Pane e lievitati
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Pane con farina di mais

Ancora pane? Ancora lievito madre? Su su un po’ di pazienza, capiscimi. Sto scoprendo un mondo a me nuovo 🙂

Ne parlo talmente tante di queste cose che l’amica di una vita, Laura, quando sono andata a Udine (vedasi il post sul Ramandolo) si è presentata all’aperitivo di rito a base di Spritz, con ben 2 kg di farina di mais provenienti da un mulino della zona.

Non ho potuto che omaggiare tale omaggio 🙂 con un piccolo lascito di farina alla mia mamma, una polenta a Roma e …indovina? Un pane cafone fatto con la farina di mais incriminata.

Risultato? Beh allora non mi segui proprio 🙂 E’ venuto un pane stupefacente, nel senso che è più che piaciuto a tutti. Lo so non bisogna auto-glorificarsi, ma se ti dico che la Cavia è venuta a letto all’una di notte con un boccone di pane per sè e un “E’ veramente buono il pane” per me, direi che stavolta ha senso esaltare tale pane.

Da cuoca casalinga posso dire che mi è piaciuta la lavorazione del pane, perchè la farina ha sprigionato un odore per me ancestrale. Mischiando, infatti, la farina di mais con l’acqua calda, per farorirne la lievitazione, ho sentito un profumo conosciuto anche se perso nel tempo. Ho ripensando a quando giovanotta assistevo, più moralmente che materialmente, il nonno Bepi nella fase di macinazione del granoturco. Ho rivissuto quel profumo. Ho rivisto la “famosa” stanza delle farine, ho rivisto il blu dei pantoloni da lavoro del nonno, l’alone di farina che aleggiava nell’aria…Erano altri tempi, altri vita e affetti sempre vivi. Non sarò mai grata abbastanza a chi mi ha fatto vivere una fanciulezza tra i campi, tra quei colori, sapori e affetti, anche se rudi comunque Veri.

Ma a te, più che forse, interessa la ricetta.

Pane cafone con farina di mais

Ingredienti

300 gr di farina di mais gialla e bianca, mischiate

300 gr di farina 0 bio (+70 gr circa durante la lavorazione)

200 gr di lievito madre

420 gr di acqua

20 gr sale (ho aumentato il sale rispetto al solito)

1 cucchiaino di miele

Qui si comincia scaldando l’acqua, finchè compaiono le prime bollicine. Poi si mescola la farina di mais con l’acqua calda finchè la temperatura si abbassa e si ottiene una poltiglia profumata che ricorda la polenta. Successivamente, si unisce il lievito madre e la farina 0 e si lavora ben bene aggiungendo farina finchè il composto ha una consistenza morbida ma non appicicaticcia. Nel mentre della lavorazione di unisce il miele e il sale. Io il miele l’ho aggiunto fin dall’inizio.

Fatto questo si prosegue con i riposti e le pieghe come indicato già qui (clicca).

Infine, si cuoce  a 250°C per 20 minuti e a 220°C per 40 minuti come per ogni pane cafone.

E’ ottimo questo pane mangiato da solo o con dello speck e Asiago 🙂 rimasti dallo studel di qualche giorno fa.

E non perdo neanche questa occasione per ricordarti:

10 Comments

  1. stavo proprio cercando una ricetta di questo tipo per far fuori la farina di mais che mi è stata regalata! grazie 🙂

  2. Ciao Ross
    In Portugal this kind of bread is traditional, in some places is made combining wheat flour with yellow corn flour or white corn flour.
    In north they combine white corn flour with rye flour, and it’s absolutly delicious. The inside looks like yours, but the outside they look like mine: http://tertuliadesabores.blogs.sapo.pt/46048.html
    Regards and congratulacions for this bread
    Moira

  3. Da provare… immagino il tocco rustico della farina di mais…ed il sapore… da replicare! brava!

  4. L’amica di una vita ringrazia e dalle tue parole sente sprigionare quello stesso profumo, quel senso di calore familiare e di mistero, perchè quel calore e quei profumi sono radici ed emozioni intense, da sempre. Ricordano un po’ la mia emozione davanti ai vecchi casali, alle case di un tempo che profumano ancora di legna, fuoco e fuliggine; e la polenta vera, quella fatta nel paiolo sul tradizionale spolèrt ha quell’aroma in sè. Profumi d’un tempo solare…grano sotto il sole, erba calda che profuma, cinguettii e le montagne blu a fare da sfondo…casa.

  5. rossdibi says

    Grazie @Cris e @Terry per la fiducia accordata.

    @Laura e domani esce il post sul mulino da cui viene la farina. Tu ne sai qualcosa, vero? 🙂

  6. Carolina Petrucci says

    GRAZIE E ANCORA GRAZIE ,
    la ricetta che cerco da 6 mesi ,prima di Natale mi sono messa giorno e notte a cercare una ricetta di ,”pane di granturco ” come faceva mia mamma ,senza successo ,fino ad ora .
    Adesso lo faccio, e vi daro’ la mia modesta e onesta opinione .

  7. rossdibi says

    @Carolina Attendo il tuo feedback, anche se temo non potrà mai essere buono come quello di tua mamma. Le mamme fanno sempre cose speciali.

  8. mab says

    Ciao,molto attraente..ma..quando entra in scena il LM e in che quantità? 🙂

  9. mab says

    Ok,ritiro tutto,l’ho trovato tra le righe!!Bye,provo a copiarlo,grazie!

  10. rossdibi says

    @mab Grazie di aver notato l’assenza. Ho corretto. Ora vado a sgridare chi ha letto senza notarlo 🙂

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