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Blog Action Day: l’acqua e la sua poesia

Oggi è il Blog Action Day, quel giorno in cui tutti molti blog  decidono di scrivere attorno ad un comune tema. Quest’anno il tema del Blog Action Day è l’acqua. Ci è stato insegnato che la vita sulla terra c’è grazie all’acqua, ci è stato insegnato che non sopravviviamo senza l’acqua, ma il capriccio o l’evoluzione ci hanno portato a renderla una risorsa scarsa. Oggi da tanti blog potrai imparare quanti litri di acqua ci vogliono per produrre ad esempio un sacchetto di patatine (184 litri) o un hambuger (ben 2400).
Ma io ho scelto di scrivere dell’importanza dell’acqua facendoti scoprire che anche il semplice gesto di bollirla è poesia. Perchè oltre la paure sulla carenza dell’acqua bisogna capire anche la sua bellezza.
Mi sono affidata a una sicurezza: ho rubato le parole a M.F.K. Fisher e a quello che scrisse nel 1942. In How to Cook a Wolf (Come cuocere un lupo) vi è un capitolo da un titolo per originale: How to boil water.

Ecco una mia personale traduzione in italiano di parte di:

Come bollire l’acqua

Durante la mia fanciulezza c’era una sorta di figura semi apocrifa che non sapeva neppure bollire l’acqua. Non ricordo più chi fosse. Probabilmente una ragazza del Sud (ndt degli USA) che frequentò la scuola insieme a mia madre.

“Oh” solema osservare mia madre assumendo con la testa un’atteggiamento tra l’irritato e l’invidioso “Oh, non sapeva neppure bollire l’acqua” aggiungendo subito dopo “…prima che si sposasse”.

A lungo ho creduto che la magia della vita matrimoniale fosse legata ad una sorta di saggezza e di conoscenza mistica che si creava da sè dal momento in cui la fede veniva infilata e che poi si irradiasse a tutta la vita della sposina, così da imparare per magia persino come si bollisse l’acqua.

Adesso la penso diversamente. Ora credo che poco donne, del Sud o meno, vergini o meno, non acquisiscano mai coscienza di come si debba versare l’acqua in un pentolino e bollirla. Ma quando bolle l’acqua? Ossia, quando l’acqua diventa acqua?

L’acqua è l’acqua, dice Webster, quando è incolore, inodore, un fluido trasparente, formato da due unità di idrogeno e una di ossigeno. Può essere anche acqua piovana o di mare ed essere persino splendente. L’acqua…intendo dire quella che le donne del Sud fanno bollire è quella chiara e buona che esce dal rubinetto, o nel caso delle più fortunate quella di una sorgente o di un pozzo. Questa è la migliore acqua per cuocere i lupi.

M.F.K. Fisher in cucina, se clicca sull'immagine vai ad un articolo di Gourmet su di lei

Quando bolle l’acqua? Si può dire senza problemi e senza incontrare tante critiche, che l’acqua bolle quando raggiunge i 100°C. Io stessa direi che bolle quando le bolle si susseguono freneticamente e sembra giunto il momento di toglierla dal fuoco. In questo stadio fa un rumore deciso non un mormorio che accompagna il vapore. [Un’amica delle mie abituata al samovar conosce solo un modo per descrivere l’acqua ideale per il tè: “Un bollore pazzo”. Con la stessa decisione lei accetta solo tazze di tè veramente calde o meglio, come dice lei, “calde-calde-calde”. “Calde-calde-calde” va pronunciato come se fosse una parola sola, quasi un monosillabo, perchè solo così lascia trasparire una sorta di eccitamento intenso con cui l’amica descrivere il bollore dell’acqua].

A questo punto di completo rumoreggiare e furore, l’acqua può essere utilizzata, premesso però che sia preparata in un recipiente pulito e sempre che la tua finalità non sia una mera curiosità scientifica sul bollore. Molte delle persone che conosco, sposate e non, non credo pensino che vi sia un momento esatto in cui l’acqua bolla e che poi, superato tale punto, l’acqua sia quasi da buttare, come invece accade per una bistecca bruciata o un crepe suzette cotta troppa.

La vecchia pittorisca immagine del bricco fumante tutti i giorni e dell’attesa di un tè delizioso diventa un ricordo quasi critico per tutti coloro che si siano mai trovati di fronte al dilemma se il tè che verrà servito sarà fatto con acqua pura e vera o con un liquido che le assomiglia a quello banale, insapore della definizione di Webster. [Dimenticavo di annotare che l’altitudine incide non solo sulla velocità con cui si raggiunge il bollore dell’acqua, ma anche sul rumore dell’acqua bollente. Sembra che ci sia più fragore, lassù in alto].”

Libera ed imperfetta traduzione di parte di How to boil water, nella versione di Art of Eating, 1990, M Papermac.

Se oltre a bollirla l’acqua, vuol anche imparare ed aiutare a conservarla o farla arrivare dove già scarseggia, qui trovi una bella lista di organizzazioni che operano a livello internazionale.

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