Pane e lievitati
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Mulini d’Italia: il mulino di Godia di Udine

Non è del Mulino Bianco che si parla qui. Ma di quello strumento che permette e permetteva di produrre farina, in origine sfruttando il lavoro dei muli da cui trae il nome. Esistono i mulini ad acqua, i famosi mulini a vento di Don Chisciotte e non solo,ma pure i mulini  a marea.

Personalmente mi è capitato di vedere un mulino a vento a Damme (vicinissimo a Brugges, in Belgio) ed un mulino ad acqua nei pressi di Ottawa (edificio storico del tardo Ottocento con storie di fantasmi e affini, brr che paura 🙂 ). E poi come dimenticare il decorativo e romantino mulino di Portuguaro in Veneto?!

Da foodblogger, ed in tema di farine, poi non posso non conoscere di fama Il Mulino Marino, ma questo post vuole andare oltre …

Non perchè non ami le farine del Il Mulino Marino, no questo no. Ho ancora nella mente il piacere della sua farina 1 tra le mani.

Ma i mulini così presenti nel passato, così importanti, dove son finiti?

Ho trovato qualche sito che parla dei mulini nelle singole regioni d’Italia, ad esempio nelle Marche o nel Friuli per il mulino di Pantianicco. Ma come dire: e gli altri?

Io comincio col presentare un mulino la cui farina ho usato di recente e che mi è stata donata dalla sempre attenta alle realtà locali del Friuli, Laura. La farina di mais usata per fare del pane, viene dal Mulino di Godia di Udine. E dato che chi se non si vede non si crede, ecco alcune sue foto.

9 Comments

  1. Dei mulini in Friuli so molte cose, diversi ne ho censiti e fotografati negli anni universitarii.è molto bello andar per mulini, è sufficiente una carta Tabacco dove compaiiono con una stellina, o una carta tecnica, che però è più difficile da avere. Nelle valli del Natisone, suggestivo ciò che resta del mulino di Dughe, verso STREGNA, POSTO AI PIEDI DI UNA ANTICA DIGA. A Codroipo il già citato e funzionante Mulino Zoratto che macina ancora. A Rizzolo, Reana del Rojale, Cortale, sono ancora ben visibili i rispettivi mulini, molto suggestivi. A Cercivento in Carnia un mulino splendido che era anche fucina, la farie di Checo se non ricordo male. Ricordo le passeggiate ai tempi dell’università per scorire questi antichi siti, carta alla mano. Lo stupore del ritrovare magari solo una traccia, fra i rovi, poco più che nulla, una macina piegata sulle sue assi, e poche pietre a testimoniare tanto lavoro e tanta vita che non c’è più. La cosa più bella che scoprii sui mulini fu il fatto che erano un luogo di socialità fra paesi e fra tutta la comunità, le persone attendevano anche tutta la giornata il loro turno di macinazione, e allora anche le donne, che solitamente vivevano in casa e a parte la chiesa non avevano altri luoghi di relazione con altre famiglie, potevano incontrarsi in occasione della macinazione.

  2. rossdibi says

    Grazie @Laura.
    Qui urge un altro post, qualcosa ho trovato online sulla storia dei mulini da te citati. Appena posso metto insieme il tutto.

  3. Ho diverso materiale anch’io, foto e notizie soprattutto sui mulini delle valli del Natisone. Nel frattempo sto pensando a un itinerario far le bellezze friulane. é difficile pensare a un itinerario unico. Direi che le Valli del Natisone e una piccola capatina sul monte Kolovrat per contemplare una bella parte di Friuli-Slovenia fino al mare è immancabile, per poi degustare qualcos adi tipico nei diversi agriturismi della zona. Poi, la Val D’Arzino altrettanto imperdibile, con il suo proseguire verso San Francesco, salita a Sella Chianzutan e valico con discesa verso Verzegnis e poi Tolmezzo, e in val d’Arzino come non fermarsi alla tradizionale osteria Lorenzini vicino a Pert, per gustare il radicchio di montagna, formaggi salati deliziosi, formaggio fritto e altre specialità della destra Tagliamento…

  4. Panifico spesso e adopero la farina del mulino Persello di Caporiacco. L’unico mulino che nei sacchetti mette la forza della farina!!!

  5. Andrea G. says

    Ciao, sono di Godia e credetemi che quando sento parlare del nostro mulino, mi sale l’emozione…soprattutto perchè mi ricorda moltissimo gli anni delle elementari nei quali si andava spesso a visitarlo…e si parla del lontano ’88/’89/’90… Comunque brava Laura per aver censito vari mulini, complimenti… 🙂

    Andrea

  6. Pingback: Isola Farnese il borgo medievale ed il mulino ad acqua |

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