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Monsieur Dino de Bellis e Madame La Blanche

A Roma non ci annoia mai, ancora più difficilmente a tavola. Però a volte c’è voglia di qualcosa di diverso, che so di andare ad una cena all’Antica Osteria L’Incannucciata con “Monsieur Dino de Bellis e Madame La Blanche”. Se poi capiti al tavolo dei foodblog, la completezza dell’esperienza è assicurata.

Ecco passo per passo il menù della serata, con qualche appunto su piatti e birra…sì, perchè il menù era attorno a La Blanche.

La Blanche che ho sentito più spesso nominare è stato il primo assaggio della serata: la Blanche di Namur. Paolo Mazzola ci ha fatto notare l’aderanza della schiuma al bicchiere (basta girarlo in posizione inclinata), poi ci ha fatto cogliere gli aromi agrumati, la presenza del lievito e la tona finale pepata. Sul tavolo erano presenti anche degli spicchi di limone, che secondo la tradizione vanno messi nel bicchiere per meglio assaporare la Blanche di Namur. Di fatto, dopo un po’ l’aroma del limone ha come, secondo me, livellato gli altri sentori. Non era come bere una limonata, ma di sicuro la personalità della birra ne veniva come sminuita. Ma ovviamente tutte le tradizioni vanno provate e adattate a sè. Quindi non limone nella mia prossima Namur.

E dopo questo special guest birraio, via col menù ufficiale.

Menù

Piccoli panzerotti con bufala e pomodorini su latte di burrata e capesante
con Panada del birrificio Troll

Birra piemontese dall’odore più carico rispetto alla Blanche di Namur, con sentori di miele, camomilla e fiori.
Il piatto uno dei miei preferiti della serata. Servito non bollente: buona idea. La bufala faceva galleggiale il panzerotto e ne dava un sapore ancora più fresco.

Moules frites
con Isaac Birrificio Baladin

Eccezionali. Moules frites diverse dalle solite che si trovano in Belgio. Le patate non erano semplici patatini fritte, ma patate viola, che come Enrico giustamente ricordava, sono originarie del Perù. Il nome vero però dovrebbe essere Mayan Queen.  Sembra anche se l’Irlanda del Nord punti su questa regina per ravvivare il menù locale e le hanno dato pure un altro nome per evitare diatribe di successione 🙂 : Purple Jewel.
A parte la storia, il burro con aglio e prezzemolo e la bontà delle Moules erano incantevoli. La birra Isaac si è notato essere limpida a seguito del filtraggio cui è sottoposta. Il suo ciclo di vita è relativamente breve: 6-8 mesi.

Risotto con porro bruciato, vongole, arancia e erbe aromatiche
con Troublette Birrificio Caracole

Qui Dino mi ha aperto una porta: fare il risotto di porri, anche tanti porri (in questo caso sette), aggiungendo l’arancia verso la fine per smorzare l’aroma di porro. Essendo il risotto il primo piatto che ho imparato a fare da me in pre-fase foodies, essendo io del nord, non posso che tentare questo trucco anche a casa.
Della birra ho apprezzato il “corredo aromatico dove si sentivano leggermente i chiodi di garofano”, testuali parole di Paolo.

Trancio di baccalà laccato allo zenzero su gazpacho profumato
con Blanche des Honnelles Abbaye de Rocs

Questo per la cronaca era il piatto che mia sorella, per telefono, aveva pronosticato ottimo. Nulla da obiettare dato che è molto piaciuto a taluni ed esperti invitati. Io sono ignorante in fatto di baccalà, ma quel gazpacho da cuoca a tempo perso mi ha incuriosito.
La Blanche abbinata era una delle più corpose della serata (6%)…e poi non riesco a leggere gli appunti. Che fossi già un po’ brilla? 🙂

Strudel di arance e rabarbaro
con Ambrosia Birrificio Toccalmatto

Ah, il must che volevo provare. Amando lo strudel e avendo il rabarbaro nella lista degli ingredienti da provare nella mia cucina, ero curiosa. Mi ha stupito la dimensione delle fette di arancia, che però è stata vincente nell’abbinamento con la birra. L’Ambrosia bevuta dopo i primi bocconi si arricchiva, come, di un carattere in più o forse l’arancia mi ha aiutata a sentire altri aromi. Il rabarbaro, invece, era presente in verse di marmellata home made. L’arancia serviva a smorzare anche la sua eccessiva dolcezza.
Anche la birra aveva il suo segreto: il luppolo le viene aggiunto negli ultimi 15 minuti di cottura, all’inizio del raffredamento. Ha sentori floreali, di erica e di gelsomino.

Finito? Macchè, come la Cavia sa all’offerta di grappa io non dico mai di no, tanto non guidavo io (grazie Max).

Per i spettegulez della serata, il post su Cosa piace a Belèn è già online.

Infine, i dettagli tecnici per i più curiosi:

Costo della serata 40 Euro

Antica Osteria L’Incannucciata, Via della Giustiniana 5, Roma
Evento in collaborazione con Paolo Mazzola
Osteria 06/45424282

8 Comments

  1. Interessante l’idea di dedicare una intera cena di abbinamenti ad uno stile solo. Purtroppo di quelle proposte conosco solo la prima e l’ultima. Continuo ad avere forti dubbi sulla fetta di limone, ma complimenti all’idea e alla realizzazione, i piatti da qui sembrano ottimi 😉
    Bel report!

  2. Brava Rossella, ottimo resoconto.
    La serata è stata davvero piacevole!
    Metterò presto le mie foto. Oggi ho appena pubblicato la guida dle GamberoRosso.
    🙂

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