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50 modi per mangiare “ecologico”

L’attenzione o la mania di dimostrare attenzione alle ripercussioni sull’ambiente delle più piccole attività umane, comprese quelle quotidiane e casalinghe, porta persino rinomate riviste di enogastronomia, come Bon Appétit , a proporre ai suoi lettori una lista di atteggiamenti ecosostenibili in cucina.

Le lettura del numero di febbraio di Bon Appétit mi ha entusiasmato anche per l’articolo si 50 modi per mangiare “ecologico”. Una bella idea, stimolante, nel senso che da spazio alla riflessione. Riflessioni dovute non solo al fatto che la rivista è made in USA, quindi comunque con indicazioni relative a una realtà in bene o in male diversa da quella italiana. Ma anche, come dire, riflessioni più terra terra, dovute alle implicazioni economiche e di tempo degli sforzi che un atteggiamento “ecologico” comporta rispetto alle più rilassate attitudine consumistiche.

Veniamo al dunque, ecco i 50 suggerimenti:

 

1. Mangiare più cioccolata. Forse questo è un inizio ad effetto. Chi non ama la cioccolata? Mi raccomando però cioccolato proveniente da turismo equo e sostenibile.

2.  Bolli una volta, cuoci due volte. Non è un messaggio in codice. Il suggerimento è di riutilizzare l’acqua calda della pasta per bollire i gamberetti, con cui condire poi la pasta con un po’ di olio d’oliva.

3.  Riempi il freezer, dato che pieno consuma meno energia di quando è vuoto.

4.  Non leggere The Omnivore’s dilemma. Qui forse si cade nella pubblicità. In alternative al dettagliato The Omnivore’s dilemma, viene suggerita la lettura del più conciso ma sempre completo Defence of Food sempre di Michal Pollan.

5.   Fatevi un hamburger di bisonte. Non avete letto male, bisonte, quello degli indiani e dei film western. Ironicamente, come nota la stessa rivista, in alcuni casi nutrirsi di animali in via di estinzione può evitare la loro estinzione. Credo proprio che questo punto lasci spazio al dibattito.

6.   Fate queste domande al vostro fruttivendolo: la tua fattoria è certificata? Seguite pratiche di agricoltura biologica? Che tipi di pesticidi usate? … Vorrei provare  a Roma a fare queste domande, una dietro l’altra.

7.   Non aprite quella porta ! Aprire la porta del forno in azione fa perdere 25-50 gradi Fahraneit.

8.   Compra all’ingrosso grandi pezzi di carne. Ossi comprare un bel pezzo di carne da allevatori che nutrono le loro bestie con l’erba di campo. L’allevatore risparmia le spese di trasporto dovute al trasporto di alimenti a base di cereali e voi guadagnate in termini di qualità della carne e dell’ambiente, dato che meno camion che trasportano alimenti significano anche meno inquinamento sulle strade.

9.    Cucinate più spesso. La cucina fai da te implica meno packaging ossia meno sacchetti, pacchetti ecc.

10.   Arrostite un pollo intero. Risparmiate energia e avrete da mangiare per giorni.

11.   Diventate un food processor, ossia usate olio di gomito per cucinare. Tornate al mestolo di legno e alle fruste a mano, niente di elettrico.

12.   Mangiate il salmone selvatico dell’Alaska. Ovviamente questo vale se siete negli States, per l’Europa il suggerimento credo proprio che non valga più.

13.  Mangiate sardine invece del tonno in scatola. E non solo per i rischi legati alla presenza di mercurio nel tonno in scatola.

14.   Prendete a peso i cereali, noci ecc. Qui il riferimento è esplicito a quei negozio dove ad esempio i legumi o i cereali si possono prendere da un disperser nelle quantità desiderate. Per l’Italia può leggersi nel senso di andare al mercato rionale dove si compra quanto serve e dove i pacchetti/sacchetti sono meno rispetto ai prodotti industriali.

15.   Fatemi un giardino vostro, se non vivete in centro città.

16.  Imparate a leggere le etichette dei cibi favorendo i prodotti locali, naturali, trattati a mano e provenienti dal commercio equo e sostenibili.

17.  Mangiate Barramundi. Che cos’è il Barramundi? Un pesce bianco del Nord America. Per l’Italia mangiate uno dei vari pesci locali.

18.  Diventate il vostro barista. Ossia fatevi il caffè da voi per l’intera giornata. Negli USA è normale portarsi il caffè o il tè in un thermos al lavoro. Qui forse potremmo imparare qualcosa dagli americani, facendoci in abbondanza il caffè la mattina e berlo durante il giorno. Siete sicuri che è peggiore del caffè di certe macchinette?

19.  Sfruttate la vostra immondizia, nel senso di riutilizzare ove possibile i pacchetti e i sacchetti dei prodotti acquistati. Ogni brava mamma vi avrà insegnato questo.
20. Raccogliete separatamente i resti del cibo, soprattutto i verdure rimaste.

21.  Fatevi da voi i cereali per la colazione. Niente cereali in scatola, quindi, comprate separatamente la crusca, l’uvetta e il cioccolato ad esempio. Risparmierete e mangerete qualcosa di più buono.

22.  Iscrivete ad un CSA. Non so se esistono in Italia i Community Supported Agricolture, ossia gruppi che supportano gli agricoltori locali e ti consegnano a casa i loro prodotti. Per avere un’idea dei CSA negli States andate su localharvest.org/csa , se invece ne conoscete qualcuno da noi fatevi sentire.

23. Mangiate formaggio …italiano in Italia e formaggio americano in America.

24. Altro suggerimento che vale per gli States. Per sapere qualcosa dei pesci che trovate dal pescivendolo negli USA potete scrivere un sms al 30644 per avere informazioni sulla salubrità del pesce e sul suo eventuale rischio di estinzioni. Il servizio è fornuti dal Blue Ocean Institute.

25. Mangiate verdura, ha ripercussioni migliori per l’ambiente implicando minori consumi di energia e di acqua nella produzione.

26. Spegnete la luce … quando uscite dalla cucina.

27. Usate detergenti ecologici.

28. Incominciate a fare il vostro compost. Questo in alcune parti d’Italia è già una realtà collettiva e non più solo personale.

29.  Mangiate bovini nutriti con l’erba e non coi cereali.

30.  Altri riferimento valido solo per gli USA. Vengono promossi infatti gli artisti-attivisti di Los Angeles, che trovate nel sitoo di Fallenfruit.org. Si tratta di un’iniziativa che invita a mangiare i frutti che crescono nei parchi o lungo i viali, segnalando dove si trovano quelli maturi. Originale !

31.  Mangiate gamberetti sostenibili, ossia non di allevamento.

32.  Mangiate il cibo “libero”, ossia i “resti” del vostro allevatore di fiducia quali ad esempio la parte superiore dei finocchi o delle carote.

33.  Supportate l’iniziativa dell’ Heritage Foods USA, in difesa del cibo nativo degli States.

34.  Mangiate il sushi sostenibile. Esiste anche questo. Se volete una guida gratuita su questo punto andate sul sito seadfoodwatch.org.

35.  Diventate un “locativo”, ossia mangiate i prodotti a chilometro zero. Nel sito 100milediet.org/get-started/map c’è persino una mappa, valida per gli States, dei produttori più vicini a casa.

36.  Pedalate per andare al mercato, niente auto. Ma credo che anche andare a piedi o coi mezzi pubblici vale.

37.  Supportate i vostri ristoranti vegetariani, vegani ecc.

38.  Usate un lunchbox di acciaio inossidabile.

39.  Mangiate più tofu, perché il tofu richiede meno acqua per essere prodotto.

40.  Non bollite l’acqua per il tè, basta che l’acqua sia calda e non bollente, consumerete anche meno energia.

41.  Se ce l’avete usate la lavapiatti, in alcuni casi è ottimale risparmiare acqua ed energia in molti casi.

42.  Andate a fare la spesa con già la borsa/sacchetto/busta per portare a casa gli acquisti. Le borse di cotone vanno benissimo, spesso le trovate anche in omaggio in certi eventi.

43.  Usate i vini in scatola per non dover buttare via i rimasugli. Il mio suggerimento è invece di usare i resti per cucinare.

44.  Sfruttare i resti della cena del giorno prima: per il pranzo del giorno dopo o cercate comunque di usarli per un nuovo piatto. E anche qui le brave mamme ne hanno di sapienza da condividere.

45.  Preparatevi il vostro pranzo a casa e portatelo al lavoro col lunch box, realtà non sempre comune in Italia.

46.  Supportate i vostri produttori di vino locali. Ottimo suggerimento. Ossia acquistate anche il vino a chilometri zero.

47.  Leggete (altra pubblicità) Edibile Estate di Fritz per sfruttare anche i piccoli giardini.

48.  Sfruttate in cucina le foglie delle barbietole. O i gambi dei carciofi e chi ha altre idee le aggiunga.

49.  Fate attenzioni al vostro consumo da carta, anche in cucina. Non esagerate con la carta da cucina.

50.  Per chi ha acquistato la rivista, riciclatela…anche diffondendo il contenuto dell’articolo che vi ho rapidamente e concisamente tradotto.

 

Cosa ne pensate di questi suggerimenti? Vi faccio notare che puntano a modificare i comportamenti quotidiani, credo che qualche eccezione nel corso dell’anno sia permessa.

Molti suggerimenti però non so perché mi ricordano mia madre… e mi ricorda anche tante belle discussioni nate sul blog del Papero Giallo .

7 Comments

  1. rossdibi says

    Mi scuso se in alcune parti l’editing è impreciso

  2. Qualcuno gia lo seguo (troppo pochi, però). Per quel che riguarda i CSA, credo che la cosa più simile siano i GAS (Gruppi di Acquisto Solidale, http://www.retegas.org/) e per la numero 6 proverò anch’io, ma tanto so gia la risposta: “deché????”

    Comunque bel post. Grazie.

  3. rossdibi says

    Anche a me la numero 6.ha fatto ridere. Mi ci vedo proprio a fare quelle domande ad uno dei mercato di Roma.

  4. sono incredibili a inizio e fine anno si sprecano con le classifiche …

    un po’ di pubbblicità non retribuita per 12. il salmone wild del connemara rlanda … esiste … e merita!!! http://www.smokehouse.ie/
    sui gamberetti sostenibili non comprendo …

    grazie!!! molto interessante e divertente :- )

    un abbraccio a presto
    elena

  5. Pingback: Sui 50 consigli per essere ecologici cucinando… « Ma che ti sei mangiato…

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