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Rivediamo la cucina romana con le blogger

Ecco l’idea di Eleonora Giglio per raccogliere nuovamente blogger da  A tavola con lo chef a Roma.

Idea che per me è stata un’inaspettato regalo di compleanno e anche una nuova occasione per imparare e sorridere di più. Così è accaduto lunedì 24 maggio. Blogger romani, Eleonora, lo chef Antonio Chiappini del Lounge Beach Restaurant di Ostia ed Emilio si sono ritrovati nel tardo pomeriggio in una cucina attrezzatissima, in una scuola di cucina che anche stavolta mi ha trasmesso un’idea di famiglia e di professionalità insieme.

Le ricette da cui si è preso spunto per sporcarsi le mani sono state:

  • Tonnarello cacio e pepe alle pere con spuma di carbonara affumicata
  • Raviolo di sfoglia di patate ripieno di pecorino alle vinacce con matricianella all’aceto balsamico
  • Bucatino alla gricia con carciofi alla romana e chips
  • Tortello verde alla ricotta con sugo di coda alla vaccinara e porcini

Segreti? Pettegolezzi? Dettagli?
Intanto incomincio a darteli. Partendo dalle note a margine di pagina 🙂

Olio al rosmarino: Semplice, a sentire Antonio, basta mettere il rosmarino in olio a 70°C per circa mezzora ed ecco fatto!

Tostare la frutta secca: Si può fare in padella o nel forno, con preferenza per il forno secondo Antonio. Va cotta a massimo 140°C finchè la frutta comincia a sudare esternamente.

Pepe per la cacio e pepe: Meglio tostare il pepe in padella e poi schiacciarlo sul mortaio. Uhm, un’idea ganza per cena da rendere speciale con poco.

Pecorino romano: Credevo di conoscerlo, invece…Invece, il vero Pecorino Romano non è nè dolce nè salato. Ora chi lo produce? Secondo Antonio, il vero pecorino romano ora è prodotto solo da Lopez e Brunelli. A Roma si può trovare da DOL a Centocelle, dove c’è anche il Cenerino…della serie devo trovare una scusa per farmi portare là dalla Cavia:) o consulto atacmobile 🙂

Sifone: Come usarlo? Va riempito fino a massimo 3/4 della sua capacità, poi si mette la “fialetta”, una o due fiale a seconda di come si sente il composto dentro quando si muove il sifone.

Differenza tra brasato e sfufato? Nel brasato prima si rosola la carne e poi si aggiungono i liquidi, nello stufato invece prima va il liquido e poi la carne.

Matriciana o Amatriciana? Ah qual è la vera differenza? La Matriciana prende il nome dal guanciale che arrivava a Roma e su cui veniva apposta la matrice del Papa e non prevede l’uso di cipolla. Mentre Amatriciana si rifà all’uso di Amatrice, paese del Lazio. Una differenze è anche nell’uso del pepe o del peperoncino, ove il peperoncino è più tipico dell’entroterra laziale.

Sfoglia alla via cortese: Ammetto di aver sentito questo termine lunedì. Ci si riferisce alla pasta sfoglia fatta coi soli tuorli d’uovo, tipica del Piemonte, e che viene consigliata per fare le sfoglie sottili.

Altro?

Scriverò a breve di come “si capano” i carciofi, mentre per la pasta verde fatta col basilico ti rimando tranquillamente al bel post di Jajo, blogger uomo presente alla serata.

Mentre la lista completa dei blogger presenti è:

A Bagnomaria, in carne ed ossa Tania

Viaggi, cucina e …io, di tal Jajo 🙂

Pane al pane e vino al vino dell’inarrestabile Antonella

Un cassetto pieno di sogni, di Nicla

Zeppole & Panzerotte, dell’allegra Paola

La cuoca felice, un nome un perchè 🙂

La mora di gelso, non meno vitale ed allegra e da tenere d’occhio anche online

E le rappresentanti delle Girl Geek Romane, preparatissime

Cosa può mancare se non la foto made in Jajo land della “mia torta di compleanno”, sorpresa offerta da A lezione con lo chef.

5 Comments

  1. C’ero anche io quel giorno ed è stato veramente un momento grandioso. Ho seguito i corsi professionali di cucina a “A Tavola con lo Chef”. Antonio Chiappini è stato sicuramente il maestro che mi ha trasmesso più amore per la cucina. Non solo è umile e alla mano, ma è anche uno chef eccezionale.
    Mi ha fatto piacere conoscerti! Complimenti per il blog, molto interessante.
    A presto,
    Alessandra

  2. rossdibi says

    @Alessandra Avevo notato la tenuta più che professionale 🙂 e la simpatia da foodie in gamba

  3. Un articolo interessante visto che oggi la cucina romana è talmente diffusa che molto spesso si rischia di perdere alcuni particolari che fanno la differenza

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