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Sfogo

L’altra sera è arrivata la notizia tipo a mezzanotte, quando le principesse generalmente devono abbandonare il ballo incantato.
E’ arrivata la notizia che G., la seconda nipote della Cavia, era stata investita fuori dall’ospedale dove si sta specializzando. E pure il suo ragazzo F. era stato investito dallo scooter ed era in terapia intensiva.
La Cavia si è subito preoccupata, io ho dato priorità a qualche pensiero e al sonno. Poi la mattina son corsa su un treno all’ospedale, dove tra l’altro lavoro.

Ho sempre pensato che le cose sono ancora più brutte quando vissute da spettatore e non da protagonista. Il malato reagisce, compare una forza incredibile, inspiegabile e spontanea nei momenti che ti mettono di fronte ad una scelta irrevocabile. Chi sta fuori, immagina, pensa, trattiene le lacrime…

Quanti pensieri e contropensieri, quante consapovolezze e calcoli ipotetici, quante desideri per chi sta a letto, quanti volti nuovi sulle facce di chi conosci. Quanti “meno mali”, “avrebbe potuto”, “è stata fortunata”.

Ma di mezzo tra l’ora ed il sollievo ci sta solo il tempo. Tempo che deve passare, tempo che deve essere vissuto, tempo che deve imporsi, tempo che deve rimarginare ferite e pensieri, tempo che va affrontato.

Se potessi… Non ho mai capito il dolore, non ho mai capito il progetto che sta dietro ad un dolore, io ed il destino interagiavamo a viso scoperto, a volte, ma ognuno per la sua strada, a mo’ di Don Camillo e Peppone. Ho tante speranze su come G. possa affrontare la cosa, ma lei è lei, la sua vita è sua, è lei che deve guarire…

Posso solo appellarmi a pazienza, forza e tante altre belle parole. Anche l’eccelso Hemingway col suo:

“A volte preoccuparsi è dannoso come aver paura; serve solo a fare le cose più difficili”

Sembra così banale, un po’ come il male.

14 Comments

  1. xxgoblin says

    Ciao Rossella, un abbraccio.
    Ti sono vicina, come tutte le tue lettrici.

  2. rossdibi says

    Grazie…
    Oggi son nel picco dell’emotività, anche se rispetto a ieri mi sembra che G. stia meglio…

  3. anche se molto difficile in certi momenti, sii positiva! la positività è vita
    un abbraccio.

  4. Sono le notizie che non si vorrebbe mai sentire. Penso come te che il posto come spettatore sia anche difficile. Che fare, come agire, come aiutare?
    Un augurio di forza e luce per voi tutti, un bacio,

    Marcela

  5. roberto says

    La vita, talvolta meravigliosa, sa essere crudele e ferirci nel corpo e nell’anima. Spero solo che tutto si risolva per il meglio per questi due ragazzi
    Un sincero abbraccio

  6. Simonetta says

    Carissima Rossella,
    G. ed il suo ragazzo, hanno bisogno di pensieri positivi intorno, quindi forza, ragazzi, ce la farete!
    Un abbraccio fortissimissimo anche da Giancarlo e Silvia.
    Simo

  7. Le tue parole sono vere, e mi hanno fatto tanto pensare al dolore più grande per me, che tu sai, o a quado ho sofferto per te da quassù senza poter fare nulla, solo preoccuparmi e preoccuparmi e preoccuparmi. E’ difficile aiutare chi sta male pur volendolo intensamente, pur non desiderando altro, eppure l’aiuto vero sembra non arrivare o non essere efficace quanto si vorrebbe, perchè purtroppo il malato è solo, con la sua lotta che riguarda solo il suo corpo, e si può solo dar lui un enorme amore, e aver fede che questo basti. e si vorrebbe far di più, quanto si vorrebbe. chissà se funziona così…chissà se un abbraccio collettivo, un pensiero coraggioso di tutto questa comunità che si fa partecipe può arrivare così lontano, oltre i confini del corpo e far sentire meno male. Lo spero. Un abbraccio a questo due ragazzi. E allora forza!

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