo accontentare la mamma. Dopotutto se è diventata una mamma qualcosa sa.

6 Comments

  1. Ti ringrazio, sia per la bellissima e golosa ricetta sia per le tue parole…molto commoventi! per me soprattutto! Un abbraccio!
    P.S.: poi ti chiami come mia sorella quindi non poteva non essere che così!

  2. Pingback: Una ricetta per il Santa Lucia | Cooking Planner

  3. rossdibi says

    @Caris Sapessi quanti capricci feci io, un po’ li faccio ancora ad ogni visita di controllo. Sebbene lavori in un ospedale, un certo esser medico ancora non lo sopporto. Mi fa sentire così poco ascoltata. Ma meno male che ci sono le eccezioni e i genitori da bistrattare 🙂

    @Letiziando Aspetto superbo? Volevo fare molto meglio, ma l’esperienza insegnerà.

  4. Una ricetta buona per una buona causa, è proprio il caso di dirlo!
    Un abbraccio!
    J.

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