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Ospiti a Roma, tra tavola e turismo

Ossia cosa fare se capita una giovane americana nella tua città e tu hai il compito di aiutarla a conoscere Roma e l’Italia? Più nel dettagli si è trattato della nipote americana ventiduenne del marito tedesco della tua amica rumena che hai conosciuto quando eri a Milano. In poche e semplici parole era una persona importante per una persona a me molto cara.

Il tempo a disposizione è stato quello del dopolavoro, quindi quello in cui il cibo aveva senso di esserci dato che io ero stanca della giornata e lei pure dopo il tanto camminare. Ecco il mio piano di battaglia:

Giorno #1: Aperitivo

Doveva essere un aperitivo in terrazzo ma guarda tu la sfortuna a Roma pioveva. Ecco allora che ho fatto un supersalto al supermercato e ho organizzato un ricco aperitivo con mortadella a dadini, olive, pomodorini, Parmigiano Reggiano, cartamusica della Sardegna, pizza bianca de Roma, uva rossa, fichi emiele di marrucca (usato anche per far del pane).

Dopo un salvataggio della neo arrivata in Italia a Campo dei Fiori e una passeggiata su Via Giulia, ci siamo ritrovati in casa pronti a scoprire qualcosa dei rispettivi Paesi. A parte il tradizionale “Where are you from?” siamo riusciti a parlare di università, situazione economica, Vaticano, cibo etc.

La serata si è conclusa con una passeggiata tra Piazza Navona, Pantheon, Giolitti quello del gelato 🙂 e Fontana di Trevi.

Giorno #2: cena e passeggiatona

Giocava Italia e USA ai mondiali di pallavolo. La presenza della Cavia era in forse da una certa ora in poi. Quindi subito cena in casa con la classicissima Cacio & Pepe ed  insalata autunnale, poi quel po’ di passeggiata digestiva tra le viuzze di Trastevere e …l’arrampicata al Gianicolo.

I giorni dopo la giovanotta, Sherry, si è permessa di ridere della faticata, tanto da aver temuto una salita del genere anche al Palatino. Cosa che non si è verificata, nonostante le precauzioni delle guida turistica 🙂

Giorno #3: Open Baladin

Con la mia amica Concy l’ho portata all’Open Baladin e lì ci siamo sbizzarriti tra hamburger, fatatine, scrocchette e persino un sorso di Saint Lamvinus. Dopo la lambic cena promuovo l’acidità dovunque 🙂
Ma non contente di Cheese Burger e di un Mojto Burger, abbiamo aspetto ansiose il dolce per poi fare una passeggiatina tra Ghetto, Isola Tiberina e argini del Tevere. La risata finale ce l’ha rubato un artista di strada a Campo dei Fiori.

La serata si è anche caratterizzata per aver imparato la pronuncia di liquorice and hedgehog 🙂

Giorno #4: riposo

Molto magnanimamente abbiamo lasciato la giovanotta in giro per Roma e noi da vecchiarelli non ancora canuti ci siamo buttati sul teatro.

Giorno #5: cena italiana

Ok non è stata una vera e propria cena. Prima un aperitivo in terrazza a suon di Spritz e chiacchiere con fotografie varie. Poi, come si richiesta dell’allegra Sherry, un risotto con pere e gorgonzola, un dolcetto di passaggio (che comparirà nel blog il 18 ottobre per il #nastrorosa day) e un bicchierin di grappa.

E sì, perchè le guide al Colosseo consigliano ai turisti americani di provare il risotto e la grappa. Ovviamente la povera Sherry si è sorbita anche le foto del recente weekend nella distilleria dei fratelli Brunello. Nulla capita per caso.

La Cavia ha offerto un’accoglienza senza pari permettendo la visione anche a noi della partita di calcio dell’Italia.

Giorno #6: una pizza ci vuole

“Sherry, hai mangiato una pizza qui a Roma?”
“Sì, vicino ai musei vaticani.”
Avendo capito che non aveva mangiato una vera pizza, l’ho portata in zona Campo dei Fiori per farle mangiare una pizza verace. Anche se il saluto finale, dato il suo apprezzamento, è stato fatto con una birra al molto frequentato Open Baladin.

Prima però, baciati dal sole, una passeggiata tra il Caravaggio romano, a San Luigi ai Francesi e Sant’Agostino, ed uno sguardo all’Ara Pacis con annesse domande su chi fossero i personaggi che l’attorniavano. Poi una meritata pausa con il ricco capuccino del Canova Tadolini a via del Babuino. Prima di approdare ai Spanish Steps una traversata languida e rilassata su via Margutta ha avuto un suo perché. Parlocchiando dello sfarzo dei negozi di via Condotti, ci siamo concessi una fuga dalla folla su via Frattina per giungere a Campo Marzio e darci l’appuntamento serale.

Ora non ci rimane che andare in Virginia 🙂

8 Comments

  1. lauretta says

    quanto mi piace roma!!! a sentirti raccontare di questa meravigliosa città mi piange il cuore…forse dovrei cercare un lavoro lì e far su RAN E BARAN (come si dice in dialetto pavese) e cambiare indirizzo!!! che meraviglia…per me è veramente CAPUT MUNDI!

  2. rossdibi says

    @Lauretta Io l’ho fatto il Ran e Baran dopo otto mesi a Milano, il problema ora è che non vorrei muovermi più da qua 🙂

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  4. eLENA says

    ah l’aperitivo in terrazza … a rivederci cari amici 🙂
    noonstante ci sia il sole … qui fa già freddo da giubbotto … mannaggia …

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