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Vini e risate di fine estate

Credevo di andare all‘Incannucciata ad una degustazione svuota cantina di Andrea di Percorsi di Vino come successe quasi due mesi fa. Il quadernetto per gli appunti c’era, la penna pure e persino la macchina fotografica. La compagnia era di gente che si credeva seria, da Daniela Senza Panna ancora giovane, Elisa con la Kitty Kitchen, Fabio e pure un intrufolato come Vincenzo.

Ed invece…Invece, è successo che … Ma posso dirlo?

Invece, è stata una serata travolgente. Non una di quelle da dire semplicemente gradevole. Una serata però difficile da raccontare a chi vorrebbe solamente avere dritte di cibo e di vino.

Si è cominciato con Cascina Carpini e una Rugiada del Mattino 2007. Piacevole, ma la versione Rugiada del Mattino 2008 da ignorante-curiosa mi ha convinta decisamente di più. Un giudizio forse influenzato anche dai racconti “carpiniani” di Daniela e Andrea, da cui traspariva un amore per i vigneti quasi viscerale.

Ma le chiacchiere non sono state lasciate a sè. Del baccalà mantecato è arrivato in tavola e almeno tre macchine fotografiche sono apparse, così pure i primi suggerimenti dati alla sottoscritta di Vincenzo.

Poi le Melanzane alla Parmigiana di Dino hanno lasciato incantati obiettivi e degustatori 🙂 Nell’apparenza e nella consistenza non erano le semplici melanzane della mamma. Non saprei dire se mi ha conquistato di più la consistenza, l’equilibrio dei sapori o semplicemente la salsa di pomodoro.

Intanto della Ribolla Gialla di Torre Rosazza ha fatto il giro dei calici. Ribolla che è durata fino al risotto di funghi, se vogliamo semplificare così il primo piatto. Qualcuno, anzi qualcuna, ha avuto da ridere al maestro Andrea sull’abbinamento. Ma le disquisizioni sono state placate da una decisa e convincente nota tecnica: “Par de ciufoli”.
Il che la dice lunga sulla piega seria che ha preso ahimè la serata da questo momento in poi 🙂 Così seria che io e Stefania, ogni tanto, ci guardavamo e non trattenevamo le risate.

Eredità, matrimoni, cantine sono state valutati dagli esperti, giusto per garantirsi un futuro nel mondo dorato ed incantato della felicità terrena. Come passatempo, nel frattempo, i più umani al tavolo si sono addentrati nella descrizioni delle 5 etichette di vino peggiori a detta di Andrea su Percorsi di vino.

E poi…poi l’illuminazione gastronomica dell’Incannucciata: il maialino al caffè scorretto. ” Ma ha detto scorretto?” ci siamo chieste reciprocamente io ed Elisa. Ma è bastato quel primo boccone per convincere pure Vincenzo ad unirsi fattivamete alla cena. Ancora una volta il piatto di carne mi ha travolto. Ancora una volta con un solo ingrediente: la qualità. I tasselli del piatto son tra l’altro disponibili in ogni cucina: patate, olio, cipolla. Ah, perchè caffè scorretto. Il nome vuole richiamare la scorretta presenza di un liquore salernitano.
Meno male che ci sarà il bis anche alla Cena delle Porter del 22 settembre 2010 ( Daniela, mercoledì ricorda ihihih ). Cena Porter all’Incannucciata, in zona Prima Porter 🙂

Sul fronte vini hanno cominciato a fare vittime estasiate i vini di Fabio. Chateau de Monthélie 2001 …ah, sì, ancora …

Nonostante che Monthélie mi sembra di aver udito essere una delle zone sfigate della Borgogna, quel vino … Sempre da ignorante, perchè quello ero e quello sono rimasta pur dopo l’altra sera, dicevo da ignorante era come mangiare una bacca sconosciuta e succosa che si rompeva in bocca.

Non di meno effetto è stato il Granato Foradori 1991. L’attenta e meticolosa stappatura è stata presto dimenticata. Un vino deciso anche nella gradazione, a detta di chi (tutti) ha resistito fino alla fine, presunti astemi compresi.

Cosa è successo ancora? A parte il millefoglie (?) finale …

… a parte ciò un fiume di risate in libera uscita e un po’ confuse nella mia memoria. Rimembro ancora risata tra  Michelle Bras , aliporti, fioraie a 8km da Michelle che si trovano nel nulla, degustazioni di decaffeinato non meglio specificate. Nella confusione ho colto anche un dilemma amletico se sia più sexy Cerilli o Cassano.  Meno male che poi Mega Nerdoni ci hanno chiarito le origini etimologiche della tendenza del food no stop.

Dulcis in fondo: Tanti Auguri a Daniela. La mezzanotte è scattata e una bottiglia di champagne è stata stappata.

Festeggiata o felice o ubriaca. Tu che dici?

PS Si ringrazia anche chi ci ha inviato alla notizia dei vini assaggiati un sms sincero. Riporto le testuali parole: Mortacci vostri 🙂

11 Comments

  1. Grande Rossella, hai perfettamente centrato il tema della cena: chiacchere e sorrisi intorno al buon vino e alla grande cucina di Dino.
    Un appuntamento da ripetere ed estendere.

    Grazie

  2. rossdibi says

    @Andrea Stavolta però tutte le curve sono state prese dal verso giusto 🙂

  3. Pingback: Vini e risate di fine estate

  4. Carina la cronaca della serata, sempre molto minuziosa (in stile rossella insomma)… Ma secondo me ci vuole ben altro per far ubriacare Daniela! Che dite una volta vogliamo cimentarci nell’ardua impresa?!?! :))

  5. Ottimo racconto e gran bella compagnia osservo ! Mi fate venire una gran voglia di partire per Roma.. col baule pieno s’intende :-)))

    Grazie per aver scelto fra tutte anche due simpatiche bottiglie di Rugiada del Mattino e lieto che vi siano state compagne di ventura !

    A presto !
    Paolo

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