Birra
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Guinness inside

La scorsa settimana mi è capitato di dover andare a Dublino per lavoro. Nonostante il lavoro e in parte grazie a lui (ogni tanto è utile 🙂 ) sono potuta andare alla Guinness StoreHouse per una cena di gala. I partecipanti ad un serioso convegno si sono riversati di sera nella casa di una delle birre più famose al mondo.

Ero partita con grandi aspettative. Avevo sentito parlare dei due piani dove veniva spiegato come viene fatta la Guinness. Avevo sentito parlare che in Irlanda la Guinness è diversa. E conoscendo la Guinness da pub italiano, ma anche avendo assaggiato la Guinness export con quella sua anima cioccolatosa…beh avevo grandi aspettative.

Come è stato?

Mumble mumble…mi è sembrata una sorta di basic Disneyland della birra. Avendo giocato col kit della birra e letto alcuni testi sulla birra, i primi piani non aggiungono niente di che. Manca, poi e secondo me, il tocco personale. Una visita in qualsiasi microbirrificio me la immagino molto più interessante. Avrei voluto trovare una personalizzazione ed interattività maggiore. Però vedere il luppolo, quel simil fiore che tante cose buone può fare :), ha avuto il suo fascino.

Bella la vista della città. Con una collega-amica mi sono divertita a verificare che tutto quello indicato nella guida consegnata all’entrata del mondo Guinness fosse effettivamente visibile. C’è tutto, peccato solo che la casa di Bram Stoker non si riesca a capire nella mappa visiva qual è.

Certo, che a vedendo la città dall’alto col cielo plumbeo, non aspettavo di vedere altro che Bono col giubbotto in pelle nero. Nelle 48 ore dublinesi non ho intravisto un raggio di sole e i video di quell’epoca U2 sono perfetti per descrivere il clima locale.

Ma tornando al mondo Guinness, la cena era buona. Ho gradito soprattutto la carne rosolata nella birra e la mousse di cioccolato e Guinness (impalpabile, ben fatta).

E dulcis in fundus, ho spillato della Guinness. C’è un attestato a comprovare che ” Rossella has crafted The Perfect Pint of Guinness“. Perfect è una parola grossa. La spillatura è stata fatta in due tempi, come da ricetta dell’omino che stava alla pinta.

1 – Prima con bicchiere inclinato e muovendo verso di sè la leva della spillatrice, si riempie il bicchiere fin dove inizia la scritta Guinness.

2- Poi si mette verticale il bicchiere  e si spilla ancora un po’.

3- Si aspetta alcuni minuti per dare al gas la possibilità di salire.

4- Si torna alla spillatrice, ma stavolta a bicchiere dritto si muove la leva verso l’interno e si riempie a filo il bicchiere.

5- Aspettare nuovamente alcuni minuti.

6- Bere 🙂 … una Guinness come la si trova in Italia. O spiegami la differenza.

La sala degli eventi dentro la Guinness StoreHouse...ovviamente musica irlandese per gli ospiti internazionali

 

3 Comments

  1. La Storehouse è carina ma appunto, molto turistica. E poi ti hanno dato l’attestato, eh. Sono contento che si sia mangiato bene. Durante la mia breve permanenza ho mangiato praticamente solo nei pub, eheh.
    Io attendo il report del resto di Dublino 😛

  2. Pingback: Guinness inside

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