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Squero: scoprire Venezia

Non sai cos’è uno Squero? Credi che abbia sbagliato a scrivere?

Non rammaricarti, fino ad un paio di settimane fa neanch’io sapevo cosa fosse uno squero. Finchè…finchè pochi giorni prima di andare a Venezia, un’amica che vive in laguna, LivingInVenice, mi ha proposto un pomeriggioo nello squero dove la sua associazione di vogatrici si riuniva. Come dire, una foodblogger non campa di solo mercato di pesce quando va a Venezia🙂

Lo Squero quindi ha a che vedere con Venezia e la voga. In parole povere e dirette, è il posto dove le gondole vengono restaurate. Quindi ti puoi immaginare un’attività rigogliosa, attiva, dinamica. E no! Illuso come me.

Appena ci ho posto piedi sono entrata in un altro mondo. Dove si trova? Lo squero, in questione, si trova non lontano da …ehm difficile dirlo, non sono di Venezia. Diciamo, che è sulla direttrice pedonale dalla stazione a S.Marco, prima di Rialto :), zona Cannareggio. Tra l’altro la viuzza per accederci non è neppure segnalata su GoogleMap. E’ veramente angusta.

Arrivata, ho visto Nan (tal LivingInVenice) a capo di una tavolata di vogatrice e vogatori vestiti in abiti borghesi. Dopo un po’ ho capito che quella era la sede di Arzanà, altra associazione vogaiola (?? ma si dirà così?). E poi ho capito che il recupero della tradizione vogaiola (?) non  è così on fashion come i non veneziani potrebbe pensare. Mancano i fondi pure per quello. Ma in Italia ci sono fondi sufficienti per qualcosa?!

Le gondole

Eppure davanti a me c’erano pezzi da antiquariato e ancora “vivi”.  Appena ho visto una gondola da fresco, mi son chiesta:”Da fresco?”. Ero talmente curiosa che ho chiesto al massimo esperto presente. Ed ecco che vien fuori che i tempi non cambiano. Le gondole da fresco erano più leggere, affilate, con legni più sottili per …Per andare la sera in canale a prendere il fresco e fare i bulli con gli altri signori battendoli in gare di gondola-velocità 🙂

La gondola da fresco scrutata dalla porta

E pensa, lì, davanti a me c’era l’unica gondola da fresco del 1890 (se ricordo bene) ancora esistente. Parlando con l’esperto, un fiume in piena di sapere e voglia di conservare le tradizioni, ho scoperto pure che le gondole sono tante pure fuori Venezia. Spesso, ahimè bisogna dire spesso, vengono restaurate all’estero e tenute all’estero. Ci ha raccontato delle gondole presenti in Quatar o in Olanda, dove in un paesello un signore l’ha restaurata non alla maniera veneziana, ma comunque benissimo.

Boe di vetro...quando la plastica o affini non esistevano

Ma questa pietra miliare del sapere veneto, tal Germano, ha anche sfornato numeri da brivido. Numeri? Sì, numeri. Santa Maria della Salute poggia su 1.310.000 pali, mentre Rialto su 12.000 pali per estremità. I pali a Venezia sono un argomenti talmente hot che c’è una diatriba sui materiali da usarsi per farli. Ad esempio, è partito uno studio pilota per i pali plastica. Ma Germano insegna che:

Venezia non è fatta dal Canal Grande“, che detto in veneto suona ancora meglio 🙂

Le ascie

Intanto, qualche appunto l’ho, ma lo sguardo era attratto anche dalle boe di vetro e dai tanti arnesi, come l’ascia doleora. Doleora? Germano aiuto! “Doleora perchè aveva la forma di quella del boia. Non lontano da qui, poi, c’è la dimora storica del boia di Venezia. Nessuno, ai tempi, voleva affitare la casa al boia. Ce ne era una, come dire, comunale”.

Non scherziamo 🙂 C'è l'ascia doleora

Accanto all’ascia doleora, ce ne erano molte, spesso diverse tra loro per l’incurvatura. Servivano per fare lavori di tipo diverso, pardon per dare curvature differenti. L’ascia nell’arte “gondoliera” veneziana è talmente importante che i più bravi a lavorare con le asce erano maestri d’ascia.

Squero

Squero: un posto bellissimo che si può visitare su richiesta. Bello e triste, perchè rischia di essere un tassello di un mondo che va scomparendo. Per capire da dove viene il nome squero, io ho trovato questo post molto interessante.

Go Voga Girls

Forza Nan, venuta dal Kentuchy, aiuta tu Venezia 🙂 con tutte le altre ardimentose vogatrici !

(PS. Delle Voga Girls avevo parlato tempo fa, qui).

Un altro reperto dello squero. Siamo sicuri di voler perdere tutto questo?

7 Comments

  1. ho letto questo post tutto d’un fiato ….adoro Venezia (ci sono stata tante volte) ma questa cosa proprio non la conoscevo ( sicuramente non sarà neanche l’unica che non so)….grazie Claudia

  2. rossdibi says

    @Nicla Complimenti per il tuo blog creativo.
    No, non è l’unico squero. C’è chi mi ha detto che ce ne sono in zona Biennale e ho letto online di squeri nelle isole della laguna. Questo so che su richiesta è visitabile.
    Passeggiando poi alle Zattere o visto un museo di …uffa le parole, non vogatori, ma cannotieri che potrebbe comunque soddisfare molte curiosità da turista sul mondo delle barche a venezia

  3. Belle scoperte. Venezia è sempre una scoperta anche dopo tanti anni di vita universitaria laggiù. Ricordo un altro squero ma ora non saprei arrivarci, mentre vicino a San Marco c’è un laboratorio artigiano dove costruiscono (acc, non ricordo il nome dell’oggetto) insomma quella parte in legno su cui appoggia il remo del vogatore. Ce n’è di bellissimi e sono davvero delle sculture. Beh, la prossima gita ti ci porto!

  4. rossdibi says

    @Laura Ne ho visto uno credo in zona Zattere, durante una passeggiata random nell’interno, ma non chiedermi la calle 🙂
    Per il nome, o è la forcola o il ferro di próva o dolfin. La forcola regge il remo mentre il dolfin è la parte di prua della gondola. Quante cose che so leggendo Wikipedia 🙂

  5. Ciao, sono socio dell’Associazione Arzanà di cui parli, che ha sede nell’antico Squero Casal dei Servi (i Casal sono la più antica dinastia di squeraroli di Venezia – “dei Servi” perché li davanti c’è l’antico convento di Santa Maria dei Servi). Uno squero non è solo un posto dove si riparano le gondole come dici tu, ma tutti i tipi di barche tipiche veneziane, che non sono solo le gondole! Inoltre negli squeri non ci si limita a ripararle ma anche a costruirle 😉
    Vero è anche che non è l’unico squero in città (per fortuna). I più celebri sono: Tramontin (Ognissanti) e Daniele Manin (San Trovaso )

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