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Fatti pescare dalla parte giusta

Scegli la legalità !

Che cosa sarà mai, mi son detta aprendo Scatti di Gusto. Avevo orecchiato qualcosa al telegiornale qualche giorno prima e mi ero, da donna del nord e della pianura trapianta a Roma, incantata a vedere la pesca delle telline fai da te, sul litorale romano.

Ma Scatti di Gusto, assieme a Gennarino, Lost in Kitchen e Tzatizikiacolazione, mi hanno riportato al dovere. Una foodblogger deve pur sapere da dove vengono i suoi ingredienti e deve sapere che cosa mangia, come chiunque (attento, parlo anche con te 🙂 ).

Regolamento del Mediterraneo

Ecco allora che ho scoperto che secondo il Regolamento del Meditteraneo dal 1 giugno 2010 è vietata la pesca di bianchetti, lattarini, rossetti, calamaretti, telline, cannolicchi, seppie.
Ma attenzione, il trucco non c’è, ma c’è stato, prima dell’attuale divieto, un lungo periodo di transizione e deroga cominciato dal 2006, durante il quale pochi si son mossi per difendere i piatti tipici e una pesca più responsabile o ragionata. Dico pochi, perchè per quel conosco l’Italia c’è sempre qualcuno che si muove in tempo, ma rimane inascoltato finchè arriva la scadenza ufficiale: 1 giugno 2010.

Le parti in gioco

Certo la tradizione culinaria ha il suo valore. Come si vive senza un piatto di vongole veraci?
Certo mangiare le seppie del Mediterraneo suona meglio del mangiare le seppie orientali. Ma che ne è del nostro mare, quel Mediterraneo tanto osannato?

Cosa ne sarà dei pescatori?

Ma il Regolamento del Mediterraneo è ispirato solo ad un problema: salvaguardare il sistema marino.

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Come fa notare Scatti di Gusto: …l’obiettivo è ridurre la pesca degli stock (leggasi pesci) sovrasfruttati e ricostituire gli stock depauperati. Il Mediterraneo è a forte rischio se si pensa che delle 16 specie monitorate (su 102 candidate ed escludendo il tonno) sono stati individuati 42 stock biologici (e di altri 18 si ignora la pressione di pesca) per individuare i limiti di sicurezza. Risultato: il 60% è fuori dai limiti. Dei 46 stock per i quali è stato possibile valutare il sovrasfruttamento in termini di rendimento massimo sostenibile, il 54% era stato sottoposto ad eccessivo sfruttamento…

E’ così banalmente dei blogger si sono attivati per ricordare che quando andremo al ristorante bisogna fare attenzione a quello che ci viene servito. Ossia, fatti pescare dalla parte giusta.

Gli altri mari

A corollario di questo, segnalo che l’attenzione al sistema marino non è solo mediterranea. Nell’organizzatissimo mondo nord-americano c’è un fior fiore di siti web e campagne informative sulla sostenibilità della pesca. Lì la discussione non è solo tra le grandi capocce e non è solo fatto in termini tecnici. Vi sono siti che consigliano quali pesci comprare o ordinare e propongono anche “pesci alternativi” per cucinare. Ci sono anche depliant scaricabili sul rischio di estinzione dei pesci che si cucinano. Così per sapere se quello che si cucina non ammazza i mari o se è un pesce a rischio moderato o alto di estinzione, data la nostra fame. Ma ci sono siti che forniscono anche l’elenco dei pesci con livelli di pescaccio adeguati per una loro sopravvivenza a medio/lungo termine.

E tu come vuoi farti pescare ?

( per i patiti di Facebook, c’è pure il gruppo italiano di Fatti pescare dalla parte giusta)

3 Comments

  1. Pingback: Fatti pescare dalla parte giusta

  2. Ross, è molto interessante il tuo post, da foodblogger responsabile ed attenta ad ogni cosa!
    Un bacione, buona giornata!

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