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A pranzo con media140

Sto dando i numeri?

Che cos’è Media140?

Che cosa ho mai mangiato oggi?

Non sto dando i numeri, almeno spero, ma anche se fosse non sarei l’unica 🙂

Media 140, sottotitolo “exploring the future of real-time web” ossia esplorando il futuro del web in tempo reale, che è allora? E’ innanzitutto un movimento che cerca di capire come il web incida sulla comunicazione, la socializzazione e gli affari. Se hai studiato economia come me ti verrà da dire “ma capire non basta, bisogna reagire”, ma sei studiato ancor di più economia negli anni Novanta (come me) ti verrà anche da dire “non basta reagire, bisogna anticipare”. Sarebbe bello!

Media140  cerca di reagire-anticipare i tempi organizzando eventi, conferenze con le migliore menti del giornalismo, del marketing, della politica e del mondo accademico. La speranza, come il solito, è di capire qualcosa di più in termini propositivi di quanto sta succendo. Il tutto in 140 giorni ! Per il programma di questi140 giorni vai qui.

E oggi all’ora di pranzo (romana) si è tenuta un evento online in occasione del Festival del Giornalismo di Perugia. Perchè ne parlo qui? Perchè si parlava di cibo, vino, social media come il mio amato Twitter.

Nessuna ricetta, ma interventi curiosi ed interessanti. Ha sempre un suo perchè vedere cosa ne pensano gli altri del mondo virtuale e reale che bazzichi. Adoro vedere attraverso gli occhi altrui e capire o intuire come il mio comportamento possa essere capito o sfruttato dall’industria. Che voi, un po’ di prevenzione fa parte del mio DNA.

Ho potuto seguire i messaggi su Twitter utilizzando l’hastaga #media140 (basta scrivere questo su twitter.search per ritrovarli tutti, ma tieni d’occhio anche #ijf10). Ho potuto vedere Zonin, al cui tasting panel ho partecipato, ma anche StudioCru, che mi aiutò quand’ero in Canada a capire le birre locali e che ho più volte menzionato nel blog. Ho anche sentito Andrea Bez e aver capito cosa ho sbagliato nella mia vita :), mi sa che lui ha fatto bene a seguire l’azienda di famiglia dopo la laurea in economia anzichè darsi al master o a un dottorato.

Mi ha incuriosito anche sentir parlare dei case studies della comunicazione online, come Daring Baker (ora Daring Kitchen) che ora vanda 2300 followers attivi e che nasce dall’intuizione di due foodies. Hanno pensato che in due una ricetta vien meglio, che potersi scambiare impressione è ideale su una ricetta, e hanno pensato che “obbligare” a postare tutti lo stesso giorno lo stesso piatto seguendo la stessa ricetta sarebbe stato possibile.

Ma c’è anche SakeSwap group in Giappone che ha un grande successo, dato che il sake esiste in tantissime varietà, un po’ come il vino.

Poi, presto, in Italia dovrebbe arrivare una versione nostrana di SeriousEats. Il quale al momento è made in New York e riunisce bloggers e critici enogastronomici di alto livello.

Ma non si è nascosto il fatto che dietro il web c’è la persona e le persone, le loro passioni, il loro lavoro e la loro etica.

Certo, il mio è un resoconto parziale e personale, da non addetta ai lavori ma da curiosa. Ho scritto di quello che ho sentito, che non era tutto. Wired descrive meglio Media140, mentre su VinoPr c’è il programma completo degli interventi di oggi.

Insomma, oggi ho fatto un pranzo interessante! Tu che ne dici?

4 Comments

  1. Da laureata in comunicazione e da foodblogger… ti ringrazio del suggerimento, corro a dare un’occhiata!

    A presto
    Gialla

  2. brava Rossella, da esperta non avresti potuto sintetizzare meglio 😉

  3. rossdibi says

    @Gialla che bella combinata foodblogger e comunicazione, sono settori che incuriosiscono molto
    @Max Grazie!
    @Pina Lo so, la mia capacità di sintesi è proverbiale 🙂

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