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Intervista a Silvia Maestrelli: DiVINando

La curiosità e la costanza portano a scoprire tanti nuovi aspetti della vita e a conoscere, realmente o virtualmente, persone interessanti, che colpiscono per il brio. Così è successo per me con Silvia, spesso letta in veste di DiVINando.
Se poi si legge una presentazione di Silvia come quella fatta da Intravino, il passo successivo non è che intervistarla.
Ecco il risultato. Son sicura che anche voi rimarrete stupiti di fronte alla ricchezza di attività in cui Silvia di prodiga, al suo approccio attivo alla vita: insomma, potrebbe incantarvi come una vera donna rinascimentale.

Silvia Maestrelli ed Intravino

Intravino ti ha descritto come “Produttrice, blogger, promotrice culturale e chi più ne ha, più ne metta.” Andando in ordine, Silvia da dove viene e dove va?

Prima di tutto, Rossella, ti ringrazio per questa tua gentilissima intervista e rinnovo i miei ringraziamenti anche ad Intravino, che mi ha inserito, con mio grande onore, tra le prestigiose donne del vino che mi fanno compagnia nell’ elenco che tu citi. Grazie!

Da quando mio padre Moreno Maestrelli acquistò, negli anni Sessanta, quella che è stata per anni soltanto la “residenza di delizia” di Cerreto Guidi, Villa Petriolo, oggi quell’operosità è ricordata dalla passione con cui noi, le donne della famiglia – mamma Giovanna, io e mia sorella Simona, le piccole Lavinia e Margherita – raccontiamo il nostro vino ed il nostro mondo. Una discendenza di donne che, nel rispetto dell’unicità dell’altra, conduciamo – e le più piccole, se vorranno, potranno farlo in futuro – l’azienda con uno stile tutto nostro, evocato nella fiaba delle due rose sorelle che la nonna ci raccontava prima di andare a letto, impressa sulla velina che avvolge la bottiglia del Chianti Rosae Mnemosis. A testimonianza di un amore per la terra e la sua poesia che affonda le radici in una forte tradizione familiare. Infatti, credo fermamente che l’identità ci salverà. Quella legata al territorio d’origine – che nel mio caso è il Montalbano, le morbide colline di Leonardo Da Vinci, da cui mi propongo di ottenere il massimo che esso può esprimere, da tradurre quindi in vino ed ospitalità – e alla propria storia. Anche, e soprattutto, quella personale, determinante per individuare e valorizzare un proprio stile anche nel vino, che sia riconoscibile ed irripetibile, proprio come le singole persone che si raccontano. Mi è capitato già di rivelare come la mia storia con il vino sia anche un percorso di guarigione, quasi di rinascita, un modo per sentirsi più a mio agio nella vita, per rimanere a contatto con la parte più profonda di me stessa, riannodando fili importanti – con la mia famiglia, la mia terra, le mie origini.
Fessina, in Sicilia, la mia ultima avventura. L’ho acquistata nel 2007 insieme a mio marito Roberto Silva e all’enologo Federico Curtaz, sulla scia di un innamoramento per questa terra dalla straordinaria ricchezza, ambientale, storica e culturale. Sette ettari di Nerello Mascalese alle pendici dell’Etna, autentico giardino dai frutti d’oro che mi ha già regalato bellissime soddisfazioni.

DiVINando e Silvia

Divinando come si sposa con Silvia?
E’ il mio diario. Alla scoperta di un territorio, come recita il sottotitolo. Ma anche alla scoperta dei miei desideri, progetti, sogni. Da quando DiVINando ha visto la luce, nell’ottobre 2006, il colore dei miei pensieri è realmente cambiato, si è infiammato di tinte accese e addolcito di tonalità tenui a seconda degli incontri che questo straordinario mezzo di comunicazione mi ha donato. Un sogno realizzato, esprimere apertamente e trasmettere il mio amore per il vino, ciò che davvero mi piace fare. DiVINando si è rivelato un potente alleato nel mio tentativo di abbattere quelle barriere che separano il lavoro dal divertimento. Un diario, un compagno necessario per un’avventura per me relativamente nuova, l’impegno in prima persona nel mondo del vino, con l’ ambizione di far conoscere ed apprezzare il territorio unico, ricco di cultura, arte, saper fare, al quale il mio vino deve la sua identità, le dolci colline del Montalbano.
La promozione culturale dove spazia?

Prevalentemente, nell’ambito della letteratura. Vino&parole sono per me un connubio irresistibile, a cui dedico ogni anno un concorso internazionale per promuovere le opere di artisti emergenti. Ma anche la pittura, la fotografia, la musica. A Villa Petriolo – ed in futuro anche a Fessina – promuovo costantemente mostre d’arte, aperte al pubblico in occasioni di eventi particolari, con l’obiettivo di rinsaldare per Villa Petriolo quel ruolo antico di centro culturale che ricopriva nel tardo Rinascimento con la famiglia fiorentina degli Alessandri, quando la tenuta era culla del pensiero creativo. Un sorta di autentica palestra d’arte, ancora oggi, ed una vetrina particolare per offrire visibilità a chi ha del talento che va riconosciuto.

Ma nel tempo libero, quali sono gli svaghi?

La mia vita – ed anche il tempo libero, dunque – è bagnata dal vino. L’arte, mi piace scoprire le mostre d’arte. Di arte contemporanea, in particolare. Cerco di avvicinare a questo affascinante universo anche la mia piccola Lavinia, compagna entusiasta di tante scoperte. Quando poi l’arte riesce a raccontare il vino, il piacere è ancora più grande. Il vino è come una lente che ingrandisce ai miei occhi tutto ciò che mi capita di incontrare. La letteratura, la musica, la pittura, quando sono profumate di vino hanno per me un gusto particolare. E’ come se il vino mi guidasse alla scoperta del mondo…sempre.

Hai veramente superato le barriere nel lavoro tra serietà ed allegria, come affermi nel blog?

In tutta onestà, credo di sì… ed è un privilegio grande, soprattutto di questi tempi, lo ammetto.
La serietà nel condurre il mio lavoro, rispettandone scadenze ed impegni, non mi impedisce di vivermi con gioia i rapporti che il mondo del vino offre. Si conoscono moltissime persone, anche grazie ai nuovi mezzi di comunicazione che sfruttiamo per la promozione dei miei vini. Appassionati di vino che, con la sensibilità che occorre per apprezzarlo, amano anche l’arte, la cultura, la moda, i viaggi, la musica. Sono tutte occasioni d’incontro, quelle on line e le manifestazioni cui periodicamente partecipo, che fanno nascere, poi, belle amicizie. In tanti casi non solo virtuali.
Un esempio su tutti. “Satisfaction. Cronache dal girone dei golosi”, il nuovo progetto di comunicazione 2010 del mio blog (in rete dai prossimi mesi ), nasce dalla voglia di documentare – raccontare e diffondere con video on line – il piacere. Della tavola, del conversare. Un ciclo di incontri conviviali con amici appartenenti al mondo del vino, della cucina, della cultura, dell’arte, conosciuti anche sul web, accumunati dal piacere di cucinare e mangiare insieme. Ciò che ognuno degli ospiti porterà con sé, un vino, un cibo, il proprio saper fare, il talento nel conversare amabilmente. Doni, questi, preziosi. Ad accogliere questi uomini di spirito che sanno mangiare, io stessa, davanti al mio focolare, che, come una novella Estia, cercherò di mantenere scoppiettante.
Anche in questo caso, quale il confine tra serietà ed allegria?!

Silvia Maestrelli e la cucina

E ora, Silvia in cucina. Com’è?

Silvia, in cucina, ama le torte. Amo assaporarle, adoro prepararle. Un piacere particolare che mi riporta all’infanzia, a quando assistevo con meraviglia a quelle mani sapienti della nonna che mescolavano magicamente gli ingredienti, farina, zucchero, uova. E il matterello che correva sul grande piano di marmo, bianco come il latte….parole e suoni, note di cucina, ad incantarmi. Merende fantastiche, a cui si aggiungeva un goccino di vino, a volte ad inzuppare la fetta di pane inzuccherata, altre volte, con un piacere tutto speciale di complicità tra generazioni, nel bicchiere, allungato con l’acqua. E lo sorseggiavo piano, come un regalo raro, un segreto da mantenere. Il tema del nuovo concorso letterario di Villa Petriolo sarà un omaggio a questi piaceri. I piaceri della gola e dello spirito.


6 Comments

  1. Pingback: 12 febbraio 2010: Neve a Roma « Ma che ti sei mangiato…

  2. Cara Rossella, ti ringrazio davvero tanto! Per la delicatezza con cui ti sei avvicinata a me e la grande cura che hai messo nel realizzare questa intervista. Dietro la tastiera, ne sono certa, scoprirò una persona ancor più speciale, in carne ed ossa. Spero di conoscerti personalmente molto presto. Ancora grazie infinite e in bocca al lupo al tuo bel “Ma che ti sei mangiato”! A presto!

  3. @Silvia
    Ma come tu che ringrazi me?! E dove devo mettere le spese a pensare:”Ma le scrivo? Avrà tante cose da fare. Figurarsi sei risponde a una bloggerina come”.
    E poi mi hai risposto in un tempo record.
    Grazie a te e alla prima occasione ci vediamo.

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