Pane e lievitati
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Pane con avena e mango essiccato

A volte si torna da un viaggio con tanta energia…e spesso si torna anche con qualcosa in più, come il mango essiccato preso al Viktualienmarkt a Monaco di Baviera.
Si torna e ci si mette a fare le solite cose, come il pane.
Ovviamente, si torna a farle con una voglia di novità ancora bella gagliarda.
Ecco allora che con le mani in pasta son partita dell’esperienza della settimana scorsa del pane all’avena per poi deviare verso nuove dosi e verso il nuovo ingrediente.

E’ nato così questo pane con avena e mango essiccato, preparato la sera dopo il lavoro e cotto il giorno dopo nel tardo pomeriggio, sempre dopo il lavoro. Le dosi vengono da un Pain de Campagne trovato su Wild Yeast, di cui però al momento ho perso il link.

Il risultato? Pane morbido, molto elastico, dal gusto ricco e quasi dolce quando si arriva al mango essiccato. Rimane comunque un pane da tavola e non da dolce.

La ricetta? Eccola:

Pane con avena e mango essiccato

300 gr farina biologica di avena
200 gr farina biologica di tipo 0
200 gr di lievito madre rinfrescato il giorno prima
350 gr di acqua a temperatura ambiente
50 gr di mango essiccato tagliato a pezzettini
50 gr di semi vari
10 gr di sale

Ho disciolto nell’acqua la farina di avena, evitando che si formassero grumi. Ho aggiunto l’altra farina, quella di tipo 0, infine ho unito il lievito madre. Ho lavorato il tutto per alcuni minuti, senza aggiungere altra farina, anche se il composto era alquanto appiccicoso.
Poi ho unito i semi ed il mango. Ho continuato a lavorare l’impasto nella ciotola.
Ho distribuito poca farina sul piano di  lavoro (circa 15 gr) e ho continuato indefessa a lavorare l’impasto sul tavolo.
Ho posto l’impasto a lievitare (senza sale) in una ciotola in cui avevo passato della carta cucina bagnata con poco olio extra vergine d’oliva.
Dopo 20 min ho unito all’impasto anche il sale e l’ho rilavorato alcuni minuti sul tavolo, su cui avevo distribuito pochissima farina (circa 10 gr).

Ho fatto lievitare l’impasto, sempre nella ciotola per 3 ore a 18°C. Prima di andare a dormire (evvai con la trasparenza), ho fatto delle pieghe a libro al pane (o pieghe del 1° tipo di Gennarino). La mattina seguente, prima di andare al lavoro (8 ore dopo), ho fatto delle pieghe del 2° tipo di Gennarino e ho posto l’impasto in una pentola ricoperta con un telo da cucina avente una struttura in rilievo a nido d’ape. Ho coperto la pentola e ho fatto lievitare il pane per altre 9 ore a 18°C circa.

Tornata dal lavoro, ho preriscaldato il forno a 25o°C. Mentre si riscaldava, ho messo della carta cucina sulla teglia e ho posto sopra l’impasto rovesciato, di modo che si vedesse bene l’effetto nido d’ape. Ho fatto un taglio a croce e un spruzzato sopra il pane dell’acqua.

Ho fatto cuocere a 250°C per 20 min, a 220°C per altri 20 min e a 200°C per gli ultimi 5-10 minuti.

Ho fatto raffreddare e l’ho gustato.

Anche questo pane apparirà su YeastSpotting.

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