Canada
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Il giorno perfetto 2009

Inizio l’anno parlando di quello appena passata. Ma parlo di un …giorno perfetto sospeso nel tempo, ove non conta il quando, in parte neppure il dove, di sicuro con chi.
Ovviamente ero con la Cavia, nonostante che fossimo in Canada ai primi di maggio 2009. Oltre la Cavia c’erano due amici di lunga data, nonostante quella fosse la mia seconda volta in Canada e la prima per la Cavia.
Gauri, Mihir, Rossella e Paolo andarono nella regione del Niagara, vicino a Toronto. Gauri e Mihir facevano da guida a Rossella e Paolo, mentre Rossella dava il benvenuto a Paolo in Canada. Era facile pensare che tutto fosse idiliacco dopo un mese di lontananza dalla Cavia e otto anni di lontananza con Gauri. Un oceano non è poco.
Cercherò di raccontarvi nel modo più semplice, diretto, lineare quei momenti.
Arrivammo alle cascate del Niagara velocemente intravedendo all’orizzonte i vigniti e alle nostre spalle il lago Ontario, mentre la torre più alta del mondo di Toronto si rimpiccioliva. Ero scettica sul potere sorprendente delle cascate, cosa volete, viste e riviste in tv. Lo scetticismo rimase finchè le vidi. Non fu il rumore a stupirmi, fu..fu… l’allegria del ritrovarmi invasa da una coltre di goccioline d’acqua. Il sole c’era, era relativamente forte, ma ci bagnavamo. Click click le prime foto. Poi Mihir ci consigliò di prendere la Maid of the Mist, la barca per avvicinarci alle cascate. Eravamo scettici, ma da bravi ospiti obbedimmo.
La cosa più turistica al mondo si rilevò anche la cosa più bella al mondo. Dopo un rapido saluto alle cascate USA, belle, ma “piccole” rispetto al ferro di cavallo che stava in Canada, la Maid of the Mist si diressi verso le cascate canadesi.
Due reazioni diverse emersero. La Cavia era colpito dalla potenza sovraumana che al nulla può ridurre l’uomo e che alla meglio gli può fare paura. La cuoca, io, ero…felice…ero lì, a fare qualcosa di mai sognato. Sì, ho sempre voluto viaggiare, scoprire il mondo, ma mai e poi mai avrei creduto di starmene in Canada un giorno e di starmene lì. Non sarò la persona più brava al mondo, più capace, ma ero tra lo stupefatto ed il soddisfatto di essere arrivata là. La potenza dell’acqua divenne quasi un’amica. Un’amica che mi diceva di non temere.
“Ladies and gentlement, the Niagara Falls” urlò il megafono della barca. Tutti alzarono il naso e le macchine fotografiche tacquero per un attimo.

La vocina che anima la cuoca non poté esimersi dal dire “Grazie”. Fuori si sentì solo “Smuack” e furono sorrisi 🙂

Viste le cascate del Niagara, via in allegria verso Niagara on the Lake, mentre a fianco il Niagara si allargava e si abbassava.
Niagara on the Lake .
Un posto meraviglioso, certamente da ricchi, ma uscito dalla più bella cartolina dei nostri sogni. Casette colorate, in stile vittoriano. Gli alberi erano addirittura in fiore.
“Ecco la casa dei miei sogni”

Il paese delizioso e lindo. Un salto in quella che qui in Italia sarebbe una confetteria (questa qua http://www.mapleleaffudge.com/), e che in Canada offre il fudge . Il dolce perfetto per ingrassare. Burro, sciroppo d’acero e zucchero, direi. Eppure buono, sopratutto col cioccolato 🙂


Dentro il negozio lo sciroppo d’acero la faceva da padrone. Non resistemmo dal comprare il tè all’Ice Wine, altro tipico prodotto locale, e del fudge arricchico dal cioccolato, ovviamente. Il carattere turistico del locale era mitigato dalla nostra ancora vergine conoscenza del mondo nord-americano e dall’aver visto tanta tv americana. Il bianco predominava, la signora di mezza età governava con rigore il negozio ottimizzando tempi e sorrisi. Ricordo anche un’incantevole zona lavoro dietro il bancone, spaziosa solo come in Canada può essere.

Anche la pasticceria quasi di fronte non era meno tentatrice. E del negozietto di addobbi natalizi, tal Just Christmas, aperto tutto l’anno, ne vogliamo parlare?
Tutto il corso del paese sembrava uscito da un film werstern ripulito.

A pranzo, rimanemmo stupefatti dall’amore per il mondo romano di Mihir. La Cavia fu messa in difficoltà dalle sue domande. E lì, nel ristorante con un bel piatto di hamburger e patatine di fronte, che emerse la magnificenza della nostra giornata. Non ricordavamo più, per quel bellissimo attimo di eternità, se lavorassimo, cosa facessimo, dove fossimo, che giorno era.

Ed il giorno perfetto non era finito. Sebbene Gauri non fosse un’appassionata di vini ci portò alle wineries della regione del Niagara….

To be continued

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