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Vino, prezzo e Wine Trials 2010

Un vino vale perchè è buono?
Cos’è la bontà del vino?
Come la si può giudicare? E chi la giudica?
Ed il prezzo di un vino rispecchia tutto il suo valore? Solo il suo valore? O va oltre? Ma oltre dove?

Domande ideale per sollevare un vespaio.
Domande a cui da una sua risposta: “L’esperimento del vino 2010. La migliore guida mondiale ai vini economici”. Apparentemente è questa la traduzione del titolo The Wine Trials 2010 .
Cos’ha di diverso dalle altre guide ai vini? Solo la soglia di prezzo scelta (15$)? Perché è così interessante questo libro made in USA?
E’ un libro con una filosofia dietro. La parte più sorprendente non è la lista dei vini, quanto le le modalità di scelta adottate.
Dei comuni mortali hanno scelto i vini attraverso delle degustazioni alla cieca, ossia fatte senza conoscere le etichette del vino che assaggiavano. Gli è stato chiesto semplicemente di scegliere il vino che preferivano e di motivare la scelta. La rosa di vini scelti variava da bottiglie il cui prezzo era inferiore ai 15$ a bottiglie che raggiungevano i 150$.
Non è certo rivoluzionario tale approccio. Ma ad esso, alle sue motivazioni e ai suoi risultati è dedicata la prima parte del libro.
Se siete appassionati di economia o statistica, i brevi capitoletti introduttivi vi potrebbero entusiasmare. Io ne son rimasta molto incuriosita, anche perché non conoscevo il mondo della wine economics . Economia del vino: sì signori, esiste e affronta temi non molto dissimili da altre branche dell’economia. In particolare, entra il gioco l’onnipresente dilemma di cosa sia il valore di un bene, il vino in questo caso, e qual è la relazione tra valore e prezzo.
Investigare come poi il prezzo, o il marchio del bene, influenzi la percezione del valore o la soddisfazione derivante dal suo consumo è un tema non nuovo neanche nel mondo del vino. O degli alcolici in generali, così tra le prime pagine viene riportato, in forma rigorosamente discorsiva, un esperimento condotto negli anni ’60 per la birra.
E’ stato largamente dimostrato che il prezzo/marchio influenzano le percezioni. Questa guida vuole presentare ed eliminare tale influsso facendo assaggiare i vini dentro un sacchetto di carta. Sembra proprio che se occhio non vede, gusto e odorato lavorano liberamente o diversamente dal “solito”. I partecipanti all’esperimento 2010 non sono stati quattro gatti. Ben oltre 6000 assaggiatori, professionisti e non, hanno partecipato.
Se vi domandate, poi, chi sia Robin Goldstein, semplice quello che un’annetto fa ha beffato la rivista Wine Spectator. La rivista ha premiato la sua Osteria L’Intrepido per la lista di vini. Peccato solo che tale Osteria L’Intrepido non sia mai esistita.
Parole chiave che potrebbero riassumere il tema del libro sono: valore, percezioni, gusto, marketing emotivo, aspettative, degustazioni, condizionamenti esterni, libertà di scelta, mercato, effetto placebo … e prezzo ovviamente.

L’Italia è rappresentata nella guida da:
Castello Monaci – Pilùna
Pirovano – Prosecco e Sangiovese di Rmagno
Presto – Prosecco
Mezzacorona – Chardonnay e Pinot Grigio
Caldora – Montepulciano d’Abruzzo
Castello di Querceto – Chianti DOCG
Melini – Chianti San Lorenzo
Pisato – Montepulciano d’Abruzzo
Ruffino Aziano – Chianti Classico
Santa Cristina
Straccali – Chianti
Vitano – Falesco
Arancio Stemmari – Nero D’Avola
Castello Monaci – Pilùna

Fate tutti i commenti e domani qui e ora. Potrebbero entrare a far parte di un’intervista alla coatrice Alexis Herschkowitsch.

3 Comments

  1. Cerco di dire tutto con un Italiano piu o meno conoscibile…

    Ci sono millioni di gente che ama fave fresche, io odio fave.
    Ci sono millioni di gente che odia trippa, io amo trippa.

    Io ho centinaia di gente di tutti paesi ogni giorno con me. E vedo che i Americani hanno ul diverso gusto del inglesi di tedeschi di giapponesi….. e fra quelli gruppi, ci sono tutti diversi sub-gruppi…..

    Nessun guida per vini puo dirti che vino piacerebbe a TE. Maggioranza della guida dicono o 1) che cosa è piaciuto a maggioranza (come wine trial) o 2) che cosa è piaciuto a Mr. X o Mrs. Y. Tutti due approach sono sbagliati, o piu di sbagliato; sono irrelevanti, non hanno nessun significanza per te – perche gusto è unico, personale, subjectivo. Unico tipo di guida che ha sensa, che ti puo aiutare è quello che spiega come è (i hard facts, non sensazioni) e perche e come. Unico modo di trovare vini, sempre meglio, è degustare (o bere, se vuoi) – ma non solo bere e ubriacarsi o dire mi piace/non mi piace – consultando guide (del ultimo tipo) o anche esperti (non quelli snob) si puo dire ok, mi piace, e la caratterisca che mi piace è x o y o z, per cause di n o m, quindi c’è grande possibilita che se bevo altri vini con quella carattere, anche quelli mi piaceranno….

    N.B. Prezzo non è direttamente relevante a tuo gusto, ma ci sono certi limiti che ti garantiranno che il vino non è buono. Non c’e buon (sano, gustoso, ben trattato) fiorentino per €5 / kg, non c’è buon (sano, gustoso, ben trattato) vino per meno di €5 / bottiglia al supermercato. Puo piacere? Certo! A gente piace anche fanta – aqua+zucchero+colore+aromi

  2. cristina says

    salve… sto facendo uno studio sulle guide. su i criteri di scrittura.. perchè lo stesso vino in una risulta a volte con una volutazione molto diverse da un altra guida…se magari vi capitano articoli e studi su questo argomento mi fate sapere grazie!!!

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