Vino
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9 Franciacorta e mezzo

Forse il titolo è un po’ allusivo, ma la serata di giovedì non si può sintetizzare che così. Non perchè sia stata una serata hard da 9 settimane e mezzo (magari 🙂  ). E’ stata una Bella serata, di una bellezza non speciale ma rigenerante. Ho goduto di Roma come non accadeva da tempo nella passeggiata post …

… port 9 Franciacorta e mezzo.
E sì, c’era la degustazione di Franciacorta al St. Regis Grand Hotel. Nonostante la batteria del motorino avesse deciso di morire, nonostante la stanchezza del lavoro, noi (io e la Cavia) e amici siamo andati. E meno male.

Finalmente ho cominciato a capire il Franciacorta. A capirlo a mio modo, al di là anche dei consigli fidati e affidabili di Hande, ossia di Vino Roma.

Andiamo alla scoperta dei Franciacorta. Non aspettarti però un resoconto professionale. Questi sono i ricordi di una bevitrice qualsiasi, che, ammetto anche questo, non si aspettava nulla di che dalla serata. Unico obbligo che mi ero imposta era di assaggiare i vini, pardon i Franciacorta, di @UcciB.

Prima però mi sono informata meglio su cosa sia un Franciacorta e che tipi di Franciacorta ci sono. Le uve coinvolte sono quelle di Chardonnay e/o Pinot bianco e/o Pinot nero. La fermentazione dura almeo 25 mesi, di cui 18 a contatto coi lieviti (e questo mi ha aiutato a capire che quel sentore che io blasfemamente chiamavo formaggio era il lascito, al mio naso, dei lieviti. Anche se il sentore chic da chiarare è di crosta di pane). Le caratteristiche dichiarate sono:

  • perlage finissimo e persistente, quasi cremoso; Evviva l’ho capito
  • colore giallo paglierino carico con riflessi verdognoli; Giovedì variava la carica del giallo
  • sfumato ma deciso profumo di lievito (crosta di pane), accompagnato da delicate note di frutta secca (mandorla, nocciola, fichi secchi) e speziato (chiodi di garofano); Qui è stata più brava la Cavia a cogliere le differenze
  • in bocca una piacevole sapidità e freschezza. Confermo!

Tra l’altro la sequenza di assaggio è molto random anche a causa della gran folla e delle gran chiacchiere con Cavia e amica.
Incominciamo dal primo, ci siam detti. Meno male che un signore ci ha subito indirizzato dal lato giusto.

1 – Antica Fratta. Franciacorta Satén

2- Ca’ del Bosco, per istigazione della Cavia che ama molto questa etichetta. Stavolta però abbiamo provato il Dosage Zéro Millesimato

3- La Montina. “Vai dalla sommelier giapponesina” mi ha detto la Cavia in modo non politicamente corretto. Io gli ho dato ragione e ho scelto il Millesimato 2006 Brut. Nella mia più completa ignoranza ho colto la differenza rispetto ai Satèn precedenti fin dal naso. Aveva un profumo più docile.

4- La Montina. Ancora, ma stavolta Argents Satén. Ricordo la famosa sensazione di setosità. Direi quasi che da questi due vini ho cominciato ad andare oltre la percezione che associavo, quasi incosapevolmente, ai vini con le bollicine. Anche perchè questi erano Franciacorta. Insomma, da qui ho cominciato ad imparare.

5- Il Mosnel. Attratta e non solo dalla presenza di @UcciB, son rimasta a fine sala a degustare prima un po’ di Brut

6- Il Mosnel. …e poi, spero di non sbagliarmi, e un Satèn. L’incertezza c’è anche perchè stavo spiegando nel frattempo la storia del Ramandolo alla Cavia.

7-Mirabella. Un Rosè. La Cavia si era già deliziata coi Rosè, mentre io li avevo disdegnati finora.

8- Ricci Curbastro su suggerimento di Concy il Demi Sec. Qui ho colto come la scelta del Franciacorta rispettasse in qualche modo lo stato d’anima dell’amica. Alla ricerca di certezze e sicurezze per la sorella secondo me ha scelto e suggerito un vino che rifletteva queste esigenze inconscie.

9- Guido Berlucchi, c’era anche lui, perchè non assaggiarlo

9 e mezzo- “Cavia, ma cosa stai bevendo ora?”…Azienda Agricola Fratelli Berlucchi nella veste di Brut Rosè

E poi via a piedi su Via Nazionale, non barcollando, ma assaporando i colori e le luci serale a parlare di tante cose non importanti, ma piacevoli. E con qualche lampo di romanticismo. Si passeggiava languidamente senza chiedere di meglio dalla vita. Il silenzio incomiciava a farsi vivo, le luci a sfuocarsi nel buio della notte cittadina, le chiacchiere altrui ad attutirsi ed in lontanza le antichità di Roma a farsi vive. Una Bella serata veramente.

6 Comments

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  2. questo è parlare di vino…un modo vero e sincero, trasmettere la propria esperienza, uno dei post più interessanti sulle bollicine che abbia letto quest’anno e bella la descrizione della passeggiata nella sera di Roma che da sola vale di più di un cartellone gigante di pubblicità davanti al Colosseo (meditate produttori di Franciacorta…)

  3. Mi fa piacere che tu abbia apprezzato i Franciacorta e la serata romana che era veramente fantastica, confermo.
    Però non ci siamo conosciute, peccato!
    La prossima volta, spero…
    Ci sarà un’altra degustazione di Franciacorta il 26 novembre al Cavalieri, organizzata dall’AIS.
    A presto,
    Lucia aka UcciB

  4. Questo racconto vale molto più di mille degustazioni tecniche e tecnicistiche. Perchè c’è il vino ma soprattutto c’è l’emozione vera di chi assaggia. Che alla fine è la cosa che più conta: emozione allo stato puro quando affermi “senza chiedere nulla di più dalla vita”. Chapeau 🙂

  5. rossdibi says

    @Enofaber @Daniela @Lucia @Vittorio Grazie di cuore.

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