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Cosa regalare di friulano #2?

Dopo la prima idea di un cesto di prodotti del Parco Alimentare di San Daniele, mi è giunta notizia di un pacco persino più interessante. Si tratta della confezione di Presidi Slow Food del Friuli. Quale migliore occasione di avvicinarsi ad alcuni prodotti tipici? Più che tipici, tradizionali e da recuperare. E’ veramente un regalo con cui stupire grandi e piccini. Per la cronaca io non ho resistito 🙂

Nella confezione si trova i seguenti Presidi Slow Food:

Pestât di Fagagna
Una pitìna
Radic di Mont
Formadi Frant
Aglio di Resia

Ma cosa sono? Incominciamo dal Pestât di Fagagna.

Fagagna è una località amena…beh, vorrai sentire altro immagino. Allora, siamo nella fascia collinare del Friuli. Il Pestât è un prodotto realizzato al momento della macellazione del maiale e ad oggi viene realizzato a livello famigliare e da pochi macellai. Insomma, è un insaccato che unisce al lardo macinato della regione dorsale del maiale,privato della parte molle di grasso, i profumi dell’orto, quali sedano gambo e foglie, carote, cipolla, prezzemolo, aglio, rosmarino, salvia, timo, maggiorana. Il Pestât viene poi usato in minestre o con la carne o le verdure saltate in padella.

La pitìna è sempre un prodotto a base di maiale. Ad occhi sembra una polpetta che però è destinata a resistere al tempo. Le “polpette” di carne di maiale, più nel dettaglio lardo o capocollo, si mescolare con le carni dal sapore più selvatico di capriolo, capra o pecora. Le “polpette” sono fatte poi passare su della farina di mais ed infine affumicate sulla mensola, tradizionalmente, del fogher. Durante l’affumicatura si ricorre a legni quasi aromatici come il faggio. La pitìna è tipica della zona pedemontana del Friuli, soprattutto della Val Tramontina e Val Cellina (provincia di Pordenone).

Col Radìc di Mont usciamo dal reparto carni. Il Radìc di Mont è un radicchio selvatico e viene usato in insalate e frittate. Viene raccolto a mano oltre i mille metri di primavera. In Friuli questo radicchio selvatico viene conservato sott’olio previa scottatura con olio, aceto, vino bianco, aromi, sale e zucchero. Per raccogliere la Cicerbita alpina, alias Radìc di Mont, esiste un codice preciso.

Formadi Frant cosa dirti di più! Io ne sono pazzamente innamorata. E’ un prodotto che qui a Roma potrebbe essere definito “cafone”. Per me, friulana, è un prodotto delizioso, dal sapore sì deciso, ma anche ricercato a suo modo. Il Formadi Frant è un’unione di più tipi di formaggi, essendo nato per salvare le forme di formaggio di malga danneggiate. I formaggi sono del tipo Latteria e aventi diverse stagionature. Vengono spezzetati e poi mescolati tra di loro con sale, pepe e latte. Prova il Formadi Frant per scoprire come il dolce si alterna al piccante in un unico boccone.

Infine, l’Aglio di Resia. Qui siamo praticamente in montagna. Dalla descrizione tecnica si evince che si tratta di un aglio “molto aromatico, con bulbi piccolini a tunica rossastra, ognuno dei quali ha 6/8 spicchi, ed è privo di spicchi centrali”. Attenzione solo al sapore e odore molto marcato rispetto alla media. Il suo peso tende ad essere, viceversa, inferiore. Dato che nella vallata di produzione si parla una lingua che non è nè friulano nè italiano, ti do anche il suo altro nome, ossia Rozajanski Strok. Nella confezione si dovrebbe essere un derivato dall’aglio.

E dopo queste informazioni più culturali, ecco i dettagli commerciali. La confezione costa € 49 e può essere ordinata anche a distanza. Il mio contatto, tramite il quale ho fatto già degli ordini, è  la gentilissima Carolina del Casale Cjanor (email: carolina@casalecjanor.com). I pagamenti si possono effettuare sulla sua PostaPay.
La foto che vedi della confezione è provvisoria, mancando l’Aglio di Resia.

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