Eventi, Secondi
comments 10

Conosci i miei polli

Appena ho letto il contest lanciato da Nadia, alias Vita da precisina, ho subito pensato ai miei polli. Miei, nel senso i polli di casa mia, quella dove sono cresciuta. I polli sono sempre stati una costante, sempre cresciuti più o meno amorevolmente. Non siamo (plurale maiestatis, ovviamente) mai rimasti sempre. Però bisogna distinguere tra i polli di mia nonna e i polli nostri. Il passaggio generazionale si è giocato anche su questo.

Prima di addentrarmi nell’alveo dei ricordi, ti lascio la ricetta del Pollo del ricordo. Un nome buffo per una ricetta rivisitata. Ho pensato al pollo alla cacciatora di mia madre, ho preso una ricetta dal Gastronauta- Le ricette della memoria come guida, e poi l’ho personalizzata con gli ingredienti più amati. Questa scelta è dovuta all’immagine che ho del pollo a tavola: cosce di pollo e un’abbondante sugo e mio padre che addenta letteralmente, se non oltre, fino all’osso il pollo. Scena che si è ripetuta anche con la Cavia 🙂

Pollo del ricordo

Ingredienti per 2 persone:

3 cosce di pollo, pollo italiana da allevamento estensivo
farina tipo 00
olio extra vergine d’oliva
1 bicchiere di Tai Rosso dei Colli Berici
1 cipollotto
1 gambo di sedano
3 pomodori medi maturi
sale, pepe
peperoncino

Ho pulito le cosce di pollo e le ho passate e massaggiate con la farina. Poi ho scaldato dell’olio, 1-2 cucchiai, in una pentola e ho aggiunto le ali. Rigirandole le ho fatte rosolare. Ho aggiunto sale e pepe. Poi ho aggiunto il vino e l’ho fatto evaporare completamente (dai 5-10 minuti).

Nel frattempo ho tagliato a rondelle il cipollotto, parte verde compresa, e a dadini metà gambo di sedano. Ho tenuto da parte le foglie del gambo per il finale (la mamma insegna che non si butta via niente). Inoltre, ho tagliato a dadini grossolani i pomodori.

Assorbito il vino, ho unito al pollo il cipollotto, il sedano ed i pomodori. Ho mescolato il tutto, abbassato la fiamma ad un livello medio-basso. Ho coperto la pentola e fatto cuocere per 20-30 minuti. Ovviamente ho avuto cura di mescolare di tanto in tanto, girando le cosce di pollo. Se i pomodori non fossero abbastanza succosi, tieni pronto del brodo o dell’acqua calda.

Come tocco finale ho aggiunto una punta di  peperoncino tritato e le foglie di sedano tritate.

I miei polli

Ti accennavo dei miei amati polli. Ad oggi sono 46 polli, nati e cresciuti in casa. Mentre i polli di mia nonna, che finivano in pentola, erano dei polli Livorno, da una quindicina d’anni ci sono solo i c.d. polli americani. Almeno i miei li hanno sempre chiamati così, sono decisamente più piccoli. Le galline hanno un piumaggio nero, mentre i galli si accendono di colori. Mentre i polli Livorno, polli della nonna, erano possenti. Ricordo polli battaglieri che attaccavano, a volte, anche chi gli portava da mangiare. E noi, per tutta risposta, li mangiavamo.

Uccidere il pollo? E’ possibile. Esistono varie tecniche. Io assistevo all’evento spesso da bambina. Il momento clou era la scelta del pollo, mi metteva in tensione, filosofeggiavo su quello che poteva pensare il pollo. Ma poi scelto, mi tranquilizzavo e l’uccisione di per sè veniva accettata facilmente. I due volti della vita e dell’uomo: filosofo e goloso.

Ma la fase del poleč (pollo in friulano) è oramai finita, con le galline americane, è un’altra storia. Tutto incominciò da un’escursione di mia sorella e mio padre alla Sagra degli Osei di Sacile. La contrattazione tra i due tra il prendere un pony o dei fenicotteri (non ridere troppo, è vero) si concluse, fortunatamente, con l’acquisto di una coppia di polli: Sole e Luna.

Sole e Luna erano dei signori polli, avrebbero fatto impallidere Giulietta e Romeo. Perchè? Erano indivisibili ed il destino lo provò. Sole aspettava sempre Luna per mangiare. Mia sorella lanciava il cibo, Sole accorreva ma non beccava, prima doveva arrivare Luna. Poi, Luna si mise a covare con nostra estrema sorpresa. Cova che ti cova, con costanza e dediizione, uscirono i nostri primi pulcini.

Ci vorrebbe Fiorella, mia sorella, per ricordare il nome di tutti e sette i pulcini. Negli annali è rimasto Calimero, erano piccolo e nero 🙂 e aveva anche un problema ad una zampetta. Ma Fiorella si prese cura di lui, lo difendeva dagli altri quando era ora di mangiare, lo imbeccava e crebbe sano e forte.

Dopo varie cove e vari  pulcini, Luna all’ennesima cova decise di interromperla e volare via…dai vicini, giusto un volo oltre la siepe. Ahimè i cani non gradirono la cosa. E mia sorella corse a casa piangente e disperata. Il giorno dopo eccola che me la vedo ricorrere piangente. “Cosa è successo?” “Sole…Sole è morto”. Diagnosi: crepacuore. Indivisibili.

Da lì la nidiata è cresciuta, forse in maniera casuale ed incontrollato. Non abbiamo mai avuto il cuore di ucciderli. Abbiamo sempre fatto fare alla natura il suo corso. Ad un certo punto i miei genitori erano sul punto di registrarli in Comune come animali di compagnia, giusto per capire il rapporto che c’è con loro.

Di loro usiamo solo le uova, uova che producono a seconda della stagione. Con alti, basti e altissimi. Ci sono momenti in cui mia madre non sa proprio a chi regalare le uova. Sono polli d’aia, aia coperta e aia all’aria aperta. C’è persino un clan di polli che ora vive anche di dorme sul nocciolo che cresce in una parte dell’aia. Più ruspanti, liberi e felici di così!


10 Comments

  1. che bella ricetta! non ho i polli ruspanti ma qualche buon pollo per Natale lo riesco a trovare 🙂

  2. rossdibi says

    @Ely Chiedi pollo italiano allevato come merita!
    @Eleonora Anche tua nonna voleva registrare i polli come animali domestici? 🙂

  3. Pingback: Vita da precisina » Conosco i miei Polli: il contest etico! :))

  4. Pingback: Vita da precisina » Conosco i miei polli: il vincitore! :))

  5. ma brava!!!!! questo racconto mi f tanto pensare anche ai miei polli 🙂
    anche da mia nonna in Emilia c’è una piccola fattoria con tanti polli
    quanto cose abbiamo in comune Rossella!
    bacio
    sonia

  6. rossdibi says

    @Sonia e pensa senza Internet non lo avremmo mai saputo. Sono in fase iperottimista dopo il premio 🙂

  7. Valeria Cacciato says

    Bellissimo racconto!
    Scritto in maniera egregia,. Ho adorato quelle frasi incalzanti, ritmate da una punteggiatura serrata.
    Grazie Rosella, stamattina ho capito una cosa che non avrei ma detto…non è vero che non mi piace leggere!!! Non mi piace lo stile degli scrittori a cui mi sono avvicinata, motivo per cui da sempre leggo “a saltare” andando a cercare il senso del discorso, MAI per il gusto di leggere.
    Il tuo stile invece mi ha appassionato, ho apprezzato ogni dettaglio, mi sembrava di vedere le scene di ciò che descrivevi!
    Meraviglioso!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *