Eventi
comments 2

Serata della lentezza

Per una persona che corre di qua a la per Roma cercando di sfruttare le mille occasioni culturali-gastronomiche è una grande sfida dedicarsi alla Blog Event legato alla Giornata della Lentezza sostenuto da Gnocchetto al Pomodoro . E descritto in maggior dettaglio qua: http://www.vivereconlentezza.it/node/205

La sfida è proporre una ricetta nel blog fatta rispettando I COMANDALENTI e i 7 comandamenti in cucina. Questi ultimi sono (copio e incollo a nome della lentezza):

1) Il cibo è la tua prima medicina: insegna Ippocrate… crediamoci!
2) La poesia del cibo inizia quando facciamo la spesa: scegliamo prodotti di stagione e di qualità. Se vogliamo risparmiare diminuiamo la quantità: che è anche un’ottima scelta per controllare colesterolo e peso.
3) E’ scientificamente provato che l’acqua non bolle prima se continuiamo a osservarla: quindi senza fretta appassioniamoci alla preparazione della nostra cenetta e apparecchiamo con cura la tavola, un fiore?
4) Utilizziamo tutti i nostri sensi per godere dei singoli ingredienti: la vista, il tatto, l’olfatto, il gusto … anche l’udito (i rumori della cucina fanno tanto casa e calore!).
5) Gustiamo ogni forchettata e ogni piccolo sorso di quel vino che, anche se da incompetenti, avremo scelto con amore e cura.
6) Evitiamo il “due in uno”! Se mangiamo non telefoniamo, se telefoniamo non mangiamo.
7)Non precipitiamoci … il cinema, la lavastoviglie, l’ultimo ritocco al computer, ecc. aspettano.

Venerdì sera ho rispettato questi comandamenti.

Mi sono goduta la serata andando prima ad un concerto di jazz italo-ungherese all’ Accademia Ungherese di Roma. Un bel concerto, gratuito, senza ressa per i posti. Complementi veramente al trio Kálmán Oláh composto da Oláh Kálmán (pianoforte), Egri János (contrabbasso) e Piero Borri (percussioni).

Poi siamo tornata a casa (come chi? Io e la solita cavia) passeggiando. Potendo l’abbiamo fatto. Arrivata in cucina ho messo a bollire il brodo, ho tagliato i porri rimasti dalla zuppa di ceci, mele e curry ; e mi son messa fare un risotto a…i porri, esatto. Appena mi sono ritrovata con i porri mi sono ricordata di quando un’amica mi raccontò del suo tema delle scuole elementare su “Cosa ha preparato ieri sera tua madre?” e lei descrisse con entusiasmo il risotto ai porri che le piaceva. Ho sfruttato il vino bianco rimasto in frigo dalla cena dei colleghi e prodotto, se ricordo bene, dai cognati di un mio collega.

vino-sicilia-2.jpgsicilia3.jpg

Infine ho decorato il risotto con la crema di Montepulciano lasciatami un paio di giorni prima da Concy, come sorpresa di fine cena .

toscana.jpg

La ricetta è piaciuta.La sorpresa finale è stato il Creme Caramel preparato dalla cavia.

creme2.jpg

Ottimo !

RISOTTO AI PORRI
Ingredienti per 2 persone affamate alle 23.00

porri1.jpg

200 gr di riso
1 porro grande (somma di due residui di porro)
Un po’ di vino bianco
Olio d’oliva extravergine
Poco Asiago (anche quello rimasto nel frigo)
Crema di Montepulciano. In alternativa la riduzione di vino e miele di Fiordizucca
Brodo vegetale

porri2.jpg

Tagliare a rondelle i porri. Saltarli in padella con poco olio. Cuocere aggiungendo un po’ di brodo. Quando il brodo di è assorbito aggiungere il riso. Mescolare e aggiungere il vino bianco. Cuocere come il solito il riso col brodo. A fine cottura aggiungere un poco di Asiago (veramente poco). Decorare con la crema di Montepulciano. Servire.

Direi che il criterio della lentezza è stato rispettato.

2 Comments

  1. Buon giorno!

    I’m your partner for Taste and Create. I really enjoyed looking through your blog, and I’ve bookmarked a number of recipes. I love Italian food, so this is a great opportunity to try some real Italian home cooking!

    I made this for supper, and it turned out really nice; it would have been even better if I’d had time to make some vegetable stock. I hope I got the translation right; you can read my post here.

    I might be back with some questions when I try other more complicated recipes!

    Veronica

  2. Pingback: Un risotto classico e travolgente « Ma che ti sei mangiato…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *